Fratella e sorello

Regìa di Sergio Citti, 2002
Con Claudio Amendola, Rolando Ravello, Ida Di Benedetto, Youma Diakité, Andy Luotto, Laura Betti, Maria Monsé


Scheda sito Anica

L’ultimo film di Citti, uscito 3 anni dopo la realizzazione solo pochi mesi prima della morte del regista: fu un fiasco colossale, a quanto leggo.

Non lo definirei un film riuscito, ma a me in qualche modo è piaciuto… la bizzarra storia dell’amicizia tra Amendola e Ravello riesce ad essere interessante. Peccato per qualche attore davvero poco adatto, a partire dalla imbarazzante Youma Diakitè, che forse è la sorella di quello che gioca nella Lazio…

Youma Diakitè: imbarazzante quanto vuoi, ma bella gnocca.

Il film è lontanissimo dall’essere bello, eppure anche a me in fondo non è del tutto dispiaciuto. L’inizio è abbastanza promettente (nella prima inquadratura, in cui tutti i personaggi sono fuori campo, c’è anche un discreto gioco di regia, e il “tribunale” allestito nel cortile della prigione è una bella idea), ma presto il film inizia a perder colpi, anche e soprattutto direi per gli interpreti (Amendola, da quel che ricordo, è pessimo come sempre, e comunque con quella faccia era l’attore meno adatto per un personaggio di Citti). Ci sono solo due o tre momenti in cui il film nel bene o nel male si riaccende (il balletto, la Di Benedetto in versione horror e il finale con i tatuaggi “animati”, degno di un John Waters), ma per il resto purtroppo si naviga un po’ a vista, con una confezione molto televisiva (Citti forse non è mai stato un gran regista nel senso “tecnico”, ma il merito dei suoi primi film era appunto quello di non somigliare a niente e nessuno).
Ricordo che lo vidi in una rassegna estiva, in un’arena vicino casa, quindi se non altro dopo l’apparizione lampo nelle sale ha continuato a circolano un pochino, almeno qui a Roma.

È vero, non è un film riuscito e non è neanche bello però in qualche modo si lascia guardare.
Amendola è imbarazzante, confermo.

Questo film è anche l’ultimo film musicato da Francesco De Masi che, dopo tanti anni di inattività per quello che riguarda le colonne sonore, si fece convincere dall’amico Citti a tornare a lavorare per il cinema.
Se non erro è anche l’ultimo film di Laura Betti.

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Certo Amendola è fuori parte, ma il suo personaggio vira talmente sul grottesco che quasi quasi diventa accettabile, a mio avviso.
Purtroppo anche la grande Laura Betti in questo film è davvero terribile, il che mi fa pensare che in quanto a direzione di attori - soprattutto in presa diretta - Citti non fosse proprio un mago…

mi sembra che fu realmente chiesto a Modibo se la Diakité fosse sua sorella e lui rispose che non erano neppure parenti… peraltro dovrebbero essere anche di due nazioni diverse

Non ricordo più chi lo disse o scrisse (Fofi? Citti stesso?), ma il film deve qualcosa a Dov’è la libertà di Rossellini, un apologo comico che si chiudeva con il personaggio di Totò ben felice di tornarsene in prigione.

mi fa pensare che in quanto a direzione di attori - soprattutto in presa diretta - Citti non fosse proprio un mago…
Il lavoro di Citti sugli attori mi ha sempre incuriosito, perché nei suoi cast si trova davvero di tutto, da parenti ad attori di teatro a divi hollywoodiani, e ci sono alcune prove riuscitissime (Proietti mai così bravo) ma anche alcune incredibilmente imbarazzanti. Credo comunque che negli ultimi anni, complice la salute e le condizioni produttive, Citti fosse diventato un po’ troppo accomodante con gli attori famosi di cui si serviva.

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