Fritz Lang Interviewed by William Friedkin (1974)

Forse qualcuno non l’ha ancora vista.
È l’intervista che un quasi quarantenne Friedkin fece al quasi ottacinquenne Fritz Lang nel 1974.

Io la trovo molto bella, Lang era in forma e Friedkin gli tiene testa con molto rispetto ed evidente ammirazione.
In genere odio le interviste con l’intervistatore in campo ma qui faccio volentieri un’eccezione perché alla fine è una conversazione tra due grandi registi.

Lo stile minimalista con cui è realizzata non mi dispiace anche se ieri Friedkin ci raccontava che l’intervista fu girata con due camere (mentre nel montato ce n’è solo una).
Tra l’altro ha pure raccontato che per registrare quest’intervista Lang si concesse per 5 giorni, un’ora al giorno.

Comunque, chi non la conosce la trova qui:

//youtu.be/or0j1mY_rug

Bella intervista, peccato che qua abbiano parlato in pratica solo di due film, Metropolis e M.
L’ho vista ieri sera e qualche mese fa avevo visto anche quella che gli ha fatto Godard una decina d’anni prima.
In tutte e due Lang è stato una sorpresa per me.
Me l’aspettavo come Ford che diceva a Bogdanovich “Cut!, Stop! Next question”, oppure non gli rispondeva affatto. Invece era ironico, socievole, paziente. In quella di Godard perfino troppo.
Non sembra quello che veniva descritto come un tiranno o un ufficiale tedesco sul set.
Secondo J.L Mankiewicz, produttore di Furia, Lang appena arrivato a Hollywood rimase fermo due anni alla MGM perché non c’era nessuno che volesse lavorare con lui, conoscendo i suoi metodi. Al primo film americano litigò con Spencer Tracy per la pausa pranzo, perché Lang non la faceva e pretendeva che neppure la troupe la facesse. Lui decideva e basta. Marlene Dietrich gliene disse di tutti i colori in Rancho Notorius, più o meno per gli stessi motivi