Mah… Devo dire che tra questi due giudizi lontani mi sento più vicino alla valutazione di Moon che a quella di Argento (del quale di solito, peraltro, condivido quasi tutti i pareri). A mio avviso la materia rimane fredda, non riesce a coinvolgere fino in fondo, la costruzione drammatico-narrativa resta debole, le continue alternanze tra livelli temporali/mentali (bianco e nero/colore) finiscono per disorientare, la componente onirica è troppo prevaricante e, a tratti, ermetica. Il soggetto era molto interessante e forse meritava un’elaborazione meno astratta. Da apprezzare senza riserve, invece, l’entusiasmo “cinefilo” di Bido e la sua tenacia nel tornare a un cinema di genere personale e non standardizzato.
Ci sta, io nel mio commento precedente ho solo espresso un parere personale che non vuole in alcun modo passare per oggettivo. Anzi, a dire il vero, lo riconfermo perché a me il film è piaciuto e pur riconoscendo i difetti da voi ben elencati, sono rimasto soddisfatto da questo dramma capace di giocare in maniera intrigante (non perfetta) con il thriller psicologico fino ad arrivare su lidi quasi orrorifici.
Niente. Non mi è proprio piaciuto. La storia la trovo noiosa e a livello tecnico è tremendo. Il digitale è freddo e dà un senso di ultra poveristico amatoriale
Mi dispiace molto che anche Bido si sia dovuto ridurre così. Per quanto mi riguarda è sovrapponiblie al Notturno di Chopin di Lado. Anche per quanto riguarda il voler denunciare/cavalcare temi sociali attuali
Bido, come altri registi di genere, subisce la frustrazione di voler essere autore a tutti i costi. Ma se non sei Bergman, come si dice a Roma “lassa perde”.
Mi viene in mente un’intervista al grande Antonio Margheriti quando disse…" il cinema che so fare è questo. Non ho mai fatto cinema impegnato, al massimo me so’ impegnato ar Monte de Pietà!"
Parafrasando Callaghan "Ogni regista dovrebbe conoscere i propri limiti '. Molti di loro , per fortuna, ne erano consapevoli. Altri invece, guardando la Storia del cinema nella sua totalità, no…![]()
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P.S. Ebbi modo una dozzina di anni fa, di dirlo proprio a Edoardo Margheriti. Ovvero "Suo padre aveva un difetto. Era troppo modesto…"![]()
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