Meraviglioso film di John Ford tratto da Steinbeck. Un gruppo di poveri contadini in viaggio dall’Oklahoma alla California, dopo essere stati cacciati dalla loro terra.
Potente, commovente, visivamente splendido (la fotografia è di Gregg Toland) ed interpretato magistralmente da un gruppo di attori tra i quali spicca soprattutto Jane Darwell, la madre, premiata anche con l’oscar. Fa specie che un film con un soggetto del genere sia passato tranquillamente, e che una major come la 20th Century Fox l’abbia prodotto… nel film circolano battute come Seems like the government’s got more interest in a dead man than a live one. Ma tutto il film è permeato da un odio feroce contro la classe dirigente e la polizia, privata o pubblica che fosse.
Spettacolare anche John Carradine in uno dei suoi ruoli storici.
Il dvd italiano ha alcuni momenti - tra i quali il finale - in cui salta all’audio originale.
Si prende qualche libertà rispetto al romanzo di Steinbeck (che è straordinario) ma lo fa nel modo giusto, la potenza resta inalterata.
Peccato solo che non ci sia la potentissima (e terribile) immagine che chiude il romanzo, una delle cose più memorabili che io abbia mai letto. Ma capisco che portare sullo schermo una scena simile nel 1940 non era proprio facile.
Sì il finale è diverso, ma come dici giustamente nel 1940 non era una cosa proponibile in un film.
Leggo, curiosamente, che il grande John Carradine morì a Milano a 82 anni, nel novembre del 1988, all’ospedale Fatebenefratelli. Pare che le sue ultime parole siano state Milan… what a beautiful place to die.
Chissà se è poi vero…
Beh in fondo al padre non è andata così male, dai. Milano o non Milano, prima o poi la grande consolatrice bussa alla porta di tutti. Aveva 82 anni… secondo quanto si legge in giro, poche ore prima di essere colpito da infarto, aveva voluto salire sul tetto del Duomo, facendosi le scale al posto dell’ascensore. Anche questa non so se sia una panzana…
Pensa che io ne ho 43 e sto già pensando alla poltroncina montascale da mettere in casa.
Sti artisti…
Sul film è inutile sprecare superlativi. Ne basta uno: modernissimo. Forse anche più dei nostri film del neorealismo. Almeno, io lo preferisco. Più asciutto, rabbioso. Sarà merito di Steinbeck, di Ford, ma secondo me molto anche di Fonda. Son buoni tutti (quasi tutti) a vincere gli oscar facendo gli occhi lucidi come Jane Darwell. Lui faceva poco. Almeno, dava questa impressione. Sembrava avere una gamma recitativa limitata, eppure era credibile. Credibile qui, credibile quando faceva il giuggiolone (Lady eva), l’ottuso (Fort Apache) o il liberale come ne la parola ai giurati.
E ha avuto due nomination agli oscar in 50 anni di carriera…
Beh, penso che Ford sia stato visto e assimilato non solo da Leone, ma anche da Rossellini e De Sica. Credo non si possa prescindere da John Ford.
Comunque secondo me, rispetto al nostro neorealismo, qui Ford ha in più l’aspetto epico della grande narrazione dell’epopea western, della “conquista” (qui non ci sono carovane ma un sgarruppatissimo mezzo a motore). La rabbia (ti quoto) del proletariato contro le ingiustizie sociali è molto esplicita. Nei film del neorealismo è presente, ma magari espressa in modo più “sommesso”, seppur ugualmente prorompente.
Cos’hai, l’edizione Ermitage o 20Th Century Fox?
Io ho quest’ultima: si, ci sono diverse scene con audio originale in inglese sottotitolato in italiano, ma comunque
il tutto è molto fluido.
Comunque c’è pure un ottimo blu ray americano (region free) che contiene anche il doppiaggio italiano.
Non l’ho mai controllato perché l’ho visto in inglese ma credo che sia lo storico doppiaggio italiano con Cigoli e gli altri e non un ridoppiaggio.
Il blu ray si trova a poco, tra l’altro.