Giorni di gloria (De Santis, Pagliero, Serandrei, Visconti, 1945)

https://www.imdb.com/title/tt0037739/

http://www.cinematografo.it/bancadati/consultazione/schedafilm.jsp?codice=5809&completa=si

Il thread su Luisa Ferida e Osvaldo Valenti m’ha incuriosito sulla fucilazione di Pietro Koch, ripresa da Visconti. Pare che, oltre a molto altro, sia contenuta in questo film, di cui ovviamente non pare esistere né una VHS nè un DVD, anche se è stato proiettato non molto tempo fa a Milano:

http://fc.retecivica.milano.it/Rete%20Civica%20di%20Milano/le%20Associazioni/ANPI/Archivio/S06538088?WasRead=1

Qualcuno sa se è possibile reperirlo?

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Uscito sul Tubo:

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Su Koch, Visconti (e ovviamente Valenti e dintorni) è imperdibile la testimonianza di prima mano fornita dall’attrice Maria Denis, poco lusinghiera nei confronti di Visconti, nella sua autobiografia intitolata Il gioco della verità, edita da Baldini & Castoldi.

Qualche anno fa il film in oggetto è stato pubblicato in un dvd uscito in edicola per il gruppo La Repubblica / L’Espresso.

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Grazie Andrea, qualche dettaglio in più?

In sintesi: Maria Denis, una delle attrici più richieste (e più brave) del ventennio, si era innamorata di Luchino Visconti. Quando si sparse la voce che il regista (le cui idee erano note nell’ambiente) era in procinto di essere arrestato da parte delle autorità nazifasciste, la Denis per tentare di salvarlo accettò con disgusto (così lei racconta nella sua bella autobiografia) la corte del famigerato Pietro Koch, che da tempo le proponeva le sue attenzioni galanti, ma che lei aveva sempre rifiutato. L’attrice riuscì a ottenere la liberazione di Visconti, ma ciò ebbe due conseguenze molto pesanti per la Denis.

La prima è che, essendo ormai nota la trascorsa liaison tra lei e Koch, di cui si disse fosse diventata l’amante, subito dopo la Liberazione l’attrice venne a sua volta arrestata come collaborazionista nazifascista, e trascorse un periodo in carcere a Roma. La seconda, che a lei fece ancora più male, è che Visconti non espresse mai, né allora né in seguito, un minimo di gratitudine per quello che aveva fatto la Denis per lui, e anzi mantenne per sempre un atteggiamento di distanza e di totale freddezza nei suoi confronti. Si ha l’impressione che il regista non volesse ammettere (a se stesso e agli altri) di essere stato salvato dalla prigione, e forse dalla conseguente deportazione, a causa dell’intercessione di una donna presso le alte sfere del comando tedesco. Il ritratto di Visconti che ne esce è molto negativo: l’aristocratico altezzoso con idee di sinistra che non accettava compromessi e non voleva riconoscere l’aiuto prezioso che gli era stato dato dall’attrice, che probabilmente gli aveva salvato la vita.

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Troppa grazia, nel frattempo ho ordinato comunque il libro.

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