Visto durante l’estate, mi é piaciuto tantissimo, anche se gli amici con cui ero andato al cinema lo hanno detestato etichettandolo come lento e ripetitivo, quindi é un film che divide, forse ![]()
La storia é molto semplice e vede una ragazza prendere il posto di lavoro del padre, recentemente scomparso, come bigliettaia in una cabinovia, che serve l’intero villaggio. La giovane simpatizza con l’altra bigliettaia e insieme cercano di rendere memorabile ogni corsa, nonostante il burbero gestore.
Il film é considerato una commedia romantica, quindi sapete cosa aspettarvi, ed in più si svolge quasi interamente sul luogo di lavoro, ma nonostante questo “limite” di location, le idee non mancano affatto!
Un film tenero che ricorda un po’ le opere di Emir Kusturica per la generosità, Il favoloso mondo di Amelie per l’atmosfera, i film di Elene Naveriani per i paesaggi (anche qui ci si trova in Georgia) e per il minimalismo nella regia.
Tra l’altro, la visione del film é stata l’occassione per fare qualche ricerca sul regista tedesco che sembra annoverare altre meraviglie nella sua carriera: il suo delirante esordio Tuvalu con protagonista Denis Lavant, il kusturichiano The Bra con non a caso Predrag Manojlovic e Absurdistan, il cui solo titolo dovrebbe rendere la visione obbligatoria ![]()