Grafted (Sasha Rainbow, 2024)

a me sto cosmetic body horror condito di body shaming piacque il giusto, col dargli il massimo dei voti ci vado felpato perché non è che la somma di mille riassunti: l’incipit rimastica m is for mouth di picchio, il resto è un rubabandiera continuo tra the face of another e rabid come lo riprocessarono le soska sisters pinzato dalla fargeat (non è da prendere sottogamba che a loro volta questi due film sono dei rimasticatoi immatricolati), con quel zinziniello di reanimator e les predateurs de la nuit di franco, con sopra gli esponenti dei massimi eccessi di certo cat III per cercare vanamente di sostanziare il tutto. scivola via benino, ma davvero tutta deriva della deriva della deriva che alla fine lo yawn te lo caccia di bocca a forza.