Help (Roberto Valentini 83-84 ** Silvio Ferri 84-85 **Rinaldo Gaspari 85-86)

Nei primi anni Ottanta l’universo televisivo italiano attraversava una profonda rivoluzione. Accanto ai colossi della televisione di Stato si facevano strada le reti private fondate dal Cavaliere, portatrici di nuovi linguaggi, ritmi più dinamici e una programmazione pensata per intercettare soprattutto il pubblico giovane.
In questo clima di sperimentazione nacque Help!, un innovativo gioco a quiz interamente dedicato alla musica. Curato dalla storica autrice Fininvest Fatma Ruffini e scritto da Tullio Ortolani, il programma debuttò su Canale 5 il 20 aprile 1983, con un primo ciclo di quaranta puntate concepito come test di gradimento. Il successo fu immediato e, a partire dall’autunno dello stesso anno, la trasmissione divenne un appuntamento fisso del palinsesto.
Registrato nel mitico Studio 5 di Cologno Monzese, lo stesso utilizzato da Mike Bongiorno per molte delle sue produzioni, Help! gettò le basi per numerosi quiz musicali che sarebbero arrivati negli anni successivi.
Il programma univa la cultura popolare legata alla musica a una tecnologia allora quasi fantascientifica per il piccolo schermo, proponendo un format originale e spettacolare.
Per le prime edizioni trasmesse su Canale 5, la sigla d’apertura era un energico motivo strumentale composto dal maestro Augusto Martelli, figura storica delle colonne sonore e dei jingle delle reti Fininvest.
Durante la seconda fase della conduzione, affidata a Fabrizia Carminati, divenne particolarmente popolare la sigla di coda La Soubrette , interpretata dalla stessa presentatrice e scritta appositamente dal cantautore Sergio Caputo.
La collocazione iniziale era nella fascia del mezzogiorno, dove il quiz-varietà fungeva da traino ad altri due grandi pilastri della televisione commerciale: Bis e Il pranzo è servito di Corrado. In seguito il programma venne spostato nella fascia preserale delle 18.30, con l’obiettivo di contrastare i telegiornali di Mamma Rai.
La grande innovazione del quiz risiedeva nel connubio tra musica, gioco e informatica. Il cuore tecnologico della trasmissione era un Commodore 64, l’home computer più celebre dell’epoca, collegato al tabellone elettronico attraverso le porte joystick il sistema permetteva di stabilire con precisione quale concorrente avesse prenotato per primo la risposta, riducendo al minimo le contestazioni e aggiornando in tempo reale i punteggi.
La grafica, naturalmente caratterizzata dall’estetica pixelata a otto bit, mostrava le carte da poker pescate, i montepremi, le domande e il valore delle combinazioni ottenute dai giocatori. Per il pubblico degli anni Ottanta si trattava di una vera rivoluzione visiva.
In ogni puntata, tre concorrenti -oppure singoli partecipanti -si sfidavano su domande riguardanti la storia della musica, il riconoscimento di brani riprodotti al contrario, testi da completare e copertine di dischi da identificare. Ogni risposta corretta non assegnava soltanto un premio in denaro: consentiva anche di acquistare o sostituire una carta sul tabellone.
L’obiettivo era ottenere il punteggio più alto combinando le regole del poker -coppia, doppia coppia, tris, full e altre combinazioni - con i premi accumulati durante la puntata. Un meccanismo semplice da comprendere, ma capace di creare suspense e colpi di scena.
La prima edizione vide alla guida del programma Stefano Santospago e Fabrizia Carminati, protagonisti delle puntate trasmesse nella fascia meridiana e pomeridiana.
Grazie anche ad alcuni servizi fotografici ammiccanti, pur rimanendo nei limiti della televisione dell’epoca, la Carminati divenne il vero simbolo del quiz.
Nel 1984 arrivò Marco Columbro, che assunse la conduzione nella fascia preserale. Con la sua ironia e la sua naturalezza contribuì a rendere il programma ancora più popolare, anticipando quella carriera che lo avrebbe consacrato tra i volti di punta della televisione commerciale. Durante la sua conduzione, Help! raggiunse ascolti tali da ottenere diversi appuntamenti speciali in prima serata, ed il programma venne chiamato Super Help!
Nell’ultima stagione, quella del 1985-1986, il quiz si trasferì su Italia 1 e la conduzione venne affidata a Umberto Smaila, affiancato dagli altri componenti dei Gatti di Vicolo Miracoli, Franco Oppini e Nini Salerno.
Questa nuova formazione introdusse una componente più ironica e cabarettistica. Smaila gestiva lo studio con la sua incontenibile energia musicale, mentre Oppini e Salerno animavano gli spazi esterni con Tutto per denaro, realizzando candid camera e incursioni comiche nelle strade italiane. I passanti venivano coinvolti in prove bizzarre, esilaranti e spesso completamente imprevedibili.
Per questa stagione venne rispolverata, con un nuovo arrangiamento, la bellissima Verona Beat, utilizzata come sigla ufficiale, in particolare nella puntata del sabato.
Il successo di “Help!” favorì anche la nascita di un gioco da tavolo ufficiale, distribuito nei negozi di giocattoli dalla famosissima Editrice Giochi. Il prodotto permetteva alle famiglie di ricreare in casa, almeno in parte, le sfide musicali viste in televisione(non so fino a che punto…)
Il programma si impose così come il precursore di molti quiz musicali che avrebbero dominato il piccolo schermo negli anni successivi. Tra questi, il più celebre sarebbe stato senza dubbio Sarabanda, che avrebbe portato il riconoscimento dei brani e la cultura musicale popolare a nuovi livelli di successo.
A distanza di decenni, il quiz conserva un fascino particolare: quello di una televisione ancora capace di sperimentare, quando un Commodore 64, ed una manciata di domande musicali potevano trasformarsi in una piccola, autentica rivoluzione televisiva.
Dopo la chiusura definitiva, Help! è rimasto nella memoria dei telejurassici (come me), anche grazie alle repliche trasmesse da Happy Channel e, successivamente, nelle programmazioni notturne di Rete 4.





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Grazie per il contributo, davvero molto ricco. Help! è uno di quei programmi che oggi vengono citati meno di altri, ma che in realtà raccontano benissimo il passaggio dalla tv “classica” alla televisione commerciale più veloce e colorata degli anni Ottanta.

Interessante anche il dettaglio del Commodore 64: rende l’idea di quanto fosse percepita moderna quella formula all’epoca. Se hai materiale specifico su Roberto Valentini, Silvio Ferri o Rinaldo Gaspari legato a quelle stagioni, aggiungilo pure qui: può aiutare molto a ricostruire meglio cast, puntate e passaggi di conduzione, su cui non sempre le fonti sono chiarissime.

Purtroppo no @ColinSutton, tra le tante passioni, sono un semplice appassionato della “televisione dannata”(con o senza accento, tanto il significato é uguale​:wink::rofl:) ma non cosí approfondita per conoscere cosí dettagliatamente le carriere di quei registi dell’allora Fininvest.
Mi spiace non poterla aiutare.