Elementi fantasy ai quali si stratificano tematiche che generalmente non si addicono al genere (in questo caso una clinica per minori malati terminali); ne esce fuori un film carino e piuttosto originale (anche se in fondo non si discosta poi tanto dai canoni del melodramma per adolescenti alla Colpa delle stelle).
James viene da una genialogia in cui tutti i maschi della stirpe sviluppano, a partire dall’età infantile, degli strani poteri che si manifestano in modo incontrollabile. Lui, nella fattispecie, quando è estremamente agitato, imparuito o malato (quando è in disagio psichico o fisico insomma) crolla in terra in preda alle convulsioni e qualsiasi essere vivente (vegetali e animali, umani compresi) intorno a lui nel raggio di qualche metro muore. Così, dopo aver già visto perire per colpa sua familiari ed amici, ritrovatosi orfano, decide di isolarsi dal mondo ed andare a vivere in mezzo a un bosco.
Mae-West invece è una ragazzina quasi diciottenne malata terminale alla quale vengono diagnosticate poche settimane di vita e che fugge dalla clinica dove è ricoverata.
I due si incontrano casualmente nella foresta e tra di loro nasce un sentimento.
James scoprirà che l’amore ed il benessere emotivo sono in grado di scatenare in lui altri poteri straordinari, questa volta positivi e salvifici.
Una visione leggera e gradevole.