I ladri (Lucio Fulci, 1959)

Con Totò, Armando Calvo, Giovanna Ralli, Giacomo Furia, Enzo Turco, Fred Buscaglione, Renato De Simone

Primo film di Lucio Fulci. E’ una farsa sgangherata modellata su I soliti ignoti, con Totò che non regala momenti memorabili, purtroppo, limitandosi a strillare di continuo. Oltretutto la chimica con Armando Calvo, qui pessimo attore, è terribile dato che lui è doppiato e Totò è lasciato con la presa diretta.

Filmetto, ma le canzoni di Fred Buscaglione sono piacevoli da sentire. L’unica battuta divertente la dice il posteggiatore di piazza Plebiscito a Napoli: “Io sono un abusivo autorizzato, brigadiè!”

In effetti non è il massimo. Il sor Fulci darà il meglio a partire dal decennio successivo, e fuori dalla commedia. Ma l’acquisto per i fulciofili rimane fondamentale, anche perchè il dvd Ripley è molto buono…

Primo film di Fulci.Domina su tutti Totò.

Esordio alla regia del futuro regista horror Lucio Fulci.

Simpatico film in cui Totò non è protagonista ma in partecipazione straordinaria.

Protagonisti l’inedita coppia Giovanna Ralli e Giacomo Furia più alcuni attori spagnoli

come Armando Calvo nel ruolo di Joe Castagnano.

La spalla di Totò in questo film è Enzo Turco presente anche in Miseria e nobiltà

Sceneggiano Nanny Loy,Marino Onorati,Vittorio Vighi e Fulci stesso

Musiche di Carlo Innocenzi e Fred Buscaglione presente anche in un cameo musicale

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Il problema del film è che è Totò si vede poco. E quando il pubblico sul manifesto leggeva Totò voleva vedere Totò (vero che si vede poco anche nei Soliti ignoti ma li siamo su ben altri livelli). Questo Armando Calvo qui al massimo avrebbe potuto fare la spalla della spalla. Capisco Fulci che accettò perché oltre che a Steno doveva moltissimo anche a Totò se entrò nel mondo del cinema però il film è quello che è. Fortuna che c’è Giovanna Ralli, già è qualcosa, ma si vede poco pure lei in fondo. Il problema principale è nel protagonista di rara insulsaggine. Forse in Spagna sarà piaciuto tantissimo, sarà stato popolarissimo, ma qui chi lo conosceva? Infatti è rimasto il signor nessuno.

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Totò partecipò a questo film soltanto per amicizia verso Lucio Fulci(per stessa ammissione del regista romano nel documentario la notte. del dr Fulci della De Lillo) al suo esordio in gravi difficoltà con la produzione serviva un gran nome nel cast

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Il rapporto con Totò

Quello con Totò è stato un rapporto fatto di grande affetto e rispetto reciproco, macchiato però da un’atroce incomprensione che ad un certo punto ne ha per sempre compromesso la continuazione.

Con Steno e Totò, Fulci iniziò una duratura collaborazione che lo portò a scrivere una quindicina di sceneggiature, tra le quali quelle di Totò a colori, Totò all’inferno e Totò nella luna.

“Ho girato come aiuto una ventina di film di Totò, ne ho sceneggiati una decina e ho esordito perché lo voleva lui, ne I ladri.”

Fulci dichiarò in realtà che accettò la regia de I ladri perché si trovava in gravi difficoltà economiche, e che avrebbe preferito continuare a fare lo sceneggiatore.

“Io mi ritengo un errore di Totò. Io ero tanto felice come sceneggiatore e mi toccò esordire alla regia…Lui mi volva molto bene,il nostro rapporto era di stima reciproca finchè non successero dei fatti strani.

Un giorno scrivo un film, Letto a tre piazze, dovevo farlo come regista, per me era un colpo magistrale essere chiamato alla Rizzoli come regista. Mi chiamò il produttore generale della Rizzoli e i disse che non potevo fare il film perché Totò non mi voleva.

Totò non mi vuole?

Lo chiamai e si fece negare.

Dopo anni, incontrai Macario e gli chiesi di andare a domandare cosa fosse successo, perchè il film poi lo fece il maestro Steno.

Tornò e mi disse: Lucio si è fissato che tu hai avuto rapporti con Franca (Faldini, storico e travagliato amore di Totò)

Anni dopo, quando era ormai cieco, mentre giravano un altro film, riconobbe la mia voce e gridò : “Ehi Fulci, come stai? Siediti, parliamo. Lui stava girando Totò e Peppino divisi a Berlino.

So che ti sei sposato e hai due bimbe, e come sono?

Film

Molto religiose, vanno ogni domenica in chiesa a pregare che muoia Totò… Si alzò e andò via”

Fulci definisce il Principe della risata come il genio della parola e mentre ne parla raspare dai suoi occhi il rammarico e il dispiacere per quel rapporto interrotto così bruscamente e che sarebbe potuto continuare, nel personale e nel professionale per molto tempo ancora.

Fonte il documentario Fulci Talks 2021

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