I nostri Mondiali di calcio

Sono stato fin da ragazzino tra la fine degli anni 70 e il 1980 un tifoso di calcio piuttosto anomalo,nonostante seguivo in maniera maniacale 90 minuto e domenica sprint, andavo agli allenamenti della mia squadra del cuore con mio padre, l’adrenalina di farmi autografare foto di giocatori ritagliate dal Messaggero o Paese sera e rincollate in maniera approssimativa su cartoncini e qualche volta allo Stadio Olimpico.
A differenza dei miei amici, che venivano a scuola con “mazzi” interi tenuti con un elastico largo quasi a sfondargli le “saccocce”(tasche) dei pantaloni della tuta, non ho mai acquistato un pacchetto di figurine Panini nè completato un album(ho recuperato da aduto) acquistando quelli già stampati che negli anni 90 uscivano con un quotidiano e fatti rilegare.
Il fatto che abbia scelto di riaprire in questa notte insonne il cassetto dei ricordi, proprio alle porte dei Mondiali, rende tutto ancora più suggestivo.
I Mondiali hanno il potere unico di scandire le tappe della nostra vita: ogni edizione è legata ad avvenimenti diversi, a un gruppo di amici davanti ad una spaghettata improvvisata, a un amore di quell’estate e alle canzoni che si ascoltavano nel juke box, o le avventure accadute durante il mio lavoro al bar di qualche albergo durante le mie stagioni estive sulla Riviera Adriatica.
Per vostra fortuna non li scriverò tutti, ma mi soffermo su uno in particolare, quello legato al 1978 e alla partita Argentina Italia.
Quella notte mio padre, mi permise di seguire con lui la partita solo che a pochi minuti dal fischio d’inizio crolló dal sonno e mi ritrovai a vedere la partita davanti a quel Mivar in bianco e nero e ascoltare la telecronaca di Martellini con il volume bassissimo e il suo russare.
All’intervallo della partita ,la RAI non bombardava di promo di programmi e pubblicità, quella notte trasmise un cortometraggio d’animazione di Luzzati e Gianini La gazza ladra, cosa piuttosto inusuale ma senza dubbio elettrizzante.
Riuscii a vedere il goal di Bettega nel secondo tempo, provai a svegliarlo per dirgli che stavamo vincendo,farfuglió qualche parola incomprensibile e cascai anch’io in un sonno pesante, regalandomi una gioia (primi nel girone e la visione di quel cartone animato assurdo)e dimenticandomi il televisore acceso per tutta la notte…


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"E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia…":pensive_face::face_holding_back_tears::cry:
P.S. Ho volutamente omesso “È tempo di morire”. 3 in**late consecutive, di mancato Mondiale, bastano e avanzano, per creare dolore e disagio. Non occorre e non è giusto, infierire ulteriormente…:face_without_mouth::shushing_face::nauseated_face: