essendo presente alice arno si può tranquillamente escludere che si tratti, malgrado il titolo originale, di un hard. mentre non è del tutto escludibile che in italia di hard abbia avuto i fatidici inserti. chissà.
il poster nostrano, comunque, ce la mette tutta per dargli l’aria pornarella:

Soft hardizzato con inserti estranei. Sequestrato in Italia e liberato dopo un mese.
a me perlopiù sembra il corpo di una sedicenne
Beh ci sono anche donne adulte con corpi minuti. Così come ci sono sedicenni con corpi maturi. Comunque in questo caso converrai con me che è palesemente un fotomontaggio.
per certo non risponde a locandine e manifesti d’epoca, neanche a quelli originali
Tanto non lo sapremo mai.
non è detto. alle volte i flani rimpallavano (specie nei casi di reprise dopo uno o diue anni) altri manifesti, come si è visto con minouche/notti peccaminose. ho proprio ora trovato un doppione della medesima immagine anche in due flani che devo ancora insertare. ciò detto può benissimo trattarsi di una vecchia foto pubblicitaria fatta per un sapone
Si tratta di un soft hardizzato. In Francia circola un riversamento da 35 mm. in possesso di un ristretto circolo di appassionati che esclude qualsiasi componente esterno. Nonostante io sia abbastanza conosciuto da alcuni di loro per via del libro e degli articoli su Nocturno e Cine 70, non sono mai riuscito a ottenere quel telecinema. In Italia il film era stato sequestrato e massacrato dai tagli imposti dal magistrato. Qualcuno possiede un Super 8 che mi dicono elimini circa un terzo del film originale.
Quindi Hard Core Story è un film che in origine era softcore ma è stato distribuito nelle sale con scene hardcore, senza il coinvolgimento degli attori e delle attrici principali?
A dispetto del titolo originale (HARD CORE STORY) il regista Guy Maria, che fino ad allora non aveva mai diretto film porno, volle girarlo soft, nonostante la presenza di attori hard. Si narra che il produttore Georges Combret rimanesse molto contrariato - eufemismo - da questa scelta, e infatti poco dopo ripropose il film con l’aggiunta di inserti hard estranei per ottenere la classificazione “X” da parte della censura.
Capìta la lezione (se vogliamo metterla così), con il film successivo il regista girò il suo primo hard, e a questo ulteriore film è legato un piccolo mistero mai chiarito completamente. Pare infatti che nella versione originale integrale l’attrice Gilda Arancio si sia concessa l’unica (?) scena hard della sua carriera.
Ma cosa racconto a fare tutte queste cose? A nessuno interessano. Mi sento l’ultimo dei sopravvissuti a parlare qui di un certo tipo di film di un passato ormai morto e sepolto…
a me interessano molto invece e leggo sempre con curiosità e attenzione. ma faccio parzialmente testo perché se mi accalappiano le dinamiche produttive o fenomenologiche sono i prodotti finali che mi trovano quasi del tutto insensibile.
Quoto in toto il post di @schramm . Anche io mi crogiolo nelle informazioni e nelle curiosità che riguardano questo cinema del passato per cui non mi stanco mai di leggere @A_N . Pure io però non provo attrazione per il genere in questione tranne rarissime eccezioni.
Interessano pure al sottoscritto. ![]()
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Andrea, resisti e non desistere. Cinefili curiosi e vagamente entusiasti, se ne trovano ancora in giro. Ma non giovani, eh…![]()
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E chi l’ha detto che non interessano @A_N .
Presente sempre a leggere i tuoi chiarimenti e quelle “rosse” curiositá.



