Il demonio (Brunello Rondi, 1963)

Durata: 100’
Regia: Brunello Rondi
Attori: Daliah Lavi, Frank Wolff, Nicola Tagliacozzo, Giovanni Cristofanelli, Tiziana Casetti, Dario Dolci, Franca Mazzoni, Rossana Rovere
Anno: 1963

ciao! oh amici cari!
ho un vago, labile e inquietante ricordo di questo film di Brunello Rondi.
chi me ne parla? e soprattutto chi possiede il dvd medusa? com’è? come non è?

Ma perchè il suddetto è uscito in Dvd?:confused:

uscito in dvd in sordina per la meRdusa: master ottimo mentre sul film non mi pronuncio non avendolo ancora visto

Cari ragazzi siamo di fronte ad un drammatico ben al di sopra delle aspettative.
Un film che esamina a fondo una situazione sociale dove l’ignoranza la fa da padrone. L’ennesima dimostrazione di come la critica nostrana abbia volutamente distrutto opere che risultavano scomode nel mostrare una realtà abbandonata dal progresso e dalle istituzioni. Meditate gente, meditate . . . e poi è ridicolo leggere in giro come questo film venga “etichettato” film dell’orrore . . . Rondi non è diventato nessuno: poi ti arriva la hollywood degli effetti speciali e ti trasformano l’esorcista in un culto da teenagers rincoglioniti ( per carità un buon film horror). Il vero problema è che la realtà è stata sempre più scomoda della fantasia e purtroppo molti si fermano alle apparenze: non risuscire a comprendere un film del genere significa essere molto superficiali… aimè Massa drogata ti odio!! Per cinefili veri . . . .

Il dvd Medusa è sceso di prezzo o costa sempre uno sproposito?

Io l’ho visto anche recentemente sui 20 euro.

Costa sempre uno sproposito
:cool:

Visionato ieri sera nel master trasmesso tempo fa da rai3, e devo dire che è stata 1 grandissima esperienza. Ottimo film, da vedere e rivedere. Insieme a Una Vita Violenta sicuramente il miglior Rondi. L’attrice protagonista, l’israeliana Daliah Lavi è di una bellezza magnetica (rivaleggia tranquillamente con Barbara Steele) e di una bravura senza precedenti. Ottimo anche Frank Wolff, la fotografia e le macabre ma affascinanti musiche del Maestro Piccioni. Non voglio fare spoilers ma ci sono 1 paio di sequenze che hanno anticipato di 10 anni il “capolavoro” di Friedkin. Appena trovo da qualche parte il dvd lo prendo a scatola chiusa.

Mah, a mio avviso Friedkin manco l’ha visto 'sto film. Le sequenze cui fai riferimento citano la fenomenologia comune nei casi documentati di possessione demoniaca ed esorcismo. Piuttosto, trovo che certe tematiche anticipino i contenuti di Non si sevizia un paperino…

ps.
Per la cronaca, perchè virgolettare la parola “capolavoro”? Il film di Friedkin lo è davvero nel suo genere, difficile non rilevarne l’importanza e l’influenza sulle produzioni a venire del cinema dell’orrore.

Sul fatto che il film di Friedkin sia un capolavoro non si discute, ma la citata sequenza della camminata a ritroso, che inizialmente era stata eliminata dalla prima versione dell’Esorcista, secondo me è significativa. Forse a suo tempo qualcuno, addetto alla produzione, aveva visto il film di Rondi e quindi avrebbero deciso di eliminarla? Forse a noi ci piace crederlo, perchè in fondo siamo amanti del nostro cinema. Ma nessuno potrà dire se il film di Rondi sia stato visto o meno. Il virgolettato si riferisce all’intervento di Ugo Piazza che condivido totalmente. Sulle influenze sul Paperino fulciano, hai ragione: atmosfere, inquadrature e psicodramma familiare sono simili. E sicurametne mi auguro Fulci lo abbia visto sto film, che secondo me è ai primi posti nel suo “genere”.

Sui perchè dell’eliminazione della spider-walk dal film di Friedkin sono state date molte versioni, una delle quali relativa alla scarsa qualità tecnica dell’effetto speciale (nel rimontarla ai giorni nostri avrebbero ritoccato digitalmente la scena). Ma forse il motivo reale sta negli scarsi risultati a livello spettacolare. Diciamocelo, quella scena (che non rischiava l’accusa di plagio perchè estrapolata dal romanzo di Blatty) non funziona, spezza la tensione emotiva creata dalla notizia della morte di Burke Dennings (basta riguardarsi il montaggio del 1974 per farsi un’idea). Friedkin l’ha rimontata semplicemente a scopo commerciale, lui tante cose a suo tempo le aveva scartate in moviola poichè non le considerava valide. In tal senso devo dire che nel film di Rondi tale situzione è resa in maniera assai più impressionante ed efficace, e sì che non si tratta di un horror a pieno titolo…

io l’ho pagato 5 euro alla Comet, non so se nelle varie filiali costì così o se son stato fortunato io.

Allora sei stata molto fortunata perche’ e’ uno di quei film che non scende di prezzo , un mio amico lo trovo’ usato e me lo presto’ da vedere e mi piaque molto per le ambientazioni e per quello che ha gia’ detto chi mi ha preceduto … ma " L’Esorcista " , per me rimane inarrivabile … molto bene per la scena della ragno-camminata tagliata , ma le altre si potevano lasciare secondo me … a parte il finale che ho preferito in prima versione , e gia’ che siamo in tema , nella director’s cut , quando padre Carras e Merrin arrivano in casa Regan , l’urlo " Merrinnn " non si sente per niente !!! :mad:

[LEFT]Visto solo ieri sera, registrato da RAI3 qualche giorno fa.[/LEFT]

Dopo una fugace avventura con un giovane uomo gia fidanzato e prossimo al matrimonio, Purificazione, un’introversa ragazza che vive in uno sperduto paesino della Lucania, anziché archiviare il fatto, perde la testa e s’innamora pazzamente del suo amante. Arriva al punto di ordire un sortilegio per legarlo a lei. Ma il giovane convola a giuste nozze con la sua fidanzata ufficiale e Purificazione non riesce a sopportare il colpo. Intanto, in paese, iniziano a verificarsi strane situazioni…

[LEFT]Una buona idea gestita non proprio bene dal regista e dai suoi collaboratori (tra gli altri, Sergio Martino, che funge da assistente alla regìa). Innanzitutto, vorrei sottolineare la buona prova dell’attrice israeliana Dahlia Lavi - a breve distanza girò anche La frusta e il corpo diretta da Mario Bava (1963) - che conferma di essere un’attrice preparata, autosufficiente, generosa e dotata di gran presenza in scena. IMHO, assai meno positiva, invece, la prova di Frank Wolff (non certo una novità), mentre il resto del cast, composto per la maggior parte da attori non-professionisti e gente presa dalla strada in puro stile “tardo-neorealista”, se la cava egregiamente. Purtroppo, però, il film non prosegue sul tracciato dei primi venti minuti, diventando via-via sempre meno scorrevole a causa del tentativo di accorpare scene su scene, trascurando il filo della narrazione. Il problema principale è attribuibile alla sceneggiatura che sembra più orientata ad illustrare le superstizioni, i riti e gli scongiuri tipici dell’arcaica cultura popolare del mezzogiorno (al film ha collaborato anche un esperto antropologo dell’Università di Cagliari) piuttosto che il dramma interiore della protagonista. E a proposito di quest’ultima: non si possono non notare delle macroscopiche somiglianze tra il film di Brunello Rondi e Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci (1972): 1) il personaggio di Purificazione, infatti, è molto simile a quello della “maciara” interpretata da Florinda Bolkan; 2) l’ambientazione del film di Rondi ricorda in tutto e per tutto quella utilizzata per il futuro successo fulciano; 3) il personaggio di Zi’ Giuseppe (nel film di Brunello Rondi) è praticamente identico al quello di Zio Francesco interpretato dal grande George Wilson (con tanto di baracca e rituali agro-esoterici)!!! Poi, avete anche gia segnalato la scena dello spider-walk durante l’esorcismo in chiesa - davvero inquietante…[/LEFT]

[LEFT]Nonostante stacchi bruschi e assenza di segni d’interpunzione più diversi errori in fase di illuminazione (le luci cambiano, insensatamente e in maniera piuttosto drastica, da un’inquadratura all’altra pur all’interno di una stessa scena!), Brunello Rondi dimostra di avere un “buon occhio” e gusto per l’inquadratura, mai disequilibrata e quasi sempre significativa. Qualche riserva anche per quanto riguarda la fotografia: si spazia da Ejzensteijn a Rossellini, in un alternarsi indeciso in cui, spesso, assume tonalità e sfumature più adatte ad una commedia all’italiana piuttosto che un horror o un film drammatico. Peccato perché, torno a dire, l’idea di base era piuttosto interessante e pur con i pochissimi mezzi a disposizione il tanto per tirare fuori un prodotto più che dignitoso c’era tutto. [/LEFT]

Mi aspettavo una trama diversa da questo film ma al tempo stesso non mi ha deluso, anzi. La scena dell’esorcismo in chiesa è ben fatta e la camminata della protagonista è tanta roba. Da rivalutare senza dubbio anche per conoscere i riti e le superstizioni che in quegli anni la facevano da padrone in determinate zone dell’Italia

Interessante più a livello antropologico che non come film. La storia infatti procede molto lentamente, accumulando situazioni senza una vera progressione, qualcosa che interessi lo spettatore. Del resto che la protagonista sia destinata a finire male era chiaro dall’inizio.

Suggestive invece sia l’ambientazione che la descrizione dei vari riti semi-tribali della popolazione della Lucania: matrimonio, fiaccolata anti-streghe eccetera.

Strano sentire la voce fuori campo che irrompe a tre quarti di film, quando non s’era mai sentita prima. Boh.

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molto bello, con alcune scene quasi disturbanti
l’ambientazione lucana decisiva per dare al film un incredibile fascino
bellissima la sequenza del funerale del ragazzino

[quote] DISC 10:

IL DEMONIO
Brunello Rondi, Italy, 1963

98 mins | 1.85:1 | B/W | Region Free
Italian mono with optional English subtitles
Restored from the original negative at RAI TV in Rome

A stunning story of obsessive love, set in a rural Southern Italian village where Christianity has integrated many of the old superstitious beliefs. Daliah Lavi (THE WHIP AND THE BODY) plays Purif, who is distraught when her lover is betrothed to another. Her erratic behavior is interpreted as demonic possession—leading the villagers to turn against her with physical and sexual violence.

Special Features:

Audio Commentary By Film Historian Kat Ellinger

“The Kid From A Kibbutz” — Daliah Lavi And The Road To IL DEMONIO (27.5 mins)
A newly-commissioned video essay written and narrated by film historian Tim Lucas and edited by filmmaker and programmer Chris O’Neill

Once Upon A Time In Basilicata
Brunello Rondi biographer Alberto Pezzotta looks at IL DEMONIO and the themes that dominated the director’s eclectic career[/quote]

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