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Rivisto ier sera.
Horror psicologico che anticipa per certi versi “L’inquilino del terzo piano” con una stupenda Mimsy Farmer esaltata dalle raffinate riprese del film. Può prestarsi a varie letture.
Una lettura più gialla dove i personaggi di contorno, dietro l’architettura dell’amante della madre (un insolitamente truce Orazio Orlando) sono complici nel condurre la Farmer alla pazzia prima e alla morte poi. Una lettura più horror, più immediata e meno lineare in cui la protagonista finisce invischiata in una rete di parapsicologia e magia nera fino allo straniante finale ma sempre con la complicità di coloro che la circondano. Un’ultima domanda ma il custode muto delll’antro o tunnel della setta demoniaca in cui si consuma il finale è per caso il Cersosimo senza baffi?