In questo volume, arricchito da ironiche illustrazioni realizzate a colori con i pennarelli e firmate dallo stesso regista, Ugo Gregoretti mette in scena la propria famiglia come i veri protagonisti di una commedia su un palcoscenico teatrale.
Il regista sperimenta una scrittura che lui stesso definisce “cinema invisibile”.
Evoca immagini curate, ritmi comici e sequenze narrative tipiche della macchina da presa, applicandole su quei fogli del libro.
Tutte le vicende sono narrate con il tipico humour intelligente, che ha contraddistinto la satira e la carriera di Gregoretti.
La tipica ironia dissacrante che ha contraddistinto i suoi documentari e programmi televisivi, e perché no i Caroselli (famosi quelli per la Burgo Scott andati in onda nel 1970) dove l’autore racconta aneddoti personali, storie e storielle incentrate sulla quotidianità familiare, che mettono in scena il rapporto tra figli inquieti(Orsetta, Gian Lorenzo, Filippo e Lucio) e padri ancora più inquieti dei figli.
Questa serie di racconti e testi originariamente furono concepiti e trasposti alla radio ed infatti uno in particolare mi rimase impresso trasmesso una domenica mattina all’interno di Gran Varietà nell’aprile del 1978 dove raccontava una disavventura del regista e il suo imbarazzo per aver servito ad un ospite una bibita con il ghiaccio al “plancton” e che naturalmente è presente nel volume.
Trattandosi di un libro fuori catalogo da oltre quarant’anni (io l’ho ritrovato in una bancarella a Porta Portese a due euro), la lettura se non altro, vi farà passare dei momenti di assoluta ilarità.
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