Incidente aereo Corato/Poggiorsini 30 Ottobre 1972

Alle 20. 40 del 30 Ottobre 1972 un incidente aereo sulle murge tra Corato e Poggiorsini in provincia di Bari provocava la morte di 27 persone.

Un piccolo resoconto dell’accaduto a 40 anni dal disastro aereo:

Sono le 20.40 del 30 Ottobre 1972, quando un Fokker F27 nel volo di linea 327 ATI partito da Napoli e diretto a Bari, si schianta su una collina delle Murge tra i comuni di Corato e Poggiorsini, i 22 passeggeri e i 5 membri dell’equipaggio perdono la vita.
L’aereo parte da Napoli alle 20.00 con 20 minuti di ritardo sull’orario prestabilito.
A bordo prendono posto oltre ai 22 passeggeri, il comandante Giuseppe Cardona, il secondo pilota Bruno Cappellini, l’ufficiale di rotta Antonio Di Bella e altri due tecnici di volo fuori servizio, Bruno Malevolti e Mauro Parlapiano.
Per circa 20 minuti l’aereo riesce a mantenersi in contatto con la torre di controllo di Capodichino e subito dopo viene segnalato sui radar dell’aereoporto Palese di Bari, ma intorno alle 22.40 i contatti si interrompono.
L’aereo precipita scivolando su una collina a velocità elevata finendo la sua corsa sulla stalla di una masseria, mentre i tre abitanti Giuseppe Rutigliano, la moglie Eugenia Tarantino e il figlio di 10 anni Paolo stanno cenando. Nell’urto contro la masseria circa 200 animali tra pecore e vitelli perdono la vita, alcune pecore rimangono carbonizzate, alcune perfino ancora su quattro zampe, mentre altre scappano via in fiamme, nello scontro con la stalla l’aereo rimbalza, spazzando via anche i passeggeri per un raggio di 300-400 km, i tre coloni per fortuna rimangono illesi,
Rutigliano, subito dopo l’impatto, sale sulla sua 600 insieme alla sua famiglia e va nella più vicina caserma dei Carabinieri, nel tragitto incontra un autocarro dei Pompieri che corre subito sul luogo dell’incidente.
Rutigliano arrivato in caserma racconta l’accaduto.
L’opera di soccorso comincia immediatamente ma subito si capisce che il tremendo impatto non aveva lasciato superstiti.
Già da subito si cominciano a fare le prime ipotesi sull’accaduto, alcuni contadini affermano di aver visto l’aereo precipitare lasciando una scia di fuoco facendo pensare ad un incendio al motore che poi si era propagato alla fusoliera, ipotesi poi confermata da alcuni agenti che erano vicino al luogo che vedono l’aereo precipitare in fiamme, subito dopo altri contadini danno una versione diversa, affermando che l’aereo si sia schiantato al suolo esplodendo.
All’epoca l’ aereoporto non era dotato di apparecchiature radar per effettuare atterraggi di precisione e quindi si doveva effettuare un atterraggio a vista, tenendo conto che l’altimetro dell’aereo era fermo, probabilmente per l’impatto, a 1450 piedi quindi di 460 metri sul livello del mare non essendoci problemi di visibilità dato che lo stesso pilota aveva comunicato che la pista era a 50 Km dall’atterraggio il caso venne subito archiviato facendo ipotizzare un’ errore dei piloti.
Passando al lato “misterioso” del caso durante gli anni si fecero varie congetture, molti non si spiegavano come mai il pilota era finito davanti alla coda dell’aereo, poi c’era chi affermava di aver visto prima dell’incidente un oggetto rosso luminoso nel cielo.
Molti poi collegaronono l’incidente a l’esistenza di un forte campo magnetico della zona, ipotesi poi scartata di recente dopo i sopralluoghi di alcuni componenti del CICAP che hanno escluso l’ipotesi, a quei tempi inoltre in piena guerra fredda, in zona c’era una base militare con testate nucleari.
Non si può negare inoltre il fascino misterioso del luogo, dalla Necropoli di San Magno a pochi passi dal luogo, a Castel Del Monte di Andria che si può avvistare ad occhio nudo ai tre siti nucleari fino alla polveriera dell’esercito di Poggiorsini.
Oggi a ricordare la tragedia una grande croce nera sopra una lastra di marmo con i nomi delle vittime su cui è scritto: “La città di Corato pose a perenne ricordo delle 27 vittime del disastro aereo del 30 Ottobre 1972, non vi abbiamo perduto, dimorate prima di noi nella luce di Dio”
Curiosamente un altro incidente aereo, il noto “Disastro aereo delle Ande”, avvenuto pochi giorni prima il 13 Ottobre 1972 è avvenuto sempre con un Fokker F27, lo stesso modello di aereo che poi ha causato altri incidenti.

Queste le 27 vittime:
Bruno Cappellini, 32 anni, secondo pilota
Giuseppe Cardone, 34 anni, comandante
Antonio Di Bella, 28 anni, ufficiale di rotta
Bruno Malevolti, 25 anni tecnico di volo fuori servizio
Mauro Parlapiano, 25 anni tecnico di volo fuori servizio
Passeggeri:
Ugo Attardi, di Milano
Franco Biraghi, di Milano
Marino Brugoli, di Molfetta
Vittorio Capoccello, 34 anni, di San Pancrazio Salentino
Roberto Chiurazzi, di Bari
Vincenzo Cocozza, di Napoli
Anna Collazzo, di Lecce
Pasquale De Santis, di Lecce
Romano Faraoni, di Bari
Aimone Franceschini, di Ferrara
Antonio Gardino, di Roma
Luigi Iannacci, 30 anni, di Napoli
Suor Maria Natalina Macchia, di Catania
Lia Martino Raia, di Napoli
Giacoma Mazzeo, 24 anni, di Trapani
Franco Meetti, di Firenze
Maria Sofia Merico De Santis, di Lecce
Adolfo Orsini, 40 anni, di Bari
Donato Palermino, di Bari
Paolo Peloni, di Livorno
Giorgio Renga, di Perugia
Suor Anna Suglia, di Catania

La lapide a ricordo delle vittime:
Corato

Alcuni articoli de “La stampa” dell’epoca (cliccare sulla foto):

31 Ottobre 1972:

“Stampasera” 31 ottobre 1972:

01 Novembre 1972:

02 Novembre 1972:

Immagine della tomba di una delle vittime:

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Molto interessante, grazie. Comunque di ste carrette (che in un articolo definiscono uno degli aerei più sicuri al mondo) ne cascarono un sacco:

e ne cascano ancora, l’ultimo a Giugno di quest’anno. Anni fa presi il suo successore, il Fokker 28 (a reazione), con l’Air Burkina da Conakry ad Abidjan e non è che mi sentii troppo sicuro. Spettacolare l’ultimo articolo con la descrizione dell’aeroporto di Bari.

E’ curioso comunque il modo in cui ho saputo dell’incidente, un mattina ero nel cimitero del mio paese, tutte le volte che passavo davanti alla tomba di questo giovane (Geom. Vittorio Capoccello) mi domandavo in che modo fosse morto, lo chiesi a mia madre e mi disse che ricordava fosse perito in un incidente aereo,(tra l’atro ho saputo anche che il suo corpo fu raccolto letteralmente a pezzi), mi segnai la data e ricercando su internet scoprì di questo incidente. La mia idea comunque è che ci sia stato davvero un problema alla “carretta” ma è probabile anche che il pilota abbia visto “fischi per fiaschi” e che abbia probabilmente confuso davvero la pista scendendo ad “occhio”

Grazie @Trinideddo per l’aggiornamento al topic con estratti e foto esclusive!

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