Bravo direi che hai concretizzato bene anche le mie sensazioni su questo film, e sul regista in generale.
Solo tenderei a riassumere la tua corposa esposizione in qualcosa di più sintetico, che so tipo “gli piace farsi le seghe mentre guarda i suoi film”
E lo so, vedo che me lo fate notare in diversi. Vorrà dire che d’ora in farò così, quando il film mi piace scrivo “fico!”, quando non mi piace metto “merda!”. Ok?
Per capire Nolan basta vedere i primi 40" di questo video
una chiacchierata fra 4 grandi a proposito di Heat.
Lui è quello a destra che fa le domande, Michael Mann a sinistra, in mezzo ovviamente De Niro e Pacino.
Nolan riesce a complicare qualsiasi cosa, anche una semplice domanda.
A volte le cose complicate fanno bella figura, ma non sempre.
Troppo prolisso. Bastano una F o una M.
Non fraintendere, ho preso spunto dal tuo post, ma non era un attacco a te.
Scrivi pure come casso te pare :lollauser
Beh, no – a me è sembrato che Nolan affermi proprio il contrario: la specie umana ha delle enormi potenzialità che, per via di un insieme di fattori ormai cristallizzati nella sua modalità, non vengono mai attuate; il discorso che, ad un certo punto del film, McConaughey/Cooper fa riguardo ad un certo fatalismo degli agricoltori (farmers), è emblematico.
Inoltre, non esiste un “vuoto cosmico” (addirittura impossibile) ma al contrario, un pieno cosmico, molto più ricco e complesso di quanto noi, nella nostra ordinaria condizione, si possa anche solo provare ad immaginare.
La “forza dell’amore” è giusto un altro nome della forza di attrazione gravitazionale o legge di gravitazione universale alla quale tutto l’esistente è sottoposto. Isaac Newton la formulò in termini matematici ma io penso che non renda l’idea di come tutto l’Universo si auto-sostenga per mezzo di questa Legge.
Effettivamente, si tratta di un film molto interessante per il quale è stato fatto un grandissimo lavoro ma certamente è anche un film (necessariamente) molto complesso, alla cui realizzazione ha collaborato (persino in veste di produttore esecutivo) il professore statunitense Kip Thorne, considerato uno dei maggiori esperti di astrofisica al mondo nonché teorico dei viaggi nel tempo tramite utilizzo dei cosiddetti “buchi neri”: Interstellar non è solamente basato sulla teoria della relatività di Albert Einstein ma anche sulla teoria del ponte di Einstein-Rosen, sul paradosso dei gemelli e persino sulla… legge di Murphy!
Non posso fare altro che ribadire il mio punto di vista, espresso più volte: Christopher Nolan è uno dei grandi registi di questo inizio di secolo.
Occhio,a quest’ultima affermazione. La condivido, ma è molto forte. In questo forum, pochi la pensiamo così. Rischiamo di essere messi in un ghetto. E sappiamo bene cosa succede, prima o poi, ai ghetti…![]()
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Ha-ha! ![]()
Vabbe’, ormai sono abituato… ![]()
Nolan oltre ad essere tecnicamente magistrale, racconta delle storie ricche di spunti di riflessione; come ho detto sopra, i suoi film sono necessariamente complessi e capisco che possano anche risultare incomprensibili, pesanti e noiosi: è lo stesso discorso che, per anni (ed ancora oggi è così), si è sempre fatto per il cinema di Michelangelo Antonioni, forse con la differenza che i film del nostro ottenevano successi a livello critico ma tutto sommato, scarso riscontro al botteghino; al contrario, quindi, di ciò che accade a Nolan (intendo: per quanto riguarda il successo commerciale).
Ritengo che Interstellar sia uno dei suoi migliori film, anche e soprattutto perché il discorso di fondo può essere sicuramente ampliato addirittura a livello filosofico (non esagero, eh!).
A me fa venire voglia di spararmi nei coglioni
A salve…![]()
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Severo ma giusto.
Verso il film,o verso i suoi genitali?![]()
Conosco solo il film e quindi… ![]()
Boh non lo so
Rischiamo di ricadere nel solito discorso valore di quello che vedo/valore di quello che c’è dietro.
Io non sono un astrofisico e non metto in dubbio il valore della consulenza del premio nobel che citi, ma per quanto mi riguarda da al film lo stesso valore che gli avrebbe dato una delle n-mila rappresentazioni inventate di salto iperspaziale che si vedono in altrettanti film di fantascienza.
Quello che citi sono comunque teorie non dimostrate (e probabilmente non dimostrabili), quindi la loro rappresentazione per quanto mi riguarda può essere solo funzionale al racconto, come ripeto qualsiasi altra invenzione che ritroviamo in qualsiasi opera di fantascienza per spiegare eventi altrimenti impossibili allo stato delle nostre conoscenze attuali.
Detto questo non sto dicendo che per Ugondo o Zardoz o chiunque altro non devono avere valore come per me, per carità ci mancherebbe, però non lo vedo come un fattore che permetta di dire che è “un grande regista”. Oltretutto sono elementi di scrittura, non di regia, e per la scrittura sappiamo che il maggior indiziato è (era, che hanno litigato se non erro) il fratello ![]()
Anzi sono proprio gli elementi che non me lo fanno piacere, che anche a me danno quella spiacevole sensazione ottimamente descritta da @D-Fens qualche post più su.
Sembra che voglia dare a tutti i costi quel qualcosa in più per far si che i suoi non siano solo film girati benissimo, ma che quel qualcosa in più sia il qualcosa sbagliato. Che ci voglia insegnare qualcosa che non può essere insegnato.
Boh però ripeto massimo rispetto per chi invece lo apprezza, anzi @Zardoz non ho ben capito il tuo discorso del ghetto, qui dentro non mi pare che sia mai stato “ghettizzato” nessuno per i suoi gusti.
Peraltro i suoi ultimi due film mi sono piaciuti, anche se pure loro non mi hanno convinto al 100% (Tenet per tutta la battaglia finale, Oppenheimer per la sceneggiatura complessiva)
Era una semplice boutade la mia, sul “ghetto”. Un modo, ironico e sarcastico, per rilevare come in questo forum non siamo esattamente una “legione”, a tenere nella giusta (ALTA) considerazione il regista inglese. Se poi diventiamo, prossimamente, più numerosi, molto bene. Spero di essermi espresso con adeguata chiarezza,caro Lol…![]()
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Al di là del laconico messaggio di prima, io sono un estimatore di Nolan ma questo non m’impedisce di dire che alcuni suoi film sono tronfi. Sembrano l’estroflessione di un ego ipertrofico che vuole marcare i suoi prodotti in modo che la gente dica “cazzo, quant’è colto”.
Per scendere nel particolare, questo Interstellar a suo tempo con tutte le sue elucubrazioni fisiche ed astrofisiche mi annoiò a morte (credo di aver anche chiuso gli occhi una decina di minuti). Io non sarò un cinephile in senso stretto ma credo di avere un minimo di struttura per affrontare film più difficili eppure questo mi ha indispettito.
In verità,il film in questione a suo tempo mi piacque tantissimo. Più, tutto sommato,di un “Tenet”. Vero “punto limite”, nel bene e nel male, del cineasta. Semmai adesso,2024, dopo il trionfo di critica, premi E incassi di un “Oppenheimer”, la domanda sincera e legittima è: cosa farà adesso, Nolan?
Allora espando il mio ragionamento che mi sembrava non avesse bisogno di spiegazioni. Già la fotografia grigetto/marroncina, tipica dei videogiochi degli anni 2010 (ma pure prima) che chiamano “realismo” il colorare tutto come il vomito la detesto.
Poi la storia. Per me è deprimente. È una scelta eh capisco ma mi mette addosso scoglionamento.
Poi i pianeti. Capisco che l’Islanda (COSTITUZIONE RISCRITTA IN STREAMING! HONESTÀ!!!) era in quel periodo molto attraente dal punto di vista degli investimenti grazie a un regime fiscale agevolato, ma se su ogni stracazzo di pianeta devi dire “ah che due coglioni, ancora l’Islanda” che due coglioni. Non dico che dobbiamo aspettarci ogni pianeta con una singola caratteristica tipo star wars eh, ma la sospensione dell’ incredulità non avrebbe avuto gravi danni
Poi avrai avuto pure la consulenza di Kip Thorne (che nessuno sapeva chi fosse ma tutti i nolaniani a dire “ah sì certo è come se fosse mio padre sa?”) ci credo poco che i pianeti più abitabili sono attorno a un buco nero.
Insomma non dico che sia brutto, ma mi veniva voglia di spararmi nelle palle. È anche vero che non ho più il fisico per film lunghi tre ore.
Sai che mi hai quasi convinto. Se mi stasse sullo stomaco, minimamente, Nolan. Ma dato che lo adoro e venero, resto della mia opinione. E il giudizio, non cambia. Detto ciò, ti sei espresso in modo ineccepibile, nell’esporre i tuoi pensieri in merito. Chapeau, quindi…![]()
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Inizio da qui:
A tal proposito, specifico che il mio personale approccio al cinema (nel mio piccolo) è di tipo critico/interpretativo. Cerco sempre chiavi di lettura in quasi tutti i film che vedo e cerco, ove possibile, d’informarmi attraverso le interviste ai vari registi, etc.
Su questo siamo d’accordo: si tratta giusto di teorie che sono, però, funzionali al racconto. Interstellar è confezionato, a tutti gli effetti, come un film di genere fantascientifico. Io intendevo sottolineare il grande lavoro che è stato fatto a monte, anche in fase di scrittura (tu citi a proposito il fratello di Nolan ma bisogna pure ricordare che l’idea-base del film pare che risalga al 2006 e che come regista, inizialmente, venne proposto Steven Spielberg mentre Nolan subentrò solo successivamente). Quindi, scrittura e regia vanno di pari passo e/o si completano a vicenda.
Io la vedo così: lui allo spettatore propone un discorso, propone un tema che può essere espresso sia sotto forma di metafora o anche essere esplicito, dipende. Poi, detto discorso può venire accettato oppure no. Considero Interstellar un vero e proprio film sull’Amore… D’altronde, ci sono tutti gli elementi.
N.B.:
Rispondo anch’io sulla questione del “ghetto”, dato che mi ha coinvolto con la risposta data a @Zardoz: non mi riferivo, nello specifico, a GdR ma al fatto di trovarmi, spessissimo e non solo nella Rete, a dovermi confrontare con persone che non la pensano alla mia stessa maniera. Così come accade per il mio apprezzamento nei confronti del regista inglese.