Io e la Befana (Romolo Siena 1978)

Nel panorama della televisione italiana, ci sono programmi che non hanno semplicemente intrattenuto il pubblico, ma hanno ridefinito le abitudini di un’intera nazione.
Tra questi, un posto d’onore spetta a Io e la Befana, il mitico quiz varietà a premi andato in onda sulla Rete 1 dal 1º ottobre 1978 al 6 gennaio 1979.
Condotto dall’indimenticabile coppia d’oro dello spettacolo italiano, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, lo show non fu solo il traino della Lotteria Italia per ben 14 settimane, ma rappresentò un tassello fondamentale nella nascita della televisione moderna, incastonato all’interno del programma Domenica in.
Prima di questo programma, l’estrazione della Lotteria Italia era tradizionalmente legata, lo sappiamo tutti, al grande show del sabato sera Canzonissima.
La scelta della Rai di spostare lo spettacolo alla domenica pomeriggio fu una scommessa audace, ma vincente.
Il programma venne strutturato in due parti distinte per seguire i ritmi del pomeriggio degli italiani: l’anteprima andava in onda dopo le notizie sportive di Paolo Valenti e prima di Discoring, introduceva gli ospiti e preparava il terreno per i giochi ai concorrenti.
L’altra parte intorno alle 17:00: la comicità dei conduttori si fondeva con l’ansia(sarà stata la presenza del giudice arbitro Franco Franchi(non il comico) che incuoteva terrore?)e la gioia dei quiz legati ai biglietti della lotteria Italia.
A dirigere questa macchina perfetta c’era sempre la regia di Romolo Siena e un team di autori di primissimo livello: Adolfo Perani, Alberto Testa, Raimondo Vianello e Sandro Continenza, cucirono addosso schetch divertenti, carichi di ironia, con qualche doppio senso senza scendere alla volgarità.
Come per gli altri varietà, la coppia portò sullo schermo il proprio “canovaccio”: il classico marito cinico, finto burbero e perennemente annoiato, contrapposto alla moglie energica, sognatrice, volenterosa e rompi :soccer_ball: :soccer_ball:.
È proprio in questa occasione che viene ricordato(purtroppo per noi,non so voi ma io lo detestavo)nella storia della televisione un debutto storico(avvenne in via del tutto ufficiosa l’anno prima in una puntata del varietà Noi no).
Fu proprio in quelle domeniche del 1978 che Sandra Mondaini portò al successo il personaggio di Sbirulino, un clown ispirato a quello creato tanti anni prima da Pinuccia Nava, Scaramacai).
Sbirulino non divenne solo la mascotte del programma, ma si trasformò in un fenomeno culturale autonomo, capace di sfornare non solo dischi, ma una serie di prodotti vari che spaziavano dalla cancelleria scolastica, l’editoria e perfino dolci, una linea di vestitini ed una marca di marmellata.

Nel corso del programma ci fu l’esordio di Gigi e Andrea; notati da Sandra e Raimondo per la loro comicità emiliana fresca e genuina durante una serata vicino a Reggio Emilia, i due comici trovarono nello show lo spazio ideale per consacrarsi al grande pubblico dopo un periodo di gavetta.
Come da tradizione per i programmi legati alla Lotteria Italia, la trasmissione chiuse i battenti il 6 gennaio 1979, giorno dell’Epifania, con la fatidica estrazione dei biglietti miliardari.
A distanza di decenni, Io e la Befana non viene ricordato solo come un semplice gioco a premi, ai siparietti banali e insignificanti di Sbirulino ma come l’esempio di un quiz non era un pretesto solo per vincere denaro, ma un palcoscenico per il teatro comico, la musica e l’intrattenimento per tutta la famiglia.
Una piccola curiosità: la sigla Rabarbaro rabarbaro è stata registrata alla stazione ferroviaria di Cislago (è una cittadina in provincia di Varese), lungo la linea Saronno-Laveno.
Il giorno delle riprese ci fu una notevole affluenza di pubblico e viene ricordata dalla cittadinanza per la particolare disponibilità e la cordiale interazione dell’attrice con i bambini della comunità attratti dalla presenza di Sandra Mondaini che speravano di incontrare…Sbirulino.
Un altro pezzetto per questo enorme puzzle di storia televisiva che ci ricorda, a distanza di anni, quanto la “scatola magica di ieri “sapesse essere grande nella sua apparente e semplice semplicità.





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Non ricordavo granché la sigla iniziale pur avendo il 45 giri così come ho il 45 giri della sigla finale. Mentre avevo completamente scordato quello di Gigi e Andrea, comunque già al loro secondo 45 giri. Da notare che il pupazzo che in teoria dovrebbero portare sul carrello è disegnato e pure in malo modo.

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