Io sono la fine del mondo (Gennaro Nunziante, 2025)

recuperato. a me ha fatto spaccare a cima a fondo. in due tre momenti mi è andata di traverso l’anguria causa risata inattesa esplosa. purtroppo vado di frettissima e per quel che riguarda approfondimenti argomentativi delle ultime visioni non posso dilungarmi, però dico che tutti gli apriorismi precedentemente ostentati con insistenza sono, per quel che mi riguarda, tutti scongiuratissimi. unica cosa sulla quale concordo è il limite di un personaggio così bitonale, non può assolutamente reggere più di un altro film a essere ottimisti.

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Dopo averlo visto io invece confermo il mio giudizio aprioristico: anche se qualche battuta funziona, il personaggio è praticamente un 13enne che vuole sentirsi grande (occhiali da sole compresi). Pessima pure la trovata di giustificare le sue cattiverie con traumi infantili, neanche il coraggio di andare fino in fondo. Tra l’altro messa in scena poverissima e attori secondari quasi tutti da teatro di provincia.

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Visto su Netflix ieri notte. Non ero bendisposto (avevo visto le sue candid, bullismo al limite del penale), ma mi domando che senso abbia un film del genere. Lui ha una sola faccia (abbastanza di minchia, per altro), le braccia appese come una scimmia, insopportabile fino allo sfinimento con tutto che una dottoressa fin troppo carina vorrebbe sbattergliela in faccia poche ore dopo averlo conosciuto. Mai una battuta divertente, piuttosto una progressione degradante di cattiverie con il costante pensiero che se i genitori “aguzzini” l’avessero ammazzato nella culla non avrebbero fatto un soldo di danno. E il dito medio finale (al ralenti!!!) è una delle soluzioni più rozze e gratuite che abbia mai visto in un film.

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Duro è come un’influenza: speriamo duri poco. A livello di carriera, intendo…:smiling_face_with_horns::roll_eyes::face_without_mouth:
P.S. Pure qui a Trieste, il suo spettacolo. Una data in più, addirittura, hanno dovuto aggiungere. E nel teatro più bello e prestigioso della città. Mah…:-1:

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visto a teatro, non risponde totalmente alla mia idea di comicità ma bravo è bravo, per tempi, spontaneità interpretativa e tenuta del pubblico lo trovo anzi un fuoriclasse, un cavallo di razza e assieme a montanini è forse l’unico che ha il coraggio di sbattertela nei denti a rischio di far piangere o incazzare il pubblico più sensibile a certi wokismi. conoscerne i prodromi scenici aiuta non poco ad avvalorarne maggiormente il film (non è neanche il suo primo, per inciso).

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Se si tratta solo di andare (e giustamente) contro Woke e assortite demenze derivate, basta e avanza un Zalone. Sulla breccia da quasi 20 anni, ormai. Che mi pare personaggio (comico e non solo) di ben altra levatura. Duro, ammesso ma non concesso che arrivi ai suoi livelli, ne deve ancora masticare di biada. O di letame…:smiling_face_with_horns::tongue::wink:
P.S. Guarda caso(?!) l’anello di congiunzione fra i due, è proprio Gennaro Nunziante. Molto scaltro, a fiutare certa aria dei tempi,e certo gusto del pubblico. Ma non sempre, come la Storia dimostra, il cosiddetto “gusto del pubblico” è qualcosa di lodevole e condivisibile…:neutral_face:

nah, siamo davvero a un altro livello, zalone oltre a non piacermi (che vabbè gusto e problema miei) è oggettivamente robetta davvero innocua. a teatro con duro ho visto una persona piangere di rabbia per quasi tutto il tempo e andarsene imbestialita dopo aver provato a insultarlo (zittita in due mosse dalle sue pronte battute vetrioliche), che è una cosa che con zalone non ottieni nemmeno caricandolo di viagra per tori. duro a zalone per cattiveria, tempi e capacità di agganciare il pubbliico gli dà davvero 40 giri (e non credo che debba mangiare biada o letame, dato che già al primo spettacolo ha fatto un tour quasi tutto sold out e con questo terzo si fa fatica a trovare posto per tempo e vedi la gente fuori o in piedi). nunziante l’ha capito, ha subodorato sia il fenomeno che l’affare e l’ha imbarcato senza pensarci due volte. facendo bene perché può stare in culo quanto ti pare lui o non essere il tuo ciobar di comicità, ma offre un rovesciamento dell’italian comedy atipico che non farà forse storia ma come le risposte fin qui raccolte dimostrano fa attrito e chiamalo briciole.oltretutto nello spettacolo sfotte di bruttissimo sia chi ha apprezzato il film sia chi lo stronca, ma soprattutto chi l’ha visto piratato.

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Mah. Gusti diversi fra me e te, indubbiamente. E decisamente inconciliabili, almeno sui due personaggi in esame. E non mi pare un pregio in senso assoluto, far esasperare una persona del pubblico. Anche perché l’esasperato potrebbe legarsela al dito, e trovare prima o poi l’occasione per arrivare a gesti estremi. Insomma, spero che Duro abbia fatto testamento.:relieved_face::skull_and_crossbones::index_pointing_up: Ti riconosco comunque un grosso merito, Schramm. Mi hai confermato che uno spettacolo di Duro non andrò a vederlo in vita mia, nemmeno gratis. Mi hai tolto il minimo eventuale dubbio che potevo ancora serbare nell’intimo. Di ciò, ti ringrazio sentitamente.:heart::heart::clap::clap::slightly_smiling_face:
P.S. Poi parliamo di comici, di intrattenitori. Uno deve uscire dallo spettacolo, o da un film, non con spirito alterato in senso negativo. Poi se il cosiddetto “comico” è in realtà un sadico, allora è faccenda differente. Bisogna far intervenire un medico, urgentemente.:face_without_mouth:

scusa ma perché prima di fare lo sputasentenze da pensionato che passa i pomeriggi a calare la briscola al bar maledicendo tutto senza quasi neanche sapere il perché, non vai prima a vederlo e ti fai magari un’idea più precisa del perché sbanca a ogni tour? poi come fai a parlare di gusti e dare giudizi lapidari se non ne conosci l’impatto scenico? potresti addirittura scoprire che ti piace, pensa.

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Rapidissima risposta. No.:smiling_face_with_sunglasses:
P.S. E poi ti ho già ringraziato cortesemente. La scorta di classe, gentilezza e buona educazione l’ho quindi esaurita. Zio Zardoz è stanco…:relieved_face:

Personalmente non ho mai sopportato la deriva da santone che hanno avuto gli stand-up comedian americani nel corso degli anni '10, sin da allora mi è parsa un’involuzione del genere con i comici troppo impegnati a dirci “verità scomode” (se hai 14 anni) piuttosto che far ridere.
Intendiamoci, non c’entra nulla la retorica salviniana de “i comici facciano i comici”, semplicemente si sono in voluti in pseudo-guru presi dall’idolatria francamente esagerata che aveva il pubblico per certi personaggi come Louis CK o Dave Chappelle, e il tempo mi ha dato ragione: gli spettacoli dei grandi di 20 anni fa adesso sono quasi solo comizi.
Montanini almeno ne era quasi contemporaneo, e al contrario di Duro si preoccupa di costruire bene le battute.

Concordo con l’interpretazione, anche se secondo me questa cosa è voluta e è un po’ una chiave di lettura “autorale” del film, una satira sulla società odierna, mai cresciuta, nichilista e estremamente individualista, incattivita (quotando sopra “il suo personaggio è esattamente come un 50enne divorziato che scrive commenti cattivi su Facebook, compresi gli occhiali da sole”), sempre pronta a trovare una giustificazione posticcia a ogni propria mancanza (es. non pago le tasse perchè rubano). D’altronde i cosidetti “traumi infantili” si capisce chiaramente che sono fasulli e spesso ridicoli. Il problema del film è la sceneggiatura, il film inizia in un modo e finisce allo stesso modo, le scene hanno tutte lo stesso schema, come detto sopra c’è un effetto overdose che alla fine stanca. Non solo Duro, nessun personaggio si evolve (i genitori dopo decine di malefatte ancora si illudono che il figlio sottosotto sia un angioletto), nessuno che affronti Duro e almeno provi a rendergli la pariglia. Un peccato perchè i presupposti ci potevano essere.

Non solo americani. Da noi Beppe Grillo si è letteralmente buttato in politica.

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@Kakyoin per risponderti andrebbe aperto un topic a parte, perché sono osservazioni e pareri tangenti la sfera teatrale e scavalcano di km il film in esame, e il duro teatrale e questo film non sono propriamente la stessa cosa per enne motivi. ora non posso, ma tornerò.

L’ho visto stasera alla fine di un’Epifania piuttosto dimessa. È stato il colpo di grazia. Facendo mente locale credo sia il primo film dichiaratamente comico che in oltre sessant’anni non mi abbia strappato neanche un sorriso.
Non riesco a capire che risate possa strappare il personaggio di uno stronzo (non cinico, stronzo) stiracchiato per un’ora e mezza senza nessun guizzo. Non mi ha neanche colpito l’indignazione generale che accompagna la figura di questo attore (?).
Se non fosse che lo stavo vedendo con la moglie, sponsor della visione, lo avrei tranquillamente mollato dopo un quarto d’ora.
Trovo offensivo l’accostamento al cinismo della storica commedia all’italiana.
Pi e esse esse i emme o!

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