Jimmy Savile: A British Horror Story - I Crimini di Jimmy Savile: A British Horror Story (2022)

Poliedrico e istrionico personaggio televisivo britannico , descritto dal grande pubblico come un incrocio tra Gesù Cristo e Babbo Natale, avverava i sogni e i desideri dei suoi spettatori, durante il tempo libero intraprendeva imprese sportive e passava il suo tempo libero facendo volontariato in ospedale, e si sollazzava con personaggi altolocati e addirittura con la Famiglia Reale che arrivò a proclamarlo Cavaliere, unico dettaglio, non si riesce a carpire mai nulla delle sue relazioni amorose, cosa si cela dietro Jimmy Savile.

Come dico sempre, non c’è niente che netflix faccia bene come i documentari di inchiesta, personaggio oscuro per quanto onnipresente nei media britannici, i cui ricordi sono sepolti sotto un monolito di pietra come il demone Rawhead Rex.
Una pagina di storia a dir poco vergognosa e raccapricciante della quale onestamente non avevo mai sentito parlare.
Dategli un occhiata, è una miniserie di appena due episodi di circa 90 minuti, vi piacerà.

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Visto anch’io, il miglio modo per nascondere un crimine è farlo alla luce del sole. 400 e passa persone molestate, dagli anni 50 ai 2000, amicizie con i Beatles, Elvis, gli Stones, e soprattutto la famiglia reale, che addirittura gli chiedeva di scriver loro i testi di alcuni discorsi. Non conoscevo il personaggio, ma in Inghilterra era tipo un mix tra Cecchetto e Pippo Baudo, ha creato la più famosa trasmissione musicale (Top of the Pops), e poi andava negli ospedali psichiatrici a molestare…agghiacciante.

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Visto qualche settimana fa. Davvero agghiacciante e disturbante: è come se in Italia un personaggio televisivo dal volto familiare, tipo Mike Bongiorno o Pippo Baudo, si fosse macchiato di una tale ignominia.
E dire che pure ci ha scherzato sopra, facendo allusioni più o meno velate sui suoi comportamenti, per tutta una vita… ma come sempre non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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visto anch’io e neanch’io lo conoscevo. devo dire che si vede da praticamente subito che non è un tipo del tutto in quadro e dal comportamento ipercalcolatissimo. spirgiona dal primo minuto un’antipatia e un che di sospettoso vertiginosi. non mi hanno affatto stupito gli altari via via scoperti. mi ha invece stupito enormemente che un giuggiolone fastidioso per non dire odioso come questo venisse considerato magnetico e tenuto in palmo di mano da tutti. sarà anche che diffido per natura dell’ostentata filantropia, che da che storia è storia è sempre stata una copertura del peggio.

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Premessa: mi sono trasferito in UK proprio nel 2012, quando tutto l’orrore del suo operato stava venendo a galla e i media erano completamente inondati dalla vicenda. Non avevo idea di chi fosse quest’uomo e, complice anche l’inizio di una nuova vita, non seguii affatto la storia.

Ovviamente, con tutto lo schifo che sta emergendo dalla vicenda Epstein, anche il nome di Savile ha cominciato a ricircolare nell’opinione pubblica. Così ho finalmente visto anch’io questo documentario.

Dopo 14 anni in Inghilterra posso dire di avere un pochino più chiare alcune dinamiche culturali del Regno Unito e, secondo me, questo è fondamentale per capire appieno i risvolti che questa vicenda ha avuto sull’opinione pubblica. Non tanto per i giovanotti, quanto per la generazione che è vissuta e cresciuta tra i ’70 e i ’90: per loro Savile non era semplicemente uno in televisione, era a tutti gli effetti non solo la persona più famosa, ma un vero e proprio eroe (o, come lo chiamano loro, un national treasure). Un tipo particolare, eccentrico e bizzarro, ma dal cuore d’oro e brillante, che tutti volevano incontrare. L’uomo che, con un programma tanto semplice quanto geniale nell’idea (Jim’ll Fix It), realizzava i sogni dei bambini (il che, retroattivamente, rende il tutto ancora più turpe e demoniaco), le maratone per la beneficenza, il volontariato negli ospedali, ecc.

La scoperta (almeno per il grande pubblico) di tutte le atrocità commesse non è stata vissuta solo come scandalo e indignazione, ma come uno shock vero e proprio: una ferita e un tradimento culturale. Dice bene chi sopra ha paragonato Savile a un Mike Bongiorno o a un Pippo Baudo, ma secondo me (almeno da quello che percepisco) con un’influenza persino maggiore.

Ricollegandomi al documentario in sé, secondo me è fatto benissimo. Restituisce in modo molto efficace questo senso di orrore, tradimento e shock: la prima puntata non entra subito nei dettagli più crudi, ma ci mostra Savile all’apice del suo successo e, forse — forse — evidenzia anche il suo lato più mattacchione, simpatico e apparentemente altruista, lanciando qualche indizio (vabbè, che comunque si sa cosa si sta guardando). La seconda puntata, invece, diventa via via sempre più creepy, fino al trauma finale, facendo così rivivere allo spettatore sensazioni molto simili a quelle provate all’epoca. E secondo me trasmette anche quel senso di rabbia che si prova nel constatare che, alla fine dei conti, è stata una vittoria di Pirro, perché questo qui non ha mai veramente pagato per ciò che ha commesso, essendo stato esposto solo dopo morto, grazie a coperture, persone ignorate, potere mediatico e, in generale, a un sistema poco attento.

Se non altro, se vogliamo vedere qualcosa di positivo, è che tutta questa storia ha creato un precedente e, dal dopo Savile, in UK si è data molta più importanza al safeguardingper quanto riguarda queste situazioni di abusi e violenze sessuali: controlli più severi, varie revisioni istituzionali di tutto l’ambaradan e, in generale, maggiore protezione per chi vuole denunciare questo tipo di crimini.

Lascio un video di Johnny Rotten che, in modo brillante, commenta con “weren’t I right?” riascoltando l’intervista che gli costò il ban dalla BBC nel ’78 per aver detto ciò che lui (e tanti altri) pensavano di Savile.

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non poteva mancare l incontro con woityla…ma con un caschetto del genere in testa lo prendevano pure sul serio?saro’ lombrosiano ma si vede lontano 1 km che è un pervertito

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E vogliamo parlare dell’occhio lubrico, quasi sempre appallato? Eppure, un tizio simile divenne istituzione nazionale, in Gran Bretagna. Con tutti i difetti e tutti i personaggi ripugnanti della cara vecchia Italia, uno così non lo abbiamo mai avuto. E mai avremo, mi auguro…:grimacing::face_vomiting::flushed_face::sob:

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