Jusqu'au Déclin - La Lotta Per La Sopravvivenza (P. Laliberté, 2020)

Su Netflix trovate questo thriller canadese decisamente guardabile, con diversi aspetti interessanti.

È una sorta di versione paranoica e tragica di “Noi Uomini Duri” (per fortuna senza Alessandra Mussolini) ambientata in un Québec che sembra dover collassare da un momento all’altro. Il motivo non è chiaro, climatico, politico, economico, sociale… Non viene spiegato nulla, viene solo fatto intuire senza entrare nello specifico. E a quest’atmosfera paranoica con una catastrofe imminente viene resa bene dalla spiazzante scena iniziale.
Il film comunque racconta la storia di un gruppo di persone che, in vista di questa possibile situazione ai limiti dell’apocalittico, partecipa a una specie di corso di sopravvivenza nei boschi. Il corso è tenuto da Alain, un fanatico che, assieme al suo aiutante, insegnerà ai partecipanti a usare armi e bombe, a cacciare e a sopravvivere in condizioni estreme. Ovviamente accadrà qualcosa che farà precipitare la situazione.

Non mi è dispiaciuto, è un film violento e abbastanza spietato, girato bene e con una bella fotografia degli esterni innevati.

Gli attori sono bravi anche se le loro performance mi restano un po’ indigeste perché parlano l’orribile francese del Québec, che, per chi non lo sapesse, è una grottesca caricatura del francese parlato in Francia, con un accento improbabile e una pronuncia che farebbe persino rivalutare i belgi.
Ho dovuto mettere i sottotitoli in francese perché non riuscivo a capire un sacco di cose che venivano dette, ma ho scoperto una cosa curiosa che forse non interesserà nessuno ma la dico lo stesso.
Le imprecazioni dei canadesi sono principalmente 3 e nel film vengono dette decine e decine di volte. Invece di dire “merde” (e tutte le sue varianti) come i francesi, i canadesi dicono sempre “calisse”, “ostie” e “tabarnak” che vogliono dire “calice”, “ostia” e “tabernacolo”, che immagino arrivino dal passato come un modo per ribellarsi all’amministrazione cattolica di stampo inglese che ha gestito il Québec per secoli.

Comunque, lo trovate su Netflix, dura poco e per una visione senza pretese ci sta tutto

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Vero. Il mio ultimo anno da giocatore di football in Francia ebbi un QB ex McGill , non si capiva un cazzo quando parlava francese. meglio l’inglese, decisamente.

Lo vidi durante le prime giornate di pandemia , anche a me piacque molto. Due volte in Italiano, una in Inglese. Devo dire che l’Italiano rimane la versione meglio orecchiabile.

Fanatico di sopravvivenza e preparazione al peggio (il nome corretto per tale categoria è “Prepper”) decide di seguire, con altri colleghi conosciuti sul posto, un corso tenuto dal suo youtuber preferito.

Quando un paio di incidenti del tutto fortuiti mettono a rischio la sicurezza e l’armonia del gruppo succederà l’imprevedibile e da tranquilla scampagnata nel bosco la faccenda diventerà una vera e propria caccia all’uomo.
Il film ha delle ottime tempistiche ben gestite ; tutto fila liscio o quasi per il primo 1/4-1/3 di film per poi precipitare via via verso il baratro. Bene il protagonista e la sua partner ex-militare (decisamente i migliori , più preparati fisicamente/mentalmente e psicologicamente più equilibrati del gruppo) .

Una piacevole sorpresa, lo consiglio a tutti.

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