La Bambola di cristallo

Domani, 24 maggio, esce “La Bambola di Cristallo”, il nuovo libro di Barbara Baraldi. Si tratta del n.9 de “Il Giallo Mondadori Presenta”. Il volume contiene due romanzi brevi (La Bambola di Cristallo e Il Giardino dei Bambini Perduti) e un racconto

Ottima segnalazione anche perchè oltre alla bontà dei contenuti,Barbara è anche un amica per cui piacere doppio.
Dovremo però in realtà aspettare ancora qualche giorno (diciamo i primi di Giugno) per veder approdare il romanzo in edicola.
Sono sicuro che l’attesa verrà ampiamente ripagata.

Trattasi di giallo, horror o entrambe le cose?

Trattasi di Giallo ricalcante le orme dei gialli argentiani e martiniani per quanto riguarda le prime due storie.
La terza conclusiva invece dovrebbe e sottolineo dovrebbe rappresentare l’esordio di Barbara nel mondo del nero più nero (con spruzzi di action)…
Non ci resta che attendere.
Ora comunque la chiamo qui in modo che sia Lei a parlarci del Suo nuovo lavoro.

Ciao! Grazie per la segnalazione… in effetti, complice un ritardo nella distribuzione, pare che “La Bambola di Cristallo” uscirà infine domani, sabato 31 maggio.
Come dice giustamente Scerbanenco, una delle mie principali fonti d’ispirazione è il Giallo all’italiana cinematografico. Quello dei primissimi Argento, di Sergio Martino, Aldo Lado. E Mario Bava, che con “6 donne per l’assassino” ha tracciato i confini di un’ispirazione che per me arriva fino alla letteratura.
Il primo romanzo, “La bambola di cristallo”, vede quindi un ispettore di polizia sulle tracce di un’assassina fatale e bellissima, che dipinge le scene del delitto come quadri di una feroce, perversa bellezza. E’ ambientato in una Bologna gotica e oscura, notturna e pericolosa, e le cui strade sono attraversate da una paura quasi palpabile.
Il secondo, “Il giardino dei bambini perduti”, attinge alle atmosfere rarefatte dei film di genere di Pupi Avati, Lucio Fulci e Francesco Barilli, con una storia ambientata in una campagna soffocante e allucinante, protagonisti una bambina di otto anni tormentata da visioni e incubi notturni e un misterioso vecchio dagli occhi policromi. Bambini che scompaiono nel nulla e una famiglia custode di un terribile segreto.
Infine, il racconto: “Soave”, rapinatori armati di fucile per i viali di Modena, una città oscura, sparatorie al cardiopalmo e inseguimenti a bordo di automobili di grossa cilindrata.

Spero in qualche modo di avervi incuriosito… in ogni caso potrete saperne di più visitando il mio sito www.myspace.com/occhidicristallo

A presto!
Barbara

E mi hai incuriosito sì, personalmente acquisterò senz’altro. Grazie dell’intervento. :slight_smile:

per il momento ho finito La bambola di cristallo. davvero un ottimo esempio di come le suggestioni del cinema thrilling italiano possano trovare con spunti attuali, una strada sulla pagina scritta. magnifici i personaggi femminili, un ritratto di Bologna oscura, notturna dominata da un meccanismo ben congegnato. Ho iniziato il secondo racconto che ci proietta in un’atmosfera agreste, inquietante proprio perchè spruzzata da particolari che sembrano innocui, comuni. ma i bambini cominciano a sparire. l’idea geniale è quella di riunire in un unico volume un po’ tutte le anime del thriller italiano anni 70 compreso il poliziottesco nel breve racconto finale:):slight_smile:

cominciato a leggere ieri sera in tarda serata…

Prime impressioni?

allora premettendo che avro’ letto circa una ventina di pagine,a prima lettura mi sembra sicuramente ben scritto e sicuramente scorrevole,subito da la panoramica dei personaggi senza dliungarsi troppo sulle loro storie,leggermente scurrile ed e un bene,l’ambientazione è a bologna,citta giusta per un buon giallo…unica nota stonata per ora e il riferimento a battiato con la trascrizione di un paio di frasi di una sua famosissima canzone…direi abbastanza inutile e banale…ma tuttosommato le prime impressioni sono abbastanza buone…comunque aspettero di aver letto tutta la prima storia prima di tirare delle conclusioni definitive…

Buono dai. Non vedo l’ora di cominciarlo anche io. Ho grandi aspettative… speriamo non deluda quelle atmosfere e quel periodo.

http://blog.librimondadori.it/blogs/ilgiallomondadori/2008/06/30/la-morte-negli-occhi-della-bambola/

Complice la serata afosa che mi ha spinto a blindarmi in casa col condizionatore a palla, ho iniziato La bambola dagli occhi di cristallo sul tardi e sono arrivato a metà racconto prima che Morfeo reclamasse il suo tributo. Finora m’ha abbastanza preso; spero che la trovata dei sogni premonitori preluda a qualcos’altro perchè sarebbe davvero una banalità da fiction RAI (Corrado Colombo docet). Per il resto onestamente tutta 'sta citazione al cine thrilling anni 70 nun ce la vedo, come non vedo legami alla narrativa scerbanenchiana in tanti odierni autori polizieschi autoproclamatisi eredi del sentitamente nostro. Direi che il gusto estetizzante è il medesimo di tanti giallisti tricolore cresciuti a pane e Dario Argento; però c’è della grinta in più, non arriverei a parlare di “genio” come fa Scerba ma sicuramente la capacità di inchiodarti alla pagina abbonda (e non è poco detto da chi non ci pensa due volte a mollare un romanzo/racconto sui due piedi se non gli garba). Buona la caratterizzazione dei personaggi; ambientazione sui generis, si parla di Bologna ma in un clima onirico e surrale che funzionerebbe pure se il plot si dipanasse a Civitavecchia (pregio o difetto? Scegliete voi, a me garba così).

Finito adesso. Caruccio, una sorta di Basic Instinct de’ noartri che confonde un po’ le idee coi flash-back e le false piste (com’è giusto che sia) conducendo il lettore ad un finale adeguatamente crudele. Stasera attacco con Il giardino dei bimbi perduti.

Caro Tuch,
di professione non faccio l’avvocato per cui non è nelle mie corde difendere chichessia ci mancherebbe.
Perdipiù,le recensioni sono fatte per essere (anche) criticate e, nel mio caso voglio solo puntualizzare che ho utilizzato la parola GENIO nel senso etimologico del termine,

questo per puntualizzare quanto segue.
Penso che nell’imbarazzante panorama “di genere” italiano , l’opera di una semi-debuttante comunque di livello medio-alto possa essere definito più che un prodotto televisivo di basso livello.
Detto questo penso che la seconda storia sia la più riuscita e che comunque il rimando ai thrilling ci sia.
Certo dobbiamo tenere conto che i canoni narrativi non posso essere quelli cinematografici.
L’impronta c’è ed è innegabile, se poi vogliamo confrontare la forza evocativa dei due mezzi, la lotta è impari :wink:

Scerba, davvero lo trovi così imbarazzante, il panorama di genere italiano? A me pare che idee valide ce ne siano, la Baraldi è solo uno dei tanti autori in gamba che arricchiscono il panorma del thriller/horror/poliziesco de’ noartri. Magari il cinema tricolore popolare fosse altrettanto vitale… chiaro che di libri brutti ce ne sono tanti, ma vale anche per la letteratura d’oltreoceano in fondo. Ho appena iniziato Il giardino dei bambini perduti, appena lo finisco ti posterò le mie impressioni.

Finito. Carino ma abbastanza prevedibile, m’ha ricordato molto il Family diretto da John Landis per la serie Masters of Horror (anche se qui i toni sono decisamente più dark).