
http://www.imdb.com/title/tt0065516
Bevilacqua riadatta per il cinema il suo romanzo, espungendo molti personaggi minori e concentrandosi sostanzialmente sulla seconda metà del libro. Nonostante la vicenda sia drammatica e richieda un piglio serio ed intenso, Bevilacqua pecca di troppa enfasi, realizzando un film pesantemente retorico, ridondante, esasperato, gonfio. In questo caso purtroppo pure le musiche di Morricone concorrono a rendere il clima oltremisura asfittico.
Tognazzi è monumentale ma è anche vero che quasi ogni frase proferita dal suo Doberdò è un’apocalisse ultima, una sentenza esistenziale, un insegnamento ad eterno monito delle future generazioni. Così come, sul versante opposto, la sguaiatezza della classe operaia è sistematicamente ridotta ad un’ebete agitazione senza un perché, come fosse la coda tagliata di una lucertola, che si sbatte caoticamente prima di divenire carne morta.
Film disperatissimo ma comunque interessante per capire lo spaccato di un’epoca oggi tornata di scottante attualità, vista la “crisi”.