La Califfa (Alberto Bevilacqua, 1970)

http://www.imdb.com/title/tt0065516

Bevilacqua riadatta per il cinema il suo romanzo, espungendo molti personaggi minori e concentrandosi sostanzialmente sulla seconda metà del libro. Nonostante la vicenda sia drammatica e richieda un piglio serio ed intenso, Bevilacqua pecca di troppa enfasi, realizzando un film pesantemente retorico, ridondante, esasperato, gonfio. In questo caso purtroppo pure le musiche di Morricone concorrono a rendere il clima oltremisura asfittico.

Tognazzi è monumentale ma è anche vero che quasi ogni frase proferita dal suo Doberdò è un’apocalisse ultima, una sentenza esistenziale, un insegnamento ad eterno monito delle future generazioni. Così come, sul versante opposto, la sguaiatezza della classe operaia è sistematicamente ridotta ad un’ebete agitazione senza un perché, come fosse la coda tagliata di una lucertola, che si sbatte caoticamente prima di divenire carne morta.

Film disperatissimo ma comunque interessante per capire lo spaccato di un’epoca oggi tornata di scottante attualità, vista la “crisi”.

Pesante, didascalico film di Bevilacqua su un industriale in crisi con i suoi operai (e con la moglie).

Perfetto per la parte Tognazzi, lo stesso non si può dire per Romy Schneider come operaia vedova: ovvio miscasting.

Qualche simbolismo eccessivo, dialoghi da ridicolo involontario qua e là per tutto il film e una seconda parte inferiore alla prima, secondo me.

Curioso, comunque. E le musiche di Morricone sono bellissime.

A livello video il dvd CG è discreto, il punto dolente è l’audio che rende davvero arduo comprendere certi dialoghi.