La clinica delle supersex - Plaisir a trois (?, 1974)

secondo il flano è un film di claude bernard aubert sotto pseudino, secondo i.t. di robert de nesle (probabile produttore?), il titolo originale fa invece capo alla scheda di un erothriller con venature horror di jess franco su una sadiana contessa libertina. chi gode tra i tre accreditati? ce lo dirà @A_N o @Carlitos
da noi nel 1980

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Ancora una volta, vedi quando davano i titoli a cavolo? Già la parola ‘clinica’ nel titolo di un film porno o erotico che sia non suona molto bene (forse sarà perché lavoro in un ospedale). Piaceri a tre (oppure Triangolo erotico toh!) non era abbastanza ammiccante?

maddai, il corpo sanitario è rinomato per essere tra i più promiscui, senza contare che l’ambiente rimanda abbastanza esplicitamente alla scoperta del sesso (il giocare al dottore e malato, all’infermiera e malato etc), nessuno stupore che sia stato spesso e volentieri scomodato in tal senso. quanto al titolo a caso qua bisogna più che altro verificare bene se la scheda imdb combacia effettivamente con la pellicola presentata in commissione.

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Mah, forse a livello di fantasie. Nella realtà è un altro paio di maniche. Fidati.

non posso risponderti o parte la swattizzazione in zwei seconden, posso solo dire che parlo con una certa cognizione di causa.

Plaisir à trois è uno dei migliori film di Jess Franco. Il finale è piuttosto imprevedibile e inquietante. Sono molto grato a Franco per aver riconosciuto il talento e la bellezza della meravigliosa Alice Arno.

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Alice Arno - Plaisir à trois (1974)

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Alice Arno in “Plaisir à trois” (1974), uno dei migliori film di Jess Franco.

La protagonista del film, Martine de Bressac (interpretata magistralmente da Arno), non viene qui ritratta da una prospettiva moralistica come una “brava ragazza” o una “cattiva machiavellica”. Non c’è spazio per il manicheismo in questo film. Non ci sono eroi né cattivi. Franco presenta Martine come una guida al piacere (l’edonismo più puro), una figura che rifiuta i concetti di colpa e peccato ereditati dalla tradizione giudeo-cristiana.

Il messaggio trasmesso è che la morale convenzionale è una barriera artificiale che limita il potenziale umano e la vera comprensione del desiderio. Questo messaggio è direttamente ereditato dalle opere libertine del filosofo e scrittore francese Marchese de Sade (1740-1814), uno degli autori preferiti di Franco (e del suo connazionale Luis Buñuel).

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