La cognatina (Sergio Bergonzelli, 1975)

[quote=“bastardnasum, post:19, topic:33900”]
potrebbe esistere una vhs IN Turchia visto che li è uscito col titolo di Yanıyorum e altre commedie erotiche sue hanno avuto ampia distribuzione cola’[/quote]

nessuno stupore, la filmografia di bergonzelli e la turksploitation condividono non pochi cromosomi

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Manifesto ex-Jugoslavia


Manifesto Turchia



È stato pubblicato in dvd con audio italiano, interessante la “versione estesa tedesca (88minuti)”. Un solo problema… irreperibile anche in Germania. Vabbe’, mo’ mi metto sotto con le ricerche…

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ma esattamente svastika perché?? :rofl:

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Ragazzi è disponibile sull’amazzone teutonica a 14,99!!!

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Preso. È proprio vero, non bisogna mai tralasciare nessuna strada… non pensavo mai di trovarlo lì

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“Svastika” in serbo significa appunto “cognata”. Tutto qui…:victory_hand::wink:

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Ma che gatto dici!? Al massimo “suocera”…

Se di serbo ne sai più dei serbi, buon per te…:grin::+1::slovakia:

tutto ciò è bellissimo

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Seee… io manco l’italiano so! Ho usato il traduttore serbo-italiano/italiano-serbo e “cognata” dice che si dice “chaja” (pronuncia “snaja”). “Svastika” significa appunto “svastica”… il nome serbo della protagonista forse? Boh!? Certo, è singolare come titolo sugli affissi… forse il grafico per stuzzicare la propria fantasia faceva uso di sostanze di prima scelta…

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Io sono mezzo sloveno, ma so giusto 4 parole (o meglio, parolacce :wink::pig_face:). Ad ogni modo, confermo quanto detto sulla traduzione in serbo di “cognata”.:victory_hand:

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Rientrando nel novero dei “fortunati” che hanno avuto modo di visionare la versione uncut, ancorchè priva dei favoleggiati “inserti spurii”, mi permetto di pubblicare alcune mie piccole osservazioni, azzardando anche una tesi, a detta mia e non solo, non del tutto strampalata

Un film che secondo alcuni avrebbe ispirato l’assai più acclamato “Io ballo da sola” di Bernardo Bertolucci

Commedia erotico-provinciale girata a ridosso del suo sequel “Il compromesso erotico”, tale annunciato nei titoli di coda del film, che inaugura un curioso sodalizio tra il compianto cineasta piemontese e la meteora Karin Well (all’anagrafe Wilma Truccolo), la quale fruì in quegli anni di una fugace popolarità per una vaga rassomiglianza con Raffaella Carrà, tanto da costituirne, si disse, la sua “sosia svestita”.

In cotanta bergonzellata, la Truccolo è chiamata a rivestire il ruolo di Monica (che verrà dalla stessa ripreso nel capolavoro dell’infimo “La zia di Monica” (1979) a firma dell’ex steward dell’“Alitalia” Giorgio Mille). Una volta conchiuso il ciclo di studi presso un rigido e religiosissimo collegio femminile, la giovinetta, sfortunatamente orfana di entrambi i genitori, viene trasferita a casa della sorella maggiore Sabina (una conturbante Greta Vaillant) che vive con il marito pittore Luca (Robert Woods) in un imprecisato paesello della Ciociaria. A dispetto di ciò che le era stato impartito in collegio e dopo aver accennato a un interesse saffico verso la sorella, tanto per non farsi mancare nulla, Monica perderà la verginità con Luca; si fidanzerà con Firmino (Carlo Vitolano), svogliato studente in legge e centravanti della squadra locale e sedurrà persino il fattore ritardato Cicillino (anch’egli presente nel “Compromesso Erotico”, sempre in persona del clone povero di Pippo Santonastaso Alfredo d’Ippolito inaugurante, al pari della Well, un breve sodalizio bergonzelliano in parti a lui evidentemente congeniali di scemo del villaggio). Con il valente ausilio della prostituta del paese Taide (Mimma Biscardi), copulerà vestita da odalisca per non farsi riconoscere e spacciandosi per moglie di un emiro (si ride?) con tutti i componenti della squadra di calcio del paesello limitrofo, riducendoli allo sfinimento, in guisa d’una “Cicciolina e Moana ai Mondiali” ante litteram e con Cicillino in posizione privilegiata in veste di guardone camuffato da lampada!!! Il tutto in vista di una delirante partita alla quale farà da cornice sugli spalti l’intera comunità, prostituta inclusa!! A essa farà seguito un altrettanto delirante rissa fra giocatori terminata con immancabile lancio di torte in faccia previo annuncio dei relativi gusti: alla crema…al cioccolato e persino al pomodoro!!!

Privo di attori di punta, il Bergonzelli tenta, ovviamente senza riuscirci, una commedia corale con interpreti che non funzionano nè tantomeno fanno ridere, compensando la pochezza del contesto narrativo con una buona dose di nudi integrali e di soluzioni trash visibili per lo più nella versione uncut della pellicola che il sottoscritto ha avuto la fortuna (o la sfortuna mettetela come vi pare) di visionare.

In perfetta linea con il cattivo gusto bergonzelliano è doveroso richiamare alle nostre cinefili memorie i numerosi ed espliciti accoppiamenti fra animali che vedon coinvolti buoi e cavalli, piazzati lì tanto per fare metraggio; le scene erotiche discretamente hot, con tanto di stantuffate (a vuoto) dei partners maschili e addirittura un rapporto zoofilo (fortunatamente solo accennato) fra Cicillino e un’oca!!!

Circa lo studio della psicologia dei vari personaggi il Bergonzelli, avallato dal copione vergato in collaborazione con Piero Regnoli, figura senz’altro apicale della nostrana spazzatura cinematografica, non tradisce certo la sua vena becera. A tal riguardo si va dalla prostituta politicamente impegnata a difesa della categoria Taide doppiata, secondo il più squallido degli stereotipi, con accento bolognese. A prescindere dalla minigonna “double-face” recante scritte “orario continuato” e “sempre aperto” nelle rispettive parti anteriore e posteriore dell’indumento, fonderà sacro e profano pregando la Madonna di incrementare la propria clientela!!! (vedere per credere!!); al fattore Cicillino, protagonista oltre che del testè citato rapporto zoofilo, di gags pietose dal sapore slapstick, consistenti prevalentemente nel ricevere a più riprese bordate di fango in faccia, nonchè nel farsi prendere a sberle dall’arcigna contadina Genoveffa (Jill Pratt). Parlando di cloni poveri, non possiamo non citare l’americano Robert Woods nel ruolo del pittore Luca e bizzarramente doppiato con accento napoletano. Brutta copia di George Hilton, fu uno dei tanti generici di quarta fascia hollywoodiani che sbarcarono il lunario nelle italiche e ispaniche terre dei sessanta e dei settanta in qualità di supereroi di scalcinati spaghetti-westerns.

Ad arricchire un panorama men che desolante, il genio di Bergonzelli inserisce, pensando di farci ridere, niente meno che il personaggio di Don Camillo, qui ereditato dall’assiduo caratterista della nostrana serie Z Pupo De Luca. Curato di campagna burbero e anticomunista per eccellenza, scoprirà suo malgrado una parentela con la prostituta Taide, la quale per ciò solo sarà soprannominata addirittura Peppona (altra geniale intuizione!!!). Don Camillo e Peppona assurgeranno per inciso ai ruoli di protagonisti assoluti nel più volte citato pseudo-sequel “Il compromesso erotico” con il testimone meretricio-pepponesco che passerà dalla “peperina” e pettoruta Mimma Biscardi alla “polputa” e altrettanto pettoruta Ria De Simone, sempre più sindacalista e sempre più politicamente impegnata, come vuole tradizione guareschiana.

Più volte bocciato in censura, pare che del film esista anche una versione estera contenente inserti hard girati dallo stesso Bergonzelli in virato verdastro (probabilmente trattavasi di pellicola scaduta), inserti dei quali l’adoratore del cinema “diversamente bello” non può che sentire l’esigenza di un pronto recupero; ciò a meno che le sequenze incriminate non siano finite in una qualche discarica (ma nel cinema hard, come qualcuno disse, mai dire mai!!).

A conclusione di queste brevi chiose, alcuni ipotizzano che il film in questione avrebbe ispirato l’assai più acclamato Bernardo Bertolucci per il suo “Io ballo da sola” (1996) e dal quale riprese: l’ambientazione agreste, la scoperta del sesso di una fanciulla in età post-adolescenziale, anch’essa orfana dei genitori (guarda caso!!!) e lo scompiglio da essa generato nelle vite dei relativi familiari, con particolare riferimento a certi parenti artisti (e anche qui che fatal combinazione!!!). Insomma e al di la di tutto “Io ballo da sola” di Bertolucci starebbe a “La cognatina” di Bergonzelli come “Eyes Wide Shut” di Kubrick starebbe “Ad un passo dall’aurora” di Mario Bianchi? Ai posteri…

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Visionato il DVD “Hot summer” di cui sopra.
Una commedia sì sexy ma poco comica, difficile sbellicarsi dalle risate anche perché il contorno di caratteristi è veramente pessimo. L’unico attore nel vero senso della parola è Robert Woods. La storiella scarabocchiata dall’inesauribile Regnoli messa in pratica in modo elementare da Bergonzelli ispirandosi al realismo ma con risultati da Worldwide Trash Awards non è di quelle che solo ogni tanto ci fa smettere di russare, procede abbastanza spedita e in maniera rumorosa, soprattutto quando il parroco impersonato da Pupo De Luca va in agitazione facendo una gran caciara dimenandosi come un dannato. Ambientazione campagnola a me congeniale (mi sento a casa) e carina tutta la parte finale, come pure l’idea delle gag reiterate o i momenti di confusione e scappa-scappa degni di una manifestazione anti-sgombero del Leonkavallo. Orecchiabili sia le musiche che le voci dei doppiatori, mi si fece addirittura il nome di Gigi Reder… possibile? Ma come capirebbe anche Cicillino, lo scemo del villaggio (un inqualificabile Alfredo D’Ippolito), l’unica ragione per vederlo è Karin Well. Oddio, è una ragazzina… o tale sembra. Ho controllato… c’aveva una ventina d’anni. È semplicemente deliziosa, un sorrisetto incantevole, raggiante, gli occhi le brillano, cambia un numero imprecisato di acconciature - alcune assurde - che dovrebbero essere altrettante parrucche, si spoglia e “puttaneggia” in modo assolutamente naturale, sbarazzino, sembra contenta di farlo. Non è un’attrice su cui ho indagato e conosco pochissimo della sua storia ma mi ha dato da sempre l’impressione di essere una di quelle giovani starlet (o anche indossatrici) che pur di trovarsi davanti alla macchina da presa… che pur di entrare nel magico mondo di Cinecittà… avrebbe accettato anche copioni peggiori di questo. Ha tutta la mia simpatia intendiamoci, ma “purtroppo” sin da ragazzino il mio immaginario erotico è stato sempre rappresentato dalla cosiddetta milf, donna matura, possibilmente formosa e già che ci siamo agghindata in lingerie, l’opposto di lei in questa pellicola insomma. Infatti io guardavo la sorella maggiore Greta Vaillant, bel viso, affascinante, però qui fa migliore figura vestita piuttosto che nuda. Ci appioppano pure la prostituta Mimma Biscardi che non mostra nulla ma è simpatica a pelle e sfoggia mutande e minigonne addobbate da scritte che forse giusto Vivienne Westwood poteva inserire nella sua collezione. Nel sequel “Il compromesso erotico” -già visto a inizio millennio e che ricordo più divertente - il ruolo passa a Ria De Simone… mmm, solo a nominarla mi sale la febbre!
Siamo alle solite… ecco, vedete? Non è colpa mia… a caldo talvolta penso “Ma che c@**o di film ho visto?!”, poi inesorabilmente la maledizione si ripete: passa qualche giorno, lo metabolizzo e parlandone finisce per diventarmi quasi simpatico. Il motivo è lo stesso di sempre: ci vuole coraggio (a girarlo e a vederlo).
Non ho due lettori per controllare passo dopo passo confrontandolo con l’edizione straniera ma diversi segmenti assenti dalla copia nella nostra lingua comunque risaltano. Il primo fra questi al minuto 9:40 prevede la visione da parte della protagonista di alcuni accoppiamenti bestiali nello specifico fra buoi e cavalli con tanto di erezioni animalesche; inoltre quando la ragazza eccitata da questo spettacolo corre a “sbollire” nella stalla c’è qualche particolare in più. La scena in cui Cicillino insegue e cattura un’oca per motivi tutt’altro che culinari non ci mostra chissà che (11:35) però continua togliendo qualsiasi ragionevole dubbio sulle reali intenzioni dell’… uomo (sic). La sequenza in cui la cognatina spia la sorella che amoreggia col marito (44:00) è mostrata in maniera più prolungata, con Karin che rimembra le erezioni bestiali viste in precedenza. Baci saffici sotto la doccia… insomma si calca di più la mano.
Dunque, letto con attenzione il precedente reportage del collega Moonlightrosso, per concludere possiamo bellissimamente dire che la versione tedesca di 88 minuti ci restituisce con ogni probabilità il film nella sua integrità (non morale…), eccetto i presunti inserti hard. Se no poi era troppo bello.

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Quando parli della “copia nella nostra lingua” ti riferisci alla vhs Skorpion (88 minuti) o alla versione da 81 minuti (verosimilmente qualla relativa ai passaggi tv sui canali mediaset e che venne resa disponibile nel 2020 su mediasetplay)?

La versione italiana è quella tagliata, quella da 88 minuti è in tedesco

La VHS Skorpion dura 88 minuti.

Io facevo riferimento al DVD con titolo di copertina “Hot summer” che contiene due tracce:

  • quella da 88 minuti (chiamiamola pure integrale) è in tedesco;
  • quella in italiano è accorciata, priva dei siparietti bestiali e di parecchi particolari erotici.
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Ora è chiaro, grazie!

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Le versioni italiane e tedesche coincidono. Quella che gira su youtube non fa testo.

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la versione tedesca ha un opzione lingua italiana?