La collera del vento (Mario Camus, 1971)

Regia: Mario Camus
Cast: Terence Hill, Fernando Rey, Maria Grazia Buccella
Produzione: Italia, 1971

Recensione Spaghetti Western Database

Trama: Nei primi anni del '900 in Andalusia i braccianti del luogo sono sul punto di ribellarsi al ricco proprietario terriero loro padrone. Questi assolda due sicari, Marcos (Terence Hill) e Jacopo, per dargli una mano e per uccidere gli organizzatori della rivolta. Appena arrivato, Marcos alloggia in una locanda la cui proprietaria, Soledad, è però simpatizzante della causa dei contadini. Marcos si innamorerà della donna e deciderà di non compiere il proprio lavoro ma anzi di schierarsi con i braccianti.

In uscita a fine mese per Cecchi Gori, al popolare prezzo di 9.90€

A parte la scarsa qualità dei titoli di testa degna di un dvd Dagored, nel dvd CG mancano del tutto i 5 minuti del prologo, fondamentalissimi per capire subito il carattere dei 2 personaggi.
Tra parentesi il prologo manca anche nella VHS della GVR, invece è presente nel master mandato in onda dalla RAI.

Come DVD comunque non è malissimo…il master è buono…si sente molto bene e c’è pure un’intervista a franco verucci di circa 10’ oltre che le solite filmografie…mi piacerebbe vedere questo prologo…
Il film mi è piaciuto molto nonostante sia abbastanza anomalo come western…e l’unica cosa che un po’ rimprovero al film è di avere alcune parti “strappalacrime”…non mi aspettavo per altro quella fine…

Beh, resta comunque un bel film nonostante questa storia del prologo mi ha messo una pulce nell’orecchio…

Xò scusate, ma è un Western?
non è mbientato in Spagna?:confused:

No che non è un western, ma per la sua struttura narrativa è stato da sempre assimilato al western all’italiana.

La settimana prossima (il 6 marzo) in edicola per la Fabbri

Preso oggi in edicola. Extra: accesso diretto a 16 scene; intervista a Verucci e biografie regista e attori

Credo che La collera del vento sia un film che solo forzatamente può essere incluso nel genere western all’italiana.
A parte l’ambientazione (la Spagna),nel film gli intenti politici sovrastano sicuramente i riferimenti che pur nella trama ci sono a stilemi e personaggi propri del western all’italiana e anche la poca presenza di azione ne farebbero comunque un esemplare anomalo di questo genere.Certo la presenza di Terence Hill,uno degli attori simbolo del genere,ha sicuramente contribuito a questo fraintendimento.

Non è l’unico. L’elenco è lungo e va da O’ Cangaçeiro ai vari rifacimenti in chiave western (???) della Carmen.

Vista l’edizione fabbri. Il master è molto buono. In pratica è lo stesso del DVD CGG.

Nel libretto allegato al DVD Fabbri si dice: «Se lo si guarda dal punto di vista dell’ambientazione narrata La collera del vento non può essere in alcun modo definito un western. La storia che racconta, infatti, non si svolge in nessuno dei paesi nordamericani, dal Canada al Messico, che normalmente fanno da sfondo alle avventure del western all’italiana. Fin dall’inizio, quando il treno corre veloce sulle rotaie lasciando dietro di sé una lunga scia di fumo e portando Marcos e Jacopo al loro destino viene svelato che è l’Andalusia il luogo in cui i protagonisti vivono, uccidono, lottano, amano e muoiono. L’Andalusia è in Spagna non nel west e, quindi, il film non ha nulla a che fare con il western. Man mano che la vicenda si dipana sullo schermo, però, lo stesso spettatore, s’accorge che quelle terre, quelle rotaie, quelle case bianche, quelle sabbie e quelle paludi che ospitano la storia di una lotta cruenta e disperata non gli sono estranei. Sono luoghi nei quali si sono svolte altre storie che erano davvero ambientate nel west. Il villaggio si chiamava Durango o Sun City, le dune della spiaggia, riprese da un inquadratura che non mostrava il mare nella storia diventavano il deserto, mentre la palude fingeva di essere un pezzo di Louisiana. Le rotaie non collegavano tra loro il sud e il nord della Spagna ma portavano avventurieri e pistoleri verso un destino sconosciuto a Ovest del Rio Grande. Insomma, lo spettatore che guardasse La collera del vento senza ascoltare il sonoro farebbe davvero fatica a capire che la storia si svolge in Spagna. È proprio in film come questo che il genere… mostra la sua capacità di diventare linguaggio universale portando i suoi codici narrativi anche al di fuori delle epoche e dei luoghi definiti. Le storie del western all’italiana vivono in una frontiera fantastica, mai esistita e presa in prestito dai fumetti degli anni Cinquanta. Per questo i suoi codici, se applicati con mano felice, finiscono per essere efficaci anche quando raccontano una storia ambientata in Andalusia, nella rivoluzione messicana o come accade per O’Cangaçeiro, nel Brasile…
…Il treno sul quale scorreranno i titoli di testa è appena comparso sullo schermo e in trasparenza, appare la frase «…un cielo così sporco non si rischiarerà senza una tempesta», con in calce la firma di William Shakespeare. Più che un omaggio è l’attestazione preventiva di un debito da parte del folto gruppo di soggettisti e sceneggiatori. Nella vicenda dei due sicari Marcos e Jacopo da sempre legati al punto da considerarsi fratelli e costretti dal destino a ritrovarsi su due fronti diversi è evidente l’ispirazione shakespeariana soprattutto nelle forti passioni che alimentano lo svolgersi della storia. Più che sulle sparatorie e sulle violenze, che sono relativamente poche per un western all’italiana, la storia si regge sulla forza dei sentimenti che muovono i protagonisti, come avviene nel teatro. Odio, amore e vendetta si intersecano e portano i protagonisti a vivere fino in fondo il proprio destino senza mezzi toni e, soprattutto, senza alcuna via d’uscita possibile, proprio come accade ai personaggi di Shakespeare.

mi è sembrato veramente loffio, piatto e senza motivi di interesse, direi serenamente trascurabile
il dvd CG in effetti ha i titoli di testa terrificanti come qualità, poi però si riprende e nel complesso non è male
peccato che manchi quel prologo di 5 minuti che in effetti poteva aiutare nella comprensione del carattere dei due protagonisti, così invece veramente anonimi

Un buon film con un Terence Hill antipaticissimo senza quasi espressione. C’è da dire che all’epoca hanno avuto coraggio nel fare un film in Spagna visto la tematica che tratta

Qualcuno sa se il recente dvd Mustang ha sempre il vecchio master usato dalla Cecchi Gori? La fascetta è praticamente identica…

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