La Cugina del Prete (Wes Craven, 1975)

Uscita ufficiale il 24 maggio.

Il DVD sarà corredato di un booklet contenente un estratto dal libro “Wes Craven, l’artigiano della paura” scritto da Roberto Pugliese e un’analisi sulle varie versioni del film ad opera di Roberto Curti e Alessio Di Rocco.

Altri titoli della collana:

  1. Maliziosamente
  2. Donald Neilson, la iena di Londra
  3. Heartbreak Motel
  4. A Bruciapelo
  5. Death House

Copertina realizzata da Fabiana Trerè:

Titolo originale: The Fireworks Woman
Origine: USA, 1975
Durata: 80 minuti
Formato: 1.33:1
Audio: italiano mono 2.0

Angela è perseguitata dai sensi di colpa per il legame morboso con il cugino Peter, destinato a farsi prete. Nel tentativo di liberarsi da questa passione, vissuta come un’autentica maledizione, Angela intraprende una discesa negli infernali gironi dell’eros, che la porterà a incontrare il mefistofelico Uomo dei fuochi d’artificio.

Subito dopo “L’ultima casa a sinistra”, Wes Craven si dedica al cinema erotico d’autore, firmando questo hardcore con lo pseudonimo biblico di Abe Snake. Il risultato è un excursus onirico che anticipa le tematiche che saranno poi centrali nella saga di Nightmare.

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C’è solo la traccia in italiano?

Sì, perché la versione italiana è diversa da quella USA.

Sembra smarzo… io in videoteca ho già La cugina, Tenere cugine e La cuginetta inglese: non posso non completare questa ipotetica tetralogia :smiley:

Riallacciandomi alla domanda di Federico, la versione italiana si differenzia da quella USA in quanto è più lunga. Dal girato originale possiamo “vantare” un prologo e una scena di pissing a culminare una sequenza in stile “L’ultima casa a sinistra” omesse dalla versione USA attualmente circolante.
Inoltre sono presenti alcuni insert non hard presi da un film non meglio identificato, nei quali i distributori italiani hanno voluto mostrarci i due cugini nell’età dell’infanzia, più un’altro insert preso da un film che Roberto Curti ha invece individuato. Tutti i dettagli nel booklet :wink:

ma… Corinne Clery in copertina? :vecchio:

In effetti gli somiglia :slight_smile:

Confronto fra il master americano che circolava in DVD-R e il nuovo master da 35mm italiano. Si tratta in ogni caso di una versione grindhouse, quindi con qualche graffio e spuntinatura qua e là.

Il dvd OPIUM VISIONS

AUDIO ITA
SOTTOTITOLI -
VIDEO 4/3 fullscreen
DURATA 1h19m53s
EXTRA Versione alternativa (5min), booklet di 4 pagine

Sul numero di FILM TV attualmente in edicola trovate un doppio paginone dedicato al film e più in generale alla collana Opium Visions.

Complimenti per il recupero e il lavoro sui materiali, ma il film è una cazzata di livello che non esito a definire badiale :smiley:

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Ovviamente fa piacere quando l’impegno che mettiamo, coi mezzi limitati a disposizione, viene riconosciuto e gradito. Che il film potesse anche non piacere, l’avevamo messo in conto :wink:

Già che ci siamo: il livello (delirante, a mio parere) dei dialoghi italiani si discosta molto dal parlato originale? O invece è stato un adattamento fedele?

Nel booklet ci sono a riguardo alcuni esempi. Quando un film del genere finisce nelle mani di un qualche distributore con pochi scrupoli, si può facilmente immaginare che una certa manipolazione avvenga; a cominciare dal grado di parentela dei due cugini che in realtà sono fratelli.

Recensione di Alberto Pezzotta su “Ciak”.

Renà, ti prenderà un colpo: ha scomodato pure il tuo amato Bergman :smiley:

Sabato sera alle 20.45, proiezione gratuita in 35mm a Trieste, presso il Teatro Miela, nell’ambito del festival internazionale I Mille Occhi.
A chiusura della serata, come proiezione di mezzanotte, ci sarà anche un raro 35mm d’epoca di Cristiana monaca indemoniata.

Per chi possiede il DVD, la voce che doppia l’uomo dei fuochi, non vi sembra la voce di Alberto Lionello?

Massimo rispetto per l’opera di ripescaggio e ripulitura effettuata dalla Opium, che propone un prodotto curato sotto ogni punto di vistra, fatto con dedizione e rispetto del futuro acquirente. E’ interessante esplorare gli esordi di Wes Craven e indubbiamente il film presenta anche diversi spunti, non ultima una serie di immagini creative, visionarie ed evocative che si sforzano di andare oltre il porno. Tuttavia mentirei se dicessi che il film mi ha esaltato particolarmente. Al di là di singoli momenti (le scene in cui compare Craven stesso, i fuochi d’artificio, il viaggio in barca), qualche angolatura di ripresa molto suggestiva (i rosoni colorati della chiesa), devo dire che mi sono anche annoiato. Le abbondanti parentesi porno si mangiano tutto, la protagonista non ha il minimo carisma (né la definirei una bellezza strabiliante), insomma su di me perlomeno non ha esercitato alcuna attrattiva. Ripeto, comprendo perfettamente la caratura filologica dell’operazione da parte della Opium e il film è comunque interessante (se si pensa chi è il regista, perché altrimenti…), però chissà che mi credevo.

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Visto più per curiosità che per completismo (ho ancora un sacco di buchi da colmare nella filmografia di Craven), segnalo un paio di cose che mi hanno colpito:

  • Una maniera tutta particolare di gestire l’hard core, in cui la struttura del film, sempre in bilico tra onirico e ricordo, non è succube delle sequenze porno ma viceversa. Vale a dire che spesso le sequenze hard sono frammentarie, spezzate, interrotte, intervallate, inadatte all’atto ipsatorio in sé ma funzionali a renderci partecipi del vissuto psicoemotivo della protagonista.
  • La sequenza dello stupro è molto cruda ed efficace, un bell’assaggio delle abilità di narrazione cinematografica di Craven.
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