Fin da quando ero ragazzino, affascinato dai temi e dalla poetica dei film di Rollin, mi sono incuriosito quando ho scoperto che il regista francese aveva alle spalle anche una carriera da scrittore, con un nutrito numero di opere al suo attivo.
Ricordo ancora vividamente che ne venni a conoscenza al Ravenna Nightmare Film Festival del 2003, edizione nella quale Rollin era presidente di giuria ed ospite d’onore con una retrospettiva a lui dedicata. In quell’occasione Rollin e compagna giravano sempre con sottobraccio una scatola contenente i libricini da loro prodotti con le edizioni Les Films ABC, ne comprai alcuni e me li feci autografare. Un paio li conservo ancora, un altro paio li regalai (a persone che non lo meritavano!) e ora me ne pento, poiché si trattava di tirature limitate attualmente molto difficili da reperire (e di conseguenza costose).
Insomma, negli anni ho accumulato almeno una quindicina di libri di Rollin e non ne avevo mai letto neppure uno (anzi, uno sì, il suo primo. Mi piacque molto ma non ricordo quasi nulla, solo che aveva un sacco di elementi in comune con Perdues dans New York). Ho cominciato a leggerli in questi giorni e mi sto maledicendo per non averlo fatto prima. Sono letture veloci e piacevoli ma non superficiali, li sto apprezzando tantissimo. Nelle sue opere letterarie Rollin riesce ad approfondire i temi ed i personaggi che da sempre gli stanno a cuore: la morte, il lutto, l’amore, la passione, l’erotismo, l’attrazione verso il mistero ed il soprannaturale, le figure femminili affascinanti e letali, gli istinti violenti e perversi, i castelli diroccati, la poetica del macabro… Ritrovo durante la lettura tutti gli elementi ricorrenti nei suoi film, dai vampiri agli orologi a pendolo, dalle spiagge della Bretagna alle zone rurali isolate, deserte ed arretrate, dove tradizione e superstizione si confondono. In più, a differenza del cinema, non ci sono limiti di budget che possano condizionare il risultato finale. Nei suoi romanzi Rollin riesce a mettere in scena in modo efficace tutto quello che desidera, ed in fin dei conti è proprio in queste opere che porta a pieno compimento la propria poetica; è nelle pagine scritte che il suo fantastico mondo interiore riesce ad espletarsi completamente, in modo esaustivo ed efficace, regalando delle suggestioni, delle immagini e dei vissuti emotivi ancora più amplificati rispetto a quelli veicolati dai suoi film. Se il cinema di Rollin ha dalla sua quello di visualizzare concretamente in immagini dei personaggi e delle creature iconiche, di trasmettere in modo immediato le atmosfere lugubri e poetiche in cui sono ambientate le storie, i suoi romanzi riescono a mettere a disposizione dell’autore tutta una serie di elementi che nessun produttore cinematografico potrà mai fornirgli.
Inizierò a scrivere in questo topic delle brevi impressioni su ciascuno dei romanzi o dei racconti che ho letto/leggerò.
Se qualche altro forumista ha avuto modo di fruire dei libri di Rollin, mi piacerebbe conoscere la sua opinione
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