La ragazza nella nebbia (D. Carrisi, 2017)

Ieri sera mi son visto questo thriller dello scrittore Donato Carisi, qui in veste di regista che ha portato in scena il suo omonimo romanzo.
Nel complesso mi è piaciuto, scorre via bene, anche se è pieno zeppo di puttanate. Girato è girato bene, eh, ed in rete si trovano critiche positive in questo senso… peccato che nessuno citi il fatto
che come aiuto regia ci sia Roy Bava. Sticazzi, insomma. Non penso che il merito della cinematografia del film sia del Carrisi, quanto del figlio e nipote d’arte.

La storia, che vede tra gli altri Tony Servillo e Jean Reno, invece è piuttosto confusa, come dicevo prima, o meglio: vuole contenere tutto lo scibile del thriller, di tutto e di più, con inevitabili confusioni.
Comunque, nonostante tutto ciò, il film rimane godibile.

Non scrivetemi (soprattutto Matte :D) che assomiglia a qualche film thriller nordico degli ultimi anni, perché non li ho visti!

L’attrice che impersona la mamma della ragazza scomparsa è invedibile e inascoltabile, secondo me.

Pare che il film sia stato un campione d’incassi. Onestamente quando uscì, passò per quanto mi riguarda inosservato.


Ah, girato interamente in Trentino, Sud Tirolo (o Alto Adige) che ormai, grazie alle varie agevolazioni fiscali correnti, è una nuova Cinecittà italica (ancora per poco, visto che l’Austria vuole riannetterselo… :D)
La lista dei film colà girati sta diventando folta.

Avendo letto il libro alla sua uscita, avevo qualche perplessità nel vedere il film che statisticamente risulta quasi sempre inferiore. Alla fine invece non mi è dispiaciuto e grosso modo riesce ad essere abbastanza fedele al romanzo senza tagliare troppo e senza lasciare troppi dubbi a chi non l’avesse letto.

A dire la verità quello che aspetto con ansia è la trasposizione cinematografica de “Il Suggeritore”, libro a mio avviso fantastico nel suo genere. Tempo fa si parlava di una serie TV ma poi non ho saputo nient’altro.

Libri di Carrisi non ne ho mai letti, non sono onestamente nelle mie priorità, per cui non saprei fare un paragone. Che quasi sempre è sbagliato fare, forse qui invece è pertinente,
visto che alla fine l’autore è lo stesso.

Decisamente qualcosa di nuovo, non ho letto il libro ma mi sono visto il film ieri sera (attualmente su Sky Ondemand) la trama è di per se geniale come lo è l’espediente narrativo, solo che non so se è una cosa mia o cosa ma per quanto avvincente ho trovato il film di un soporifero disarmante (sarà l’accento tirolese), ci ho messo due giorni a vederlo :oops:

Finale da pelle d’oca, seppur non chiarissima la scena del giovane Dr. Flores steso in riva al lago con la ragazza accanto è davvero inquietante, con la gaggia che boccheggia come appena pescata

Per curiosità, nel libro come viene descritta e spiegata quest’ultima scena?

Imitando il capo Swat, visto che stasera mi avanzavano un paio di ore me lo sono guardato su on-demand. A me è piaciuto, leggermente intricato ma scorrevole, ottimo direi Tony Servillo, al suo livello anche Reno, carini anche i motivetti musicali. Graziosa Lucrezia guidone, moglie del prof martini. E visto che Caltiki mi provoca :smiley: , ecco che ci casco e vi dico:

  • l’ambientazione ed un certo modo di indagare mi hanno ricordato la serie Rocco schiavone, con Marco giallini vice questore ad Aosta (serie che ho trovato interessante)
  • l’idea del ragazzo con la telecamera che spia la compagna di classe rimanda assolutamente ad american beauty
  • l’assassino che torna a colpire dopo anni, in realtà sfrutta il passato a suo favore, rimanda invece a nonhosonno
  • il colpo di scena finale, con Reno colpevole e la sua scatola di ciocche sa molto di i soliti sospetti/kaiser soze
  • sempre l’ambientazione ha un che di già visto in fiumi di porpora, guarda caso anche questo con Jean Reno

Eppure, come dicevo, pur avendo alcune analogie con altre pellicole, cosa comunque normale, rimane un film godibilissimo. “Vedetevelo”, vi garberà. Forse… :smiley:

Appena finito di vedere in br. Dal punto di vista tecnico e formale è decisamente una spanna abbondante sopra la produzione media nazionale. Ma come thriller, o giallo, o presunti tali, alla fine mi sono sentito preso per il culo. Lungaggini, alcuni attori inadeguati, troppi riferimenti cinematografici buttati giusto per far vedere che Carrisi è cool (quindi un po’ di “Silenzio degli innocenti”, di “Fargo”, e pure “I fiumi di porpora”). Ma anche cadute nel ridicolo, col personaggio della giornalista tv, una Galatea Ranzi simil-strega. E che tristezza, signori cari, vedere l’ex strafiga anni '80 Greta “tette d’oro” Scacchi in versione ciabatta stagionata. Ma almeno Servillo e un Boni barbuto sono ottimi, misurati. Reno è sempre Reno, e mi basta. Il colpo di scena finale, è di quelli da sputare in faccia al regista. Sufficienza risicatissima, insomma. E il fatto che abbia vinto il David come miglior opera prima, ti fa proprio pensare “Annamo bene…”. Tempi tristi…