Un buon film di Risi con un grande Tognazzi e una sensualissima Muti.
Molto appropriata la colonna sonora di Trovajoli
Sulle rive del placido Lago Maggiore e sulle note di Armando Trovajoli, Risi ambienta questo racconto tratto dall’omonimo romanzo di Piero Chiara, un gioco di pulsioni, frustrazioni e tradimenti che lascia poco spazio all’immaginazione.
aggiungo che ricordo lessi (forse su un vecchio nocturno)un intervista a Chiara ,che qui fa pure un breve cameo se non ricordo male,che non era molto soddisfatto dl film e trovava la scelta della Muti sbagliata
film molto amato, ma che avendo prima letto il romanzo e poi visto il film mi deluse non poco. Nella trama del film non c’è che un filo dell’ambiguità e del mistero del romanzo, nel film la natura del personaggio di Tognazzi è del tutto esplicita mentre nel romanzo affiora lentamente, il rapporto tra Tognazzi e Dewaere molto meno intrigante, manca il tema dell’entusiasmo per una nuova amicizia e della fiducia che viene lentamente corrosa dal dubbio, nel film l’amicizia tra i due risulta molto più fake e superficiale di quanto sia nel romanzo, l’aspetto psicologico nel romanzo è centrale mentre nel film è davvero basico.
mah…ti rispondo da accanito Chiarofilo ,secondo me lo "spirito"del romanzo cè,traspare,certo le tue critiche un fondo di verita’ la possiedono,pero’ stiamo parlando di un film di Risi con Tognazzi protagonista,e quindi sai in partenza che toni ,umori,atmosfere il film prenda,quella di risi e tognazzi appunto,purtuttavia ,mi ripeto,per me è una trasposizione riuscita
Preso il br. Qualità molto buona, ma immagine un po’ troppo “schiarita”. Perciò, almeno nelle scene all’aperto, pressoché priva di contrasto e chiaroscuri. Si poteva fare meglio, quindi. Una nota relativa al doppiaggio: le ultime due battute di Dewaere, alla fine del film, sono pronunciate da un altro doppiatore. Il francese ha qui la voce di Pino Colizzi. Ebbene, non si sa perché, ma le suddette battute alla fine sono invece affidate a Cesare Barbetti. Curioso…