La valle delle bambole (Jacqueline Susann, 1966)

Appena finito di leggere questo romanzo trovato casualmente in uno di quei contenitori esterni in cui si mettono dei libri per prenderne altri altrimenti non avrei mai pensato di leggerlo. Non è grande letteratura, indubbiamente, però la Susann sapeva scrivere e sapeva come tenere testa l’attenzione del lettore e soprattutto della lettrice. Nessuno di voi lo leggerà mai ma sappiate che rispetto al film ci sono molte differenze e sono tutte a favore del libro. Probabilmente certe cose nel 1967, anno di produzione del film, non era ancora possibile filmarle per quanto il libro non induge in particolari particolarmente scabrosi. La più evidente, almeno vedendo le foto di scena, è che il film ambientato nel periodo in cui è stato girato mentre il libro si svolge tra il 1945 e il 1963. Un’altra cosa interessante è che l’autrice non parteggia per le proprie creature e che un paio di loro, Jennifer e Miriam, si rivelano molto più intelligenti ed accorte di quello che poteva sembrare all’inizio. La bellissima Jennifer, nel film interpretata dalla povera Sharon Tate, viene scritturata in un grande musical esclusivamente per fare alla lettera la bella statuina. Cioè mostrarsi ferma durante un paio di scene come se il protagonista del musical in cui è coinvolta la sognasse. Inizialmente sembra solo un’oca giuliva ma in realtà è una ragazza molto profonda e sensibile e si rende perfettamente conto di non avere alcun talento se non quello della propria bellezza. Ovviamente le succederanno tutta una serie di cose. Miriam invece è la sorella maggiore apparentemente virago del cantante bellone Tony Polar che diventerà proprio marito di Jennifer ma che in realtà custodisce un tremendo segreto riguardo il fratello (il giovanotto è destinato alla pazzia, probabilmente ereditata dal padre che non è quello di lei, e lei si è votata anima e corpo alla carriera del fratello sapendo che prima o poi dovrà essere rinchiuso in manicomio e allora cerca di accumulare più soldi possibili non per se, che fa una vita frugale tanto da essere ancora vergine a 44 anni, ma per garantire al fratello le cure in una struttura di alto livello soprattutto quando lei non ci sarà più). Se mai vi capitasse e se mai vi interessasse nonostante non sia un libro brevissimo, circa 415 pagine, lo si beve in non più di 3-4 giorni come è successo a me. Riguardo il titolo le bambole non sono le protagoniste ma le capsule usate per dormire, soprattutto il Seconal di colore rosso, quelle per rimanere sveglie, gialle, e quelle per dimagrire, verdi (poi arriveranno anche quelle blu e quelle multicolore), anche se non viene spiegato perché sono chiamate così.
Il film diretto da Russ Meyer, Lungo la valle delle bambole, non ha niente a che fare questa storia.

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In patria, fu un libro vendutissimo. Il film, nonostante le feroci stroncature (e una pessima nomea che lo accompagna ancora oggi. Meritata? Non saprei…:face_without_mouth:), un gran successo. Quasi esclusivamente sul mercato yankee, peraltro. La Susann, ad ogni modo, era una ex attrice. Di scarso livello. Resasi conto dell’aria che NON tirava a suo favore, si riciclò come scrittrice. Memore anche di quello che aveva fatto, visto e sentito a Hollywood. E le andò di lusso. Ma non duro’ molto: morì a soli 56 anni, per cancro ai polmoni…:pensive_face::skull_and_crossbones:

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C’è da aggiungere che nel film hanno cercato di mettere una specie di lieto fine cosa che invece nel libro non c’è. C’è chi si suicida, chi passerà il resto della sua vita nel grande successo ma anche in grande solitudine circondata soprattutto dalle sue ‘bambole’ e chi si adeguerà dopo aver cercato in tutti i modi di rimanerne fuori (questo è sicuramente il personaggio volutamente più irritante) mancando completamente di amor proprio.

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