Lambada Blu (Lorenzo Onorati, 1989)

Film-non-film di Onorati, nel senso che tolte le reiterate ed estenuanti scene di ballo (retaggio del giovanilismo danzereccio filmico degli anni '80), la recitazione aberrante degli “attori” (Malù, la Di Petro, Valentine Demy, una tizia tutta gonfia rispondente al nome di Valentina Goya, Paolo Romboli nella parte di un commissario che, per fattezze, pare uscito da un porno casereccio di quart’ordine), la location poveristica e monotematica, i dialoghi risibili e la sceneggiatura di una paginetta, si fa fatica a individuare questa operazione come qualcosa di più di una semplice occasione per mostrare lingerie e carnazza a buon mercato. Pure le scene “calde” non sono niente di che, fatta eccezione magari per quella conclusiva (Malù e Romboli che sifonano avvolti in una calda luce bluastra).

La lambada che si sentiva ogni tanto era tremendamente orecchiabile, tanto che ogni tanto la canticchio ancora…