Le castagne sono buone

Regìa di Pietro Germi, 1970
Con Gianni Morandi, Stefania Casini, Nicoletta Machiavelli, Franco Fabrizi, Milla Sannoner, Giuseppe Rinaldi, Fortunato Cecilia, Steffen Zacharias


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Non chiedetemi perché, ma mi è sempre piaciuto tanto questo penultimo film di Germi, considerato una mezza puttanata senile quasi ovunque. Delicata storia d’amore tra Morandi e la Casini, le splendide musiche di Carlo Rustichelli… ok Germi era un moralista e gli stavano ampiamente sulle palle i giovani contestatori-capelloni, ma non c’era bisogno di questo film per rendersene conto.
Germi appare anche in un veloce cameo:

Vhs domovideo che mi puzza di tagli ma non ne so molto di più. Anni fa il film passava su rete4, mi pare: inedito invece in dvd (purtroppo).

Partendo dal presupposto che questo film è davvero una summa immane di banalità (altro che I girasoli…),
ha comunque -e qui concordo con Renato- un suo fascino “perverso”, che ti obbliga a vederlo fino alla fine.
Ripensandoci, penso che (almeno nel mio caso), sia stata quell’atmosfera anni 70 che permea tutto il film…
Ho trovato ripugnante il suono gutturale emesso da Morandi in occasione delle risate, propalato a più non posso, mentre ho rivalutato la prestanza fisica di Stefania Casini.

Ho ritrovato sere fa dei ritagli del Corriere dello Sport degli anni 70 dentro una cartellina che mio padre conservava gelosamente e andava molto fiero dove veniva immortalato nella portineria del grande albergo dove lavorava(era primo portiere) con molti componenti della Nazionale azzurra prima della partenza per il Mondiale del Messico.
Su tutti, fin da ragazzino, mi raccontava della bella amicizia che lo aveva legato con Rombo di tuono tanto che parafrasando un giornalista intitolò l’articolo "l’unico portiere che non ha paura di Gigi Riva** visto che il marcatore quell’anno vinse lo scudetto con il Cagliari e fu la bestia nera dei portieri in campionato segnando 21 goal.
Tra le varie scartoffie calcistiche aveva conservato la cronaca dell’infortunio che capitò al bomber il 31 ottobre a Vienna, durante l’incontro contro l’Austria per opera del difensore Norbert Hof, che gli procurò la frattura di tibia e perone della gamba destra.
Questo gravissimo incidente, avvenuto al 76° minuto di gioco, compromise non solo la stagione del bomber con il Cagliari, ma segnò profondamente il resto della sua carriera calcistica.
Voi direte cosa c’entra con il film di Pietro Germi…al tempo.
Navigando sul tubo ho trovato una piccola sintesi della partita affinchè studiassi più a fondo la gravità e l’intenzione del giocatore austriaco, ma improvvisamente qualcos’altro ha catturato la mia attenzione.
Avete fatto caso questo frame che ho allegato tra le varie reclame lungo il campo e sulle tribune cosa c’è?

Eh già la pubblicità del film, che era uscito in Italia, il giorno prima in varie città.
E pensare che fino alla metà degli anni settanta difficilmente negli stadi venivano reclamizzate pellicole destinate al grande schermo; solo negli anni successivi durante l’attesa dell’incontro, tra Caffè Sport Borghetti, Stock 84, le spezie Pirampepe, i primi negozi Cisalfa, vari ristoranti romani(questo era quello che capitava allo Stadio Olimpico)ogni tanto un “trailers vocale” passava.
Per la cronaca vinse l’Italia 2 a 1 e a quattro minuti dalla fine della partita, Albertosi parò un calcio di rigore calciato da Ettmayer.

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