Lei mi odia - She Hate Me (Spike Lee, 2004)

Con Anthony Mackie, Kerry Washington, Ellen Barkin, John Turturro, Monica Bellucci, Woody Harrelson, Brian Dennehy

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Floppone di Spike Lee, e vedendolo non ci si chiede certo il perché. Film scombinatissimo, che unisce una storia vagamente basata sul crac Enron con la vicenda di A.Mackie, che dopo aver perso il suo posto di lavoro in una grossa azienda farmaceutica si mette ad inseminare lesbiche in fregola di maternità.

Troppa carne al fuoco, forse, ma anche troppe scelte francamente deliranti: i flashback del watergate, le animazioni con gli spermatozoi che fecondano gli ovuli, la Bellucci figlia di John Turturro (certo, come no)… inoltre gli sterotipi sui quali vorrebbe giocare la sceneggiatura non funzionano per niente: gli italiani ovviamente mafiosi con il poster del Padrino in casa, la Bellucci che nel film si chiama addirittura Mafia e così via.

Restano da ricordare un paio di cosette: le chiappe di Kerry Washington e la strepitosa imitazione di Marlon Brando che fa John Turturro… i due minuti migliori di un film che arriva quasi a 135’.

Lo trovai terribile e lo abbandonai dopo un’ora o forse ancora meno. Lo vidi in tv in Francia.

A Renato che l’ha visto tutto chiedo se nel film si capisce il perché del titolo originale sgrammaticato…

Sì, a un certo punto A.Mackie lo spiega al suo ex collega; si riferisce ad un giocatore di football americano che si faceva chiamare He hate me… lui invece adatta la frase alla sua ex fidanzata K.Washington, che lo trascina nel business delle fecondazione delle lesbiche.

In ogni modo anche il titolo stupidissimo penso abbia contribuito al flop del film. Nel dvd (italiano) ci sono anche delle scene tagliate… non oso immaginare quanto potesse durare il primo montaggio.

Rod Smart, RB e kick returner dei Las Vegas Outlaws della (defunta) XFL.
Sulla pagina di wikipedia è spiegata la scelta del nickname.

http://en.wikipedia.org/wiki/Rod_Smart

Questo giocatore, mediocre invero, è molto famoso negli U.S.A. proprio per la scritta (sgrammaticata) sulla maglia da gioco, per chi non segue il football però è praticamente uno sconosciuto.

Dimenticavo di sottolineare la presenza ultra-stracult di Daniel Bennent, il bambino de Il tamburo di latta