Grazzini uno di noi! The Exorciccio culto assoluto.
Solo per il coraggio dimostrato nel parodiare “L’esorcista” il grande Ciccio meriterebbe qualche statua nelle piazze di altrettante città italiane. Non si accettano reclami, basta già il titolo!
Irraggiungibile il survoltato Banfi in Sciamuninn rock, una fra le colonne sonore più travolgenti della decade.
Alessio Di Rocco sul sito Gorezilla afferma che buona parte del film venne in realtà diretta da Sergio Garrone.
Devo ammettere che il film non mi ha mai fatto ridere. Ingrassia da solo non funzionava come attore comico (come per certi versi non funzionava Franchi che da solo era lasciato un po’ troppo a se stesso). Era meglio se si concentrava sulla carriera da attore drammatico. La parte del leone la fa Lino Banfi che però poco può con una sceneggiatura inesistente e battute che davvero non riesco a capire come potessero suscitare la risata. Peccato perché l’introduzione con i sottotitoli in arabo (probabilmente frasi a caso) prometteva meraviglie. Lapidatemi pure.
Questo film, oltre ad essere uno dei miei preferiti di sempre, lo considero un capolavoro. Momenti memorabili in quantità uniti a quel gusto casereccio che fa, del cinema di genere, il suo punto di forza. Ingrassia gira con costi non elevati una parodia ben riuscita de L’esorcista, al quale fa il verso con un’ironia di altra epoca. Il cast vanta un Lino Banfi strepitoso a cui si aggiunge un Ingrassia a suo agio anche senza Franchi. Belle le musichette. Geniali i sottotitoli all’inizio. La villetta in cui il film è ambientato era di proprietà di Ingrassia stesso, mentre la Rosaria Calì (in veste di produttrice per la Ingra cinematografica) è la moglie di Ciccio. Il film nasce con la visione del manifesto de L’esorcista un pomeriggio da parte di Ingrassia stesso, il quale tornando a casa disse di avere un’idea. Dopo la proiezione presso l’Anica il film venne scritto. Lessi da qualche parte che al film collaborò, addirittura, Federico Fellini per amicizia nei confronti di Ingrassia. Quest’ultima cosa la prenderei come non troppo veritiera
A me ha sempre colpito la sequenza in cui Ciccio Ingrassia si dirige verso la casa di Lino Banfi, quando vedono il cartello “caduta matti” e piomba giù Jimmy il Fenomeno… sembra quasi cinema sperimentale, non so, mi fa un effetto strano
Un messaggio è stato unito a un argomento esistente: Paolo il freddo (Ciccio Ingrassia, 1974)
Un messaggio è stato unito a un argomento esistente: Paolo il freddo (Ciccio Ingrassia, 1974)
Più che altro quasi a livello dell’indigenza. Ingrassia mise una parte dei soldi, mentre il resto venne dato dall’anticipo della distribuzione (la Dear). Ma anche così non bastarono (questo lo disse lo stesso Ingrassia). Dunque si dovette fare di necessità virtù. Penso che alla fine ci rientrarono perché il film incassò poco meno di 700 milioni, ma portò l’artista siciliano a non ripetere più l’esperienza né come regista (anche se, come scritto sopra, pare che il film venne diretto principalmente da Sergio Garrone), né soprattutto come produttore.
Il film non venne prodotto dallo stesso Ingrassia? C’è da dire che dopo questo film la carriera del comico ebbe una fase di stallo, ecco perché non si cimentò più dietro la mdp. Aveva in progetto il sequel, ovvero: L’esorciccio contro King Kong
Si, con la sua Ingra Cinematografica, ma allora era prassi per i produttori (anche quelli più potenti) farsi dare anticipi dai distributori (a meno che distribuzione e produzione non coincidevano, ma era una cosa che si potevano permettere in molto pochi come la Cineriz) se non addirittura dagli esercenti che si garantivano questo o quel film in base a quanto finanziavano. Poi c’era la Banca Nazionale del Lavoro che finanziava in maniera a dir poco scriteriata, ma questo è un altro discorso.
Spero sinceramente che fosse soltanto una trovata.
Va bene che venne aiutato dalla distribuzione ma non credo che il film costò cifre enormi. Credo che non solo coprirono i costi, ma che ci fu anche un guadagno. Sul sequel ti posso dire che qualcosa di scritto c’era
Anche se non riuscì ad entrare fra i primi 100 della stagione cinematografica 74-75, il film incassò comunque 692.986.715 lire; dunque sicuramente ci rientrarono.
Che alla fine è annunciato un L’esorciccio contro King Kong (in anticipo di quasi due anni rispetto il film di Guillermin tra l’altro) l’ho letto anch’io, certo. Ho scritto che spero il titolo essere stato solo una trovata in quanto se mai realizzato lo immagino di un livello così basso che sarebbe stato difficile anche per lo stesso Ingrassia difenderlo. Per la cronaca: L’esorcista fu il secondo film più visto della stessa stagione preceduto solo da Fantozzi.
Ah già, dimenticavo questa cosa. Però fu più il fatto che questo ragioniere si intascò i soldi a danno di Ingrassia che non la mancanza di introiti. Ad ogni modo successivamente Ingrassia non parlò mai molto volentieri del film.
Rodar, per curiosità, che fonte utilizzi (tra le molte esistenti e discordanti) per i dati sugli incassi stagionali, i cataloghi Bolaffi?
Per gli incassi Platea in piedi, per le classifiche il sito Hit parade Italia.
Questa denuncia si riferisce al film Paolo il freddo e non a L’Esorciccio. Il ragioniere di Ingrassia scappò con tutti i soldi che servivano per produrre il film
Che comunque venne realizzato.
Non solo ci rientrarono bensì ci guadagnarono. Il film non costò un capitale considerando la povertà di mezzi
Non possiamo saperlo. Può darsi che sarebbe stato divertente quanto il primo
Riguardo il film.
Lo ritengo misero, anche a livello comico. Mi ha fatto ridere in 2 massimo tre circostanze: il cliente che imita Franco Franchi e viene buttato fuori dalla finestra; quando risponde al telefono e dice “Qui la sarcicci… ehm l’esorciccio”; lo scatenato ballo finale sul tavolo.
Però bisogna dire che le prime scene, quelle dello scavo, sono - quasi - degne di Friedkin. Secondo me il 98% del budget è andato lì, e con il restante 2% hanno girato il resto del film.
