L'Hard pioneristico italiota più estremo...

Su internet IL CAPRICCIO DI PAOLA è disponibile solo per una durata di 55 minuti, mentre la durata completa è di 63.

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…non stai cercando bene… :wink:

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Comprendo che i miei gusti possono anche non essere condivisibili ma non si può pretendere che ognuno abbia gli stessi. C’è chi è juventino, chi interista, chi tifa per la Roma e chi per il Ladispoli, io sono ultrà della commedia sexy e delle luci rosse ITALIANE (capoultrà di Marina), ne sono fiero e orgoglioso, amo questo cinema scapestrato e realizzato senza il bisogno dei miliardi, l’ho sempre difeso e sempre lo difenderò. E mi dispiace che noi italiani abbiamo il vizio di guardare sempre allo straniero come modello da imitare, disprezzando il made in Italy che invece all’estero è stato sempre sinonimo di garanzia di originalità, e spesso capito, rivalutato e ridato alle stampe prima che da noi.
Non vi piace "Marina e la sua bestia "? Film coerente e fedelissimo alla linea, che vi aspettavate? Due esponenti della borghesia che lui in frac e lei in abito da cerimonia si scambiano un bacio alla francese in un salone della reggia di Caserta?

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“De gustibus”, quando si parla di zoofilia e coprofilia (e coprofagia…:shushing_face:), è espressione abusata, ma inevitabile e consona. E per quanto mi riguarda, va usata anche quando solo si pronuncia, il fatidico nome. Cioè “Andrea Bianchi”…:face_without_mouth::face_without_mouth::face_without_mouth::-1::-1:

Non vedo queste scene con fini onanistici, però mi diletto a cercare di capire se sono vere o finte con lo spirito divertito di quando vedevo al circo il domatore che infilava la testa nelle fauci del leone o la ballerina brasiliana che ingoiava la testa del pitone.

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Perché c’è porno e porno. Pure l’hard, almeno quello “storico”, ha opere di alto, medio, e basso (o bassissimo..) livello. Idem dicasi per i registi coinvolti: abbiamo autori, professionisti, onesti artigiani, cialtroni scalzacani. Ecco perché il signor Napoli (insieme al Grattarola, ed altri) si è impegnato per oltre un decennio, nella realizzazione del tomo in esame. Spero di essere stato esauriente. Altrimenti, intervenga pure Napoli. Il diretto interessato, il Maestro. Autorevole ed esperto. Mentre io, oggi come ieri, rimango modesto allievo…:smiling_face::wink::smirking_face:

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Ha già risposto Zardoz come meglio non si sarebbe potuto fare. Aggiungo solo che a me il porno ha sempre interessato come ultima tappa del cinema di genere, cioè sempre e solo in un’ottica cinematografica. E sempre e solo rispettando le gerarchie di valore tra questo cinema “de-generato” e il cinema “di genere” del passato.

E infine, come dice Zardoz, ma perché vi concentrate su questi film imbarazzanti (Sacco, Bianchi, ecc.), e trascurate invece i capolavori del filone italiano (alcuni film di Joe D’Amato, qualcosa di Gaburro, Pat di Cavallone, e poco altro)?

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Con questo messaggio hai dato sfoggio di ignoranza e mostrato a tutti che non sei qui in qualità di amante del cinema ma solo in qualità di amante delle perversioni presenti negli aberranti filmetti che commenti.

Complimenti.

Lascio ad @A_N , uno degli storici del cinema a 360° più competenti che io conosca, la spiegazione del perché abbia focalizzato una parte delle sue ricerche sul cinema hardcore.
Mi lascia basito il fatto che solo perché uno si sia dedicato allo studio di un argomento così underground e e complesso (e quindi bisognoso di approfondimento e ricerca) lo si additi implicitamente come un segaiolo. Allucinante.

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Io non provo disgusto per certi contenuti (però non riesco a capire che cosa ci sia di eccitante o anche solo di divertente in scene di coprofilia o zoerastia). Provo invece disgusto per questi film che non hanno niente a che vedere con il cinema nel senso più nobile, o anche solo artigianale, del termine.

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No. Sono un fan del porno italiano in generale, non solo di Andrea Bianchi e Arduino Sacco. Sono diventato fan di Bianchi dopo aver visto i suoi film horror, prima ancora di sapere che facesse porno. Per quanto riguarda Sacco, ciò che apprezzo di più in lui è il suo modo insolito di girare e montare. I contenuti “estremi” in quasi tutti quei film sono così ridicolmente falsi da sembrare più divertenti che scioccanti.

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Ma se fossimo al cineclub di Tullio Kezich potrei anche capire… è così facile, ognuno ha le sue aspettative, io se un’opera mi colpisce perché fa vedere qualcosa di originale (e non parlo solo di performance estreme) la reputo un ottimo lavoro, senza fare come “i soliti italiani”. Dovete sapere infatti che purtroppo in Italia devi morire affinché la critica riconosca la tua arte, succede ovunque dal cinema (fra i casi più clamorosi Totò e Franco & Ciccio) alla musica. O che ti vada benissimo devono passare almeno 40 anni. Chissà perché bisogna per forza demolire di critiche il prodotto locale, io non lo capirò mai. I film di cui parlavamo questi giorni… cosa vuoi aggiungere? Il fatto che a 40 anni di distanza c’è gente come noi che quasi ci litiga sopra… che cosa ci dimostra? Com’è che invece altre pellicole non riescono a far brillare questa scintilla, a dar fuoco alla miccia? È così facile.

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Solo per capire meglio, perchè parli di critiche al prodotto locale? Mi sembra che ci si riferisca a particolari titoli o registi non a tutta la cinematografia porno italiana a vantaggio di quella estera.
Per dire, nonostante siano defunti da tempo io continuo a pensare che i Franco & Ciccio che hai citato abbiano fatto sempre film modesti, ma non mi sento un esterofilo così come non credo che lo sia chi non apprezzi Sacco o i Bianchi.

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per curiosita’,mi citi un titolo di hard di alto livello del periodo “storico”?

Mi sono dilungato uscendo un po fuori traccia, pardon.

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Poi parlavo della critica quella “seria”.

Emanuelle in America.

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Secondo me è da identificare in tutto questo gorgo una ponderata via di mezzo. Il cinema porno italiano pone le sue fondamenta nelle rovine di quello che era stato un tempo il buon cinema di genere nostrano. Quindi, nasce e si sviluppa in una situazione di gravosa assenza di capitali e mezzi, sostituita invece spesso da quella grande fantasia di autori che volente o nolente, hanno rappresentato amplessi confezionandoli con inventive originali spesso interessanti.

Ma come già detto, ogni genere ha i suoi punti deboli ed essendo purtroppo la produzione hardcore dei primordi non troppo estesa rispetto a quella di altri generi cinematografici, prevalgono purtroppo film di bassa qualità, elemento che (sicuramente anche per via di certi contenuti) ne ha compromesso negli anni una seria rivalutazione se non da parte di pochissimi eletti.

Autori come Sacco o come Bianchi, hanno abbracciato il genere come tanti altri per necessità economica ma hanno anche di certo sfruttato l’occasione per mettere a nudo davanti all’obiettivo le proprie bizzarre visioni, che invece nelle rispettive filmografie tradizionali venivano assai timidamente accennate. È proprio la piccolezza di queste produzioni e la conseguente totale passività del pubblico di destinazione che ha permesso ai Nostri ed altri autori di sbizzarrirsi senza alcuna inibizione. E a noi oggi cosa resta? Una serie di film girati certo con la massima libertà artistica e tecnica ma pregni conseguentemente di una maleodorante aurea malata, perversa, malinconica, neanche oggi accettabile per il medio fruitore di contenuti hardcore. Resta quindi al singolo decidere, dopo quasi mezzo secolo, di accettare questo materiale per apprezzare un curioso periodo di massima espressività creativa o rifiutare tutto in nome della propria morale e della conservazione del proprio essere.

Chi mi conosce sa benissimo quanto amore abbia per Sacco e per la sua storia, che mi ha spinto a rifugiarmi una settimana in Basilicata solo per potermela fare raccontare integralmente e tramandarla ai posteri ma sono certo ben lontano dal riconoscere detti film come capolavori indiscussi del genere, perché di fronte all’imbarazzo di certe scene, anziché confondere il mio disappunto con la meraviglia, riconosco evidenti limiti tecnici e registici, nonché l’adozione di certe idee particolarmente discutibili. È un tipo di cinema bizzarro, si apprezza - ripeto - per la sua verve a sé stante ma siamo sicuramente ben lontani dai veri capolavori del genere (come un Luca & Fanny o un Sesso nero) fatti da persone che hanno saputo controllare la propria libertà creativa, distinguendo i propri sogni folli da ciò che era invece commercialmente accettabile, ponderando quindi la fantasia senza prevaricare sul rispetto per la decenza e la grazia dell’impostazione scenica.

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Per Gianni: io mi riferivo soprattutto a prodotti esteri. Per quelli italiani, lascio la parola agli esperti del forum. È comunque ovvio che pure da noi la “varietà” di livello artistico c’era. Di sicuro,anche durante la “Golden Age”, il porno nazionale globalmente non è esaltante. Dopodiché, va rilevato come la pornografia filmica nostrana non ha mai “generato” un Gerard Damiano o un Metzger, per fare appunto un paio di nomi precisi. Ci sarebbe un terzo dato inconfutabile: l’hard nostrano, aveva cialtroni in abbondanza. Sia come produttori, che per quanto riguarda i COSIDDETTI registi. E in ambo i casi, nomi (e cognomi..:smirking_face:) sono noti, anzi FAMIGERATI..:-1::smiling_face_with_horns::skull_and_crossbones:

parlo da ignorante ,ma interessato all argomento,che secondo me è piu profondo di quello che puo’ sembrare,la mia era una domanda sincera,non una provocazione…per Lindo ,emanuelle in america ,ti riferisci ad una versione hard del film di aristide?io lo vidi tempo fa ..forse di hard c era proprio una scena zoofila…xo hai ragione,in questo senso era un prodotto di alto livello

concordo con quanto ha detto benissimo Carlitos…la questione del livello,sta nel budget sostanzialmente?per me nel caso del cinema pornografico,che è un cinema per me ,a se’ stante da tutto il resto,non so se possa essere quella la discriminante di film porno di lato,medio,basso livello..la fruizione di film pornografici coinvolge la nostra psiche a livelli profondi ,e non si scappa dalla questione del " de gustibus",almeno per me.un film porno puo essere costato milioni,avere fotografia e regia eccellente,un esempio i classici film americani anni 80,90 con le bionde maggiorate..ma a me non dicono nulla ,annoiano ..dovrei definirli film porno di alto livello?mah…