Liza - La cagna (Marco Ferreri, 1972)

Com’è il dvd MINERVA?
Cut/uncut? Formato video?

Master 1.78 di buona qualità video, ma nell’edizione che ho visto (quella del 2005) ogni tanto avevo l’impressione di un leggero fuori sincrono con l’audio. Non so se la successiva ristampa (2012) abbia risolto questo (ipotetico) problema. Come extra ci sono due brevi interviste, una al direttore della fotografia Mario Vulpiani e l’altra al critico Adriano Aprà.

Un fotogramma:

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Visionabile in un master discreto su raiplay, et voilà:

Film stranissimo, sadomasochistico, difficile da commentare. I protagonisti sembrano usciti dalle novelle di Verga, quelle del ciclo dei Vinti. Credo vogliano sfuggire dalla realtà, e forse alla fine forse ci riescono…mah

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Esatto. Il tema della fuga dall’orrore della (borghese) quotidianità (oltre che della sua quasi impossibilità: l’unica via d’uscita concessa sarebbe la morte) è tipicamente ferreriano. Da parte di una certa critica viene accostato a Dillinger è morto nonché considerato quasi come una sorta di seguito (il personaggio interpretato da Mastroianni riprende quello che fu di Michel Piccoli).

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Visto ieri sera per la prima volta, in originale francese. Catherine e Marcello, giovani e belli, tra gli spledidi scenari di Lavezzi e Cavallò. Ma ricordano un po’ la Malta di Morel, natura bella e spietata, non a caso Lavezzi, location di uno dei più grossi disastri navali: la Semillante, fregata francese con 60 cannoni in rotta dal porto di Tolosa verso la Crimea e la sua guerra, il 15 Febbraio del 1855 si schiantò sull’isola, con la morte di tutti i 773 uomini a bordo; i due cimiteri che ricoprono l’isolotto ne sono testimonianza. Eros & thanatos fin dall’inizio, Liza come una sirena scaricata da uno yacht, Giorgio come eremita pescatore col suo cane Melampo che abita in una sorta di bunker (in realtà ubicato a Cavallò) della seconda guerra mondiale. In fuga dal resto del mondo, ma ci riusciranno veramente?

Musiche di Philippe Sarde, con un certo Stephane Grappelli agli assoli, Michel Piccoli e Corinne “Cleo” Marchand, da un racconto di Flaiano (Melanpus).

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Di Ferreri ho apprezzato molto il sodalizio con Tognazzi, un po’ meno quello con Mastroianni (esclusa La Grande Bouffe - La Grande Abbuffata (Marco Ferreri, 1973) naturalmente), ma senza nulla togliere all’originalità di questo lavoro tratto da un racconto di Flaiano, considerando anche l’annata (oggi sarebbe roba già analizzata e sezionata). La “regressione” improvvisa del personaggio di Liza è la cosa che meno mi ha convinto, così di punto in bianco senza un motivo o un vissuto spiegato allo spettatore…comunque, per chi non l’avesse fatto, consiglio la visione.

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