Storico film di Totò, ispirato ad un famoso (almeno a quel tempo) fatto di cronaca: il caso Bruneri-Canella. Divertente, e anche con un retrogusto amaro che emerge soprattutto nel finale. Cast notevolissimo, inutile dirlo: c’è anche Enrico Viarisio. Cameo del regista Sergio Corbucci.
Purtroppo sottoutilizzato Macario; vedendo le sue scene mi è venuto spontaneo pensare a che grande attore drammatico avrebbe potuto essere nell’ultima sua parte di carriera… e invece niente. Peccato.
Mitica la battuta di Nino Taranto In questo manicomio succedono cose da pazzi!
Qui Totò dimostra ancora una volta di essere stato un grande attore
Ispirato a un fatto realmente accaduto(Bruneri e Canella), che vedeva protagonista un reduce dalla Grande Guerra, alterna momenti comici di Totò, condivisi coi suoi fidati Macario e Nino Taranto, a sequenze in cui il tema originario preme più decisamente.Il finale è coraggioso salutando gli spettatori con uno dei momenti più famosi del repertorio da rivista di Totò: la parodia dei discorsi di Mussolini, qui in versione muta.
“Sergio Corbucci, che è un regista attento e di gusto (..) è riuscito ad evitare (che il film) degenerasse, anche nei momenti in cui Totò “vi dà dentro” (…). Totò è, come sempre, un comico lepidissimo, che ha trovato una spalla pieno d’umore in Nino Taranto (…)”. (V. Ricciuti, “Il Mattino” 20 settembre 1962)