Lords of Chaos (Jonas Åkerlund, 2018)

Il film è tratto dal libro omonimo (edito in Italia dalla benemerita Tsunami Edizioni dell’amico Slogun) e narra la storia della nascita e della tragica fine di alcuni componenti del gruppo Black Metal norvegese Mayhem.

Personalmente non sono un esperto del genere musicale in questione ma ho ritenuto opportuno documentarmi un po’ sulla vicenda prima di approcciarmi al film, leggendo poi anche alcune critiche sia al film che al libro devo dire che esco dalla visione estremamente combattuto. Non è un documentario sul Black Metal Norvegese, questo è certo, le altre band non vengono praticamente mai citate se non per poster, magliette e dischi. E’ invece molto concentrato sulle vicende dei protagonisti di una parte fondamentale di quel movimento: Euronymous, Dead, Burzum, Inner Circle. Non si può dire nemmeno che sia un film musicale, giacché per me la grande assente è la musica, ma leggo che nessuno degli eredi ha concesso al regista l’utilizzo dei brani originali, e questa cosa a me è mancata molto.

E’ sicuramente un quadro magari incompleto, su un gruppo di ragazzi che passano il loro tempo ascoltando musica, ubriacandosi, scopando ove possibile e progettando la conquista del mondo (qualcuno), il tutto in un paese la Norvegia, reso in realtà un non luogo, in effetti poteva essere un posto qualunque di una qualunque provincia del mondo.

E’ un film di finzione, nel senso che mi pare si sia preso parecchie libertà nel raccontare la tragica storia dei personaggi (seppur speravo in una maggiore profondità) che però da quel che vedo dalle foto d’epoca si è dato un gran da fare nelle ricostruzioni di luoghi e situazioni. Usa due registri diversi nel mettere in scena le situazioni e i personaggi, sembra canzonarli e prenderli poco sul serio nelle loro ossessioni e manie di grandezza (l’intervista a Varg/Burzum che è poi sicuramente il personaggio che ha ricevuto il trattamento più canzonatorio, con questa sua aurea da cattivo in stile 007), mentre assume un registro molto più serio e drammatico nel mettere in scena le efferatezze, i suicidi (per me la scena del suicidio di Dead è in alcuni momenti insostenibile) e gli omicidi.

Non so credo che tra gli amanti e i puristi del genere musicale, che magari si saranno nutriti della leggenda creata attorno a questi personaggi e a tutti gli accadimenti, ci sarà stato grande dibattito attorno al film, io devo dire che da conoscitore superficiale l’ho apprezzato nonostante un girato un po’ videoclipparo, e qualche momento davvero poco credibile (il taglio dei capelli di Euronymous proprio poco prima di essere ammazzzato…maddai). Dura quasi due ore, ma non mi sono mai annoiato se non forse negli ultimi 20 minuti dove perde un pochino di mordente. Visto su Youtube sottotitolato

Certo Burzum è quello che ne esce peggio, poi a lui, al di la del fatto che considera tutto il film un insieme di stronzate, non va proprio giù una cosa: “…a fat Jewish actor play the role of me”.
Le polemiche ci sono state, già da molto prima, da quando un regista svedese era stato scelto per girare un film sulla scena norvegese, immaginate lo smacco.
Tutta la vicenda è un mix di cosa vere, non vere, di montature, di leggende, che hanno sempre diviso a partire dal libro di Moynihan, lettura comunque molto interessante.
La verità esatta dei fatti non la sapremo mai, il film cerca di raccontare la vicenda e lo fa a volte anche con una certa crudezza. Considerando poi tutti i recenti biopic musicali che si sono presi delle libertà con inesattezze su fatti comunque certi, non starei a fare le pulci a Lord of Chaos ma lo prenderei, come dice Venticello, per quello che è, un lavoro di finzione.
A me comunque è piaciuto.

P.S.: in origine il film doveva essere girato da Sion Sono, la cosa non nascondo mi intrigava molto.

Ahahahahah comprensibile, tanto che quando Kristian (immagino quando gli avrà fatto piacere che lo chiamassero così per gran parte del film) si è palesato per la prima volta dal kebabbaro con al pezza degli Scorpions, non avevo nemmeno capito che fosse lui, in effetti foto e filmati dell’epoca lo mostrano decisamente diverso.

Il che spiega questa tuo considerazione:

Scherzi a parte, si sarà intuito che non amo quel tipo di musica (ma da ragazzino andavo matto per i Venom, inventori della definizione “Black metal”, con cui battezzarono il loro secondo lp). Ho però letto diverse cose sulle vicende narrate. Purtroppo mi mancano sia il volume edito da Max e soci - che ho aspettato per anni traducessero l’autobiografia di Andy Taylor, alla fine mi sono rassegnato e l’ho comprata in inglese - che questa pellicola. La recupererò quanto prima.

I subs sono spagnoli o c’è una versione che non riesco a trovare?

Sono curioso di vederlo anche se in realtà tutto quello che riguarda il black metal e quello che gli gira intorno non solo non mi piace ma m’inquieta. La roba più black che ho sentito e sento si limita ai sabbath…

EDIT: come non detto, l’ho trovato

:smiley:

Non sono un grande esperto era in realtà in relazione al fatto che so che qui dentro ci sono davvero grandi esperti, e quindi mettevo un po’ le mani avanti in caso avessi scritto qualche cazzata, ma ad essere sincero è un genere insieme ad altri della stessa derivazione che ho seguito per un bel po’ di tempo in passato, e per questo avrei voluto più musica

Un ringraziamento a chi ha subbato il film visto che i distributori nostrani non se lo sono filati per niente (effettivamente dubito che sarebbero rientrati dei costi nel nostro paese…).
Mi sembra che rispecchi abbastanza fedelmente tutte le storie/leggende su Mayem e Burzum ma non essendo un cultore del black metal (eufemismo) non mi spingo oltre. Mi è piaciuto ma mi ha lasciato un fastidioso velo d’inquietudine. Credo che difficilmente lo rivedrò in futuro.

PS:Fast as a Shark e Stand Up and Shout non c’entravano niente ma mi hanno tirato su il morale.

Bello, devo dire che mi è piaciuto nonostante del black metal norvegese non potrebbe fregarmene di meno.

È una storia decisamente malata (da prendere comunque con le pinze visto che sin dall’inizio del film appare un disclaimer che mette le mani avanti su eventuali licenze relative alla fedele rappresentazione dei fatti) che ho seguito con interesse.
Interessante comunque anche il fatto che questi ragazzini che si spacciavano come i Signori del Caos e del Male vengano alla fine rappresentati come un branco di scemotti disagiati. Immagino che in parecchi avranno storto il naso.
Ci sono alcune scene (almeno tre) decisamente crude e violente, parecchio toste.

Il blu ray Arrow è ottimo e contiene diversi extra.

All’epocadei fatti avevo 14-15 anni ed ero già un convinto metallaro. Seguii tutta la vicenda dalle riviste italiane metal dell’epoca. Uscirono degli speciali che credo di avere ancora conservato con tutta la storia delle chiese, di Burzum, Dead, Euronymous…persino le foto non censurate del suicidio di Dead
Negli anni, pur non essendo un amante del black metal scandinavo, ho avuto modo di leggere e approfondire molto bene tutte le vicende legate a quel momento e ai fatti del film
Prima su internet, seguendo il blog dal carcere di Burzum in cui racconta dettagliatamente la sua versione dei fatti. Poi con l’acquisto del libro svriati anni fa, appena fu tradotto e pubblicato anche in Italia
Oltre alle testimonianza di tutti i protagonisti della scena black di allora, in questo il web è una miniera inesauribile di informazioni di prima mano, tra siti, interviste, blog ecc
Oltre al film c’è anche un documentario molto interessante

C’è da dire che ovviamene la verità non la sapremo mai. Il libro è molto bello, e oltre ai fatti di sangue narrati poi nel film, fa tutta la storia delle origini dei culti pagani e dell’immaginario cui si ispiravano quelle band. Oltre a riportare molti altri fatti di sangue che hanno intrecciato black metal, politica e credi religiosi in vari Paesi negli anni 80 e 90
Sui fatti narrati dal film, il libro fu già molto criticato all’epoca dai protagonisti ancora in vita della vicenda e anche il film si discosta ulteriormente da quella versione. Ci sono parti che sembrano assolutamente inventate per ragioni puramente cinematografiche (bisognava un po’ romanzare il tutto), altre in cui si sono integrate pezzi di varie versioni diverse della storia.
Un buon film , ma bisogna guardarlo con la consapevolezza che le cose non sono andate proprio come narrate
Se davvero interessa la vicenda, consiglio di leggere il libro e cercare più info possibili sul web. E poi cercare di fare una quadra, perchè ripeto, la verità non la sapremo mai

Qui c’è tutta la storia dell’omicidio di Euronymous, e anche del prima e del dopo. Scritta in carcere nel 2004 da Varg Vykernes. E’ in italiano, vi consiglio di leggerla
La verità, ripeto, non la sapremo mai, è sempre meglio sentire tutte le campane
Personalmente ho trovato agghiacciante di come varg descriva l’omicidio da lui stesso commesso, come se stesse raccontando un film
https://burzum.org/eng/library/a_burzum_story02_it.shtml

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