Non fu affatto difficile recuperare un recapito di Lucio Montanaro, a Martina Franca (Ta), la sua città, lo conoscono tutti. E infatti essendoci dati appuntamento il 19 giugno del 2004 in un bar del centro fummo costretti a spostarci nella vicina concessionaria di un suo caro amico perché tutti - ma proprio tutti - gli avventori dopo averlo salutato insistevano per offrirgli caffè e pasticciotti interrompendo di continuo la nostra chiacchierata.
LINDO: In quale film avviene il tuo debutto?
LUCIO M.: “Vieni vieni amore mio”. Venne Vittorio Caprioli qui a Martina Franca perché aveva scelto questa bella cittadina al posto della Grecia e volevano trovare qua un personaggio caratteristico e io già a scuola ero un casinista molto allegro. Nella vita mi piaceva proprio lo spettacolo, ma era uno spettacolo inteso come purezza di cosa, non come ora che vogliono solo apparire… io ho lavorato sodo per arrivare a certi risultati e la vita poi mi ha premiato, grazie a Dio dopo questo film me ne ha fatti fare ben sessanta con programmi televisivi e via di seguito. E allora Vittorio Caprioli mi portò a Roma con sè, si innamorò del mio personaggio e lì a Roma mi affidarono a un’agenzia dove io ho lavorato per tanti anni entrando in una famiglia, quella della commedia all’italiana che, all’epoca, era un privilegio di pochi. Oggi non si capisce più niente, lo spettacolo lo hanno traviato… ‘sto modo di apparire… basta che appaiono…
LINDO: Io credevo che il tuo primo film fosse “Giubbe rosse” di Joe D’Amato…
LUCIO: Un regista molto molto bravo che poi si è rovinato perché ha preferito fare dei film porno, ma rimane un grande professionista. È stato il mio secondo film, recitavo a fianco di Lioner Stander, grande attore americano, facevo il ladro di galline.
LINDO: E veniamo a “La dottoressa del distretto militare” di Nando Cicero.
LUCIO: Aaah, che bei ricordi! È stato il momento in cui sono entrato nella grande famiglia di Luciano Martino, grande produttore, della Fenech… fu un trampolino di lancio, avevo ventun’anni, avevo appena finito la maturità classica.
LINDO: Sei arruolato anche nel dittico delle “soldatesse”, tutte le gag folli tipo la tazza del water collegata alla corrente industriale o le comparse mostruose come Farfallina e “La leoparda” erano invenzioni di…
LUCIO: Nando Cicero, perché Nando era e rimarrà un graaande regista. Uno dei pochi che aveva capito il cinema, una satira molto fresca la sua, e funzionava… il pubblico ancora oggi chiede questo. Mi ricordo bene gli scherzi che facevamo al colonnello, io usavo il detonatore nelle scarpe perché a casa lo usavamo per stappare il cesso! Gag che non si dimenticheranno mai. Sono film a cui sono molto affezionato, ne ho un ricordo molto bello.
LINDO: “L’insegnante va in collegio” lo avete girato qui a Martina Franca.
LUCIO: Tanti film abbiamo girato qui! L’insegnante va in collegio, L’infermiera di notte, Giovani, belle… probabilmente ricche, un film molto bello… La dottoressa preferisce i marinai tutto a Torre Canne… Una moglie, due amici, quattro amanti all’Hotel dell’Erba, Tutta da scoprire in una villa di Lecce e la mia scena in una discoteca di Lequile… e l’ultimo che è inedito, ancora deve uscire, Club vacanze dove siamo protagonisti io, Alvaro Vitali e Andy Luotto. Il mio amico Marco Giusti, il regista di Stracult, ha preso provvedimenti perchè il film esca, ha trovato un distributore, De Angelis. Anche “Se lo fai sono guai” sarà acquistato dalla televisione insieme a Club vacanze.
LINDO: Parliamo di donne, hai lavorato con tutte. Edwige Fenech?
LUCIO: La più bella donna del cinema italiano. Resta e rimarrà tale. Ricordo quando la vidi per la prima volta nuda… un privilegio di pochi! Molti miei amici ancora mi invidiano.
LINDO: Gloria Guida?
LUCIO: Molto bella, molto raffinata. Una bella bimba… ancora oggi continua ad essere molto bella, l’ho vista qualche tempo fa a Milano in Piazza del Duomo, ci siamo abbracciati.
LINDO: Nadia Cassini?
LUCIO: Molto bella! Un fondoschiena che rimarrà uno dei più belli del mondo. L’ho incontrata alla Rai, dopo trent’anni non è cambiata per niente.
LINDO: Oltre a lei in L’infermiera nella corsia dei militari c’è pure Karin Schubert.
LUCIO: Sì, l’ho incontrata, ma era un po’… non sapeva né di carne né di pesce.
LINDO: Vediamo se ti ricordi questa, a me piaceva molto, Niki Gentile.
LUCIO: Come no? Una bella americana. Mi ricordo che una sera non stava tanto bene, aveva mal di pancia, e io, essendo figlio di farmacista, le dissi che avrebbe dovuto prendere delle compresse contro l’aerofagia, contro le scorregge. Disse Niki Gentile: “Scorege? Cosa essere? Non capisco”, e noi a ridere.
LINDO: Che tipo era Marino Girolami che ti ha diretto in La liceale al mare con l’amica di papà?
LUCIO: Un grande maestro del cinema. Mariano Laurenti, Michele Massimo Tarantini, tutti grandi maestri da cui ho appreso molto. Mariano era una figura paterna, molto dolce, una persona amabile.
LINDO: Chi è che inventava tutti questi titoli dei film?
LUCIO: Nando Cicero ha inventato le dottoresse, Mariano Laurenti le insegnanti… Lino Banfi forse anche… Lino è molto bravo, amabile anche lui, forse quello che ha fatto la più bella carriera di tutti, ha sofferto molto, ha perseverato, non ha sbagliato mai.
LINDO: Nell’81 rientri nell’affollatissimo cast de “I carabbinieri”.
LUCIO: I carabbinieri… di Francesco Massaro! Molto bravo, grosso regista. Il produttore Galliano Juso era preoccupato all’uscita di questo film perché l’avevano informato che creava del vilipendio alle Forze Armate… era costato svariati milioni, lui lo svendette a pochissimo, il film uscì regolarmente, coi permessi dei generali, e incassò parecchi soldi.
LINDO: Dopo i carabbinieri non potevano mancare “I carabbimatti”…
LUCIO: Me lo ricordo sì, ero l’uomo-gallina su cui facevano gli esperimenti… e poi li mandavo tutti a quel paese. Ricordo con piacere Giorgio Ariani, fiorentino, grosso, con le bretelle, grande amico mio.
LINDO: “Miracoloni” è un altro film demenziale con la regia di Massaro.
LUCIO: Coi Gatti di Vicolo Miracoli! Bravi, simpatici, non possono che rimanere grandi ricordi. Io facevo S. Tommaso, non credevo se non toccavo. E io toccavo…
LINDO: “Quella peste di Pierina” della Marfoglia?
LUCIO: C’era un’attrice di teatro molto simpatica, Adriana Facchetti. E Jimmy il fenomeno bidello, un bravo figlio. Un grande caratterista… lui nella realtà è uguale al film. Arrivava a Martina, al Park Hotel dove alloggiavamo, metteva l’occhio a fuoco e diceva “Vorrei parlare col signor Park… posso parlare col signor Park?”, al posto di chiamarlo direttore. Un’altra figura molto bella era Nino Terzo, indimenticabile per il suo handicap fatto apposta.
LINDO: Come ti sei trovato in coppia con Vincenzo Crocitti ne “La settimana al mare”?
LUCIO: Bene, bene. Anna Maria Rizzoli molto simpatica, oltre che bella.
LINDO: Paola Senatore e Anna Maria Clementi?
LUCIO: Booone!! Tutte e due! Una meglio dell’altra.
LINDO: In questo film ci sono pure due grandi mattatori: Bombolo e Cannavale.
LUCIO: Grandi artisti! Bombolo è stato un grande amico. Stavamo girando il film e lui dormiva nella stanza con me, eravamo a Bagheria, Palermo. Finito di lavorare vado a fare una doccia e lui subito dopo “Ora me faccio pure io 'na doccia e ve raggiungo”. Dalla vasca da bagno andò a prendere della polvere profumata per lavarsi. Siccome noi andavamo fuori città non avevamo una lavanderia e i panni sporchi ce li lavavamo noi. Iniziò a fare la doccia con questa polvere… schiuma! SCHIUMA!!! Si era lavato col detersivo! Venne da noi e disse “Ma che cazzo era 'sta polvere che usciva schiuma da tutte le parti?!”, tutti noi a ridere… Bombolo era naturale, non faticava per far ridere, era spontaneo.
LINDO: Carmen Russo, Nadia Cassini e Olivia Link sono le tre protagoniste di “Giovani, belle… probabilmente ricche”, chi era la migliore?
LUCIO: Tutte! Ma in particolare Olivia Link perché somigliava a Marylin Monroe.
LINDO: Hai lavorato anche con Pingitore ne “Il tifoso, l’arbitro e il calciatore” a fianco di un Mario Carotenuto da oscar.
LUCIO: Con Pingitore ho fatto anche “Tre stelle” per Mediaset, con Alba Parietti, facevo il portiere del teatro. Mario Carotenuto… un maestro! Sto facendo di tutto per fondare a Martina il premio “Renzo Montagnani & Mario Carotenuto” in loro ricordo che sono stati per me oltre che due grandi amici due grandi maestri di cinema. Anche Pippo Franco un comico molto bravo.
LINDO: Che ricordi hai della tua parentesi napoletana assieme a Mario Merola e Nino D’angelo?
LUCIO: Anche loro grandi amici miei. Mario molto buono, Nino lo stesso. Mario è una figura più paterna, bravo attore oltre che bravo cantante, lui è l’amico del mondo.
LINDO: Insomma è impossibile sentirti parlar male di qualche tuo vecchio collega… non ti è mai capitato di litigare sul set?
LUCIO: Sì, con Alvaro Vitali. Perchè ha le sue fisime, certe volte non si comportava in maniera corretta. Comunque nulla di male, conservo e conserverò sempre un grandissimo ricordo anche di Alvaro, siamo amici. Però lui era molto geloso. Io non ho mai avuto invidia di nessuno, ognuno ha fatto quello che ha potuto fare.
LINDO: Perché la critica ce l’aveva a morte con questi film? Alcuni arrivavano a sostenere che fosse tutto improvvisato, che non esistesse un vero copione…
LUCIO: Perchè hanno dato addosso anche a uno come Totò? Perché Franco & Ciccio che sono stati due grandi geni della commedia all’italiana non hanno mai avuto un premio? Oggi i premi li prendono i cazzoni!.. Sì, molte gag noi le inventavamo al momento seguendo un canovaccio di sceneggiatura. C’era sempre una regolare sceneggiatura, che poi i registi ci mettevano in condizioni tali da farci dire le battute come noi ci sentivamo di dirle. Francesco Milizia, Gino Capone, quelli che scrivevano all’epoca per i comici erano tutti molto molto bravi. Oggi non esiste più uno scrittore che sappia scrivere per i comici.
LINDO: Qual è il film a cui sei più affezionato?
LUCIO: Tutti! Sono davvero gratificato da tanta gente che ti ferma e ti racconta le battute dei film. Questo determina il risultato del personaggio e soprattutto del successo dei film.
LINDO: “Colazzo ce l’ha piccolo così. Che cosa? Il prezzo!”.
LUCIO: Aaah! Un tormentone… la pubblicità del mobilificio Colazzo di Latiano, l’hai vista sulle emittenti private? Mi hanno chiamato loro, volevano trovare un comico tramite un’agenzia. Ho cominciato scherzando e poi ho chiuso, l’ho voluto io, perché è durata tredici anni.
LINDO: Proposte recenti?
LUCIO: Sto facendo con Marco Giusti “Stracult” per la televisione, un film a luglio con la produzione Tortuga con Raul Bova, Sabrina Ferilli, Ricky Tognazzi e Simona Izzo. È un film in cui i protagonisti sono i bambini, si chiama “La festa dell’ultimo giorno di scuola”. Dopo ho un film sulla mafia insieme a Karim Capuano che gireremo a S. Vito dei Normanni.
Il corpulento Lucio rimase così entusiasta del nostro incontro, ma così contento da invitarmi ad assistere alle riprese di una puntata di Stracult. Naturalmente non me lo feci ripetere due volte e mi presentai alla sede Rai. Riuscì ad accedere SOLO dopo l’intervento dello stesso attore che truccato come l’originale faceva la parodia di Mario Merola in alcune scenette ambientate in aereo. Davvero suggestivo vedere gli interni del velivolo ricostruiti perfettamente in studio come la troupe al lavoro. Non persi l’occasione per stringere la mano a Giusti, autore del fondamentale Dizionario dei film italiani stracult che nel '99 arrivò quasi a cambiarmi la vita (in meglio).










