Salve a tutti vorrei sapere se qualcuno di voi ha visto questo film di Bufalini e se è presente sul mercato una VHS ed un DVD. :oops:
Sul sito:
Appare quest’ immagine, non so se sia solo una bozza o se sia uscita veramente:
Curiosando online ne ho trovato un assaggio:
https://www.youtube.com/watch?v=AXjarHj40lQ&ab_channel=ManoloTurriDall'Orto
Bufalini è su facebook, per qualsiasi info risponderà senza problemi, immagino.
Gli ho mandato un messaggio, ma nessuna risposta…grazie ugualmente Giorgio
Rettifica, Giaovanni Bufalini mi ha risposto ed è stato veramente gentilissimo, un vero signore. E’ disposto anche a darmi una copia del Film, poi vi faccio sapere…
Finalmente sono riuscito a vedermi con “Il Bufa”, è una persona veramente cortese e simpatica. Un grande esperto di cinema con il quale ho passato 2 ore gustose parlando di Film e dei suoi lavori futuri. Mi ha dato una copia, con tanto di dedica, di Marasma Milano. Il mediometraggio è veramente godibile e ben girato, ricorda moltissimo Mondo cane 2000 ed il commento si accosta ad una ironia cinica come in Scusi lei conosce il sesso di De Sisti. Certo marasma milano è un’ opera acerba che affonda le radici in una giovane regista alla sua prima su un mondo movie, ma proprio questo la rende, a mio giudizio, più vera: un documentario nel documentario.
Peccato si tratti di un mediometraggio…Da riscoprire e rivalutare assolutamente.
PS: a Jacopetti non è piaciuto, ma il Bufa a commentato:“è giusto che un mondo così non piaccia ad un purista del genere…”
Scrivendo le puntate del dossier sul mondo movie su selacapo.net mi sono imbattuto proprio in questo titolo che non avevo idea di come poter rintracciare. grazie per il “lampo”, proverò a contattare Sor Bufalini…
Ti consiglio di contattare il Bufa è una persona eccezionale e secondo me anche piena di talento (come la maggior parte dei registi italiani). Se possiedi qualche mondo introvabile fammi sapere.
Un saluto e buone feste.
Che bello scoprire che avevamo già un topic su questo film!
Nonostante in giro non ne abbia letto recensioni entusiastiche, devo dire che sono piuttosto in linea con il commento di @carnaiolo
Il film è un affettuoso omaggio ai mondo movies del secondo periodo, quelli degli anni '70, sensazionalistici e scabrosi, da alcuni considerati il canto del cigno di un genere in decadenza, da altri ritenuti una forma di intrattenimento ibrida ma originale e divertente.
L’operazione azzecca in pieno lo spirito di questi mondos più tardivi: commento ironico e talvolta sarcastico, riprese reali alternate a siparietti ricostruiti in modo evidente, gusto per lo scabroso e l’orrido (il museo con le mummie e le parti anatomiche) che convive con la ricerca della stravaganza e dell’insolito, sempre pronti a buttarla sul ridicolo (si veda la ragazza che si abbandona a tutti i trattamenti “alternativi” proposti da uno pseudo-santone, partendo dai massaggi shiatsu fino ad arrivare all’urinoterapia, con dettaglio della bocca che ingurgita avida il liquido giallastro).
Grande attenzione al sesso ed al modo in cui viene interpretato e vissuto in questa Milano così frenetica, in cui incomunicabilità e affari la fanno da padrone.
Non manca qualche tentativo di far delle sequenze liriche/poetiche, come ad esempio gli animali impagliati che fuoriescono dalle teche del museo di scienze naturali alla ricerca della libertà.
Anche l’intento complessivo, quello di mettere alla berlina la società moderna portandone alla luce stranezze e contraddizioni, è in piena linea con film come Mondo cane oggi o similia.
Insomma, per chi si chiede se sarebbe mai possibile girare un mondo movie al giorno d’oggi la risposta è: si, è possibile, a patto di mettere da parte qualsiasi velleità commerciale. Lo spirito dell’operazione infatti è sempre il medesimo, ma credo che gli spettatori interessati a dargli un’occhiata si possano contare sulle dita di una mano (o due al massimo).
Chapeau al comune di Milano che ha avuto il coraggio di mettere il patrocinio su una simile produzione audiovisiva (basti pensare che la città è vista e raccontata principalmente come un luogo di trasgressione e rischio; la pellicola ad esempio si conclude con la morte che si infila il cappuccio e, come se fosse in passerella, avanza sfilando in piazza duomo): probabilmente il film non l’hanno neanche guardato!