lo colloco sicuramente tra i migliori horror moderni
mi è piaciuto tantissimo lo spezzare il film in due tronconi totalmente e profondamente diversi fra loro
da guardare fino all’ultimo istante
Rivisto ieri dall’ottimo blu ray francese dopo averlo visto ai tempi della sua uscita in sala (in Francia).
Per me è un gran film e leggere certe critiche così feroci e negative mi stupisce un po’.
Ricordo che quando lo vidi in sala in Francia c’era davvero tanta tensione, gente che lasciava la sala e commenti infastiditi per tutta la seconda parte.
Tra l’altro questo film fu importante perché segnò il ritorno della censura in Francia dato che all’inizio fu vietato ai minori di 18 anni (divieto che in Francia viene dato solo ai film porno) e ci fu una piccola grande mobilitazione per abbassare il divieto ai minori di 16 anni (negli extra del blu ray c’è un’intera featurette su questo). A suo modo fu una cosa che fece scalpore.
Il film per me è molto bello, un raro caso di film “d’autore” gore (anche se “film d’autore” vuol dire tutto e niente).
Laugier è un autore, questo è innegabile, non è interessanto a fare un horror tout court e infatti il suo film successivo (The Tall Man) prosegue proprio questo discorso autoriale (peraltro già iniziato in Saint Ange).
Lui è molto bravo, gira bene, scrive bene e sa dirigere gli attori.

Son pienamente d’accordo con questo giudizio… premetto che dopo una prima visione, già la seconda, almeno per me è stata molto difficile da sopportare per la crudezza delle immagini, ma non solo… per quell’atmosfera claustrofobica che si respira durante tutto il film… e poi, il finale “spiazzante” che, lascia molti dubbi… insomma, un gran bell’horror!!! ![]()
A ripensarci, invece, mi irrita proprio il fatto dei “due tronconi”. E’ stato fatto altre volte e con risultati validi o validissimi (“Dal tramonto all’alba” per esempio, e nel suo piccolo il nostrano “Bloodline”), ma qui le due parti non “combaciano”: presa ognuna per sè, niente da dire sul talento del regista. Ma “appaiate”, il risultato mi lascia l’amaro in bocca, della serie “ma chi si crede, 'sto regista?!”. Ribadisco: Laugier sei in gamba, ma vola basso, così non ti fai male…
Io l’ho visto qualche mese fa e mi trovo in disaccordo con quanti finora lo hanno liquidato in maniera negativa. per me è un gioiello del cinema horror. Il gore c’è ma non è fine a se stesso, la parte tecnica è eccellente ed il ritmo ti fa sbandare più volte senza perdere il filo dell’intricato discorso.
Finale spiazzante ma bellissimo. Io l’ho interpretata in questo modo ci sono cose così preziose che non vale la pena condividerle con i poveri di spirito. Si capisce che le persone accorse alla casa sono dei personaggi facoltosi e molto potenti. Quindi molto ambiziosi e desiderosi fino alla morte di sapere. La vecchia ha voluto tenere tutto per se e raggiungere la pace dei sensi o l’infero o chissà cos’altro.
Un grandissimo film.
Titoli di merda level: master
Giusto per aggiungere un paio di curiosità:
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la fotografia (è la prima che viene mostrata da Mademoiselle ad Anna) della donna cinese martirizzata tramite tortura del Lingchi è la stessa che viene mostrata a Tognazzi da zia Mafalda nel film “L’ape regina” di Ferreri.
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così per dire, nel numero 13 di “Splatter” del 1990 c’è una breve storia dove un tizio uccide lentamente le persone poiché vuole portarle in punto di morte per farsi dire “che cosa vedono” prima di morire.
Quella di splatter non la sapevo, quella del lingchi si è la foto più famosa dell’argomento, per completismo citiamo anche l’altra foto reale del film, che ritrae Lizzie Van Zyl: