
http://www.imdb.com/title/tt2111478/?ref_=nv_sr_1
Molto bello questo documentario della HBO sulla piaga dei preti pedofili, col grande merito di andare al cuore del problema senza fare sconti e senza prenderla larga.
Si parte dagli abusi commessi a Milwaukee da un prete (tale Padre Murphy) che gestiva un istituto per ragazzi sordi negli anni '50 e che ha abusato di decine e decine di bambini, forte del fatto che questi potevano comunicare solo con il linguaggio dei segni e avrebbero quindi avuto difficoltà a raccontare gli stupri e le molestie ai familiari o comunque a persone esterne.
Intervengono alcuni di questi ex bambini che, ormai adulti, raccontano con rabbia gli abusi subiti e i tentativi di rompere il muro di omertà che ha continuato a proteggere fino alla fine (è morto nel 1998, da sacerdote) questa bestia che violentò oltre 200 bambini ma che alla fine fu graziata dalla Chiesa (e anche dalla giustizia ordinaria).
Si passa poi a parlare del ruolo di Ratzinger e del cardinale Sodano, esplicitamente citati come persone informat(issim)e dei fatti. Per le mani di Ratzinger, prima del pontificato sono passate TUTTE le accuse di pedofilia verso membri della Chiesa, secondo il documentario non esisteva persona al mondo più informata di lui sulla situazione di questo tipo di abusi. Ma non ha fatto nulla, ha continuato a coprire e a proteggere con la complicità di quell’altro porco di Sodano che viene mostrato in un intervento pubblico dove, riferendosi a questo dramma, lo liquida col termine “chiacchiericcio”.
E poi si parla di Padre Marcial Maciel, fondatore de “I Legionari di Cristo”, altro criminale molto legato a Giovanni Paolo II, capace di organizzare raccolte fondi milionarie e di macchiarsi di orrendi crimini a stampo pedofilo.
È un documentario che colpisce e indigna, ferisce lo spettatore e lo fa infuriare proprio per la meticolosa descrizione del muro di omertà che copre questa gente, del sistema che cerca in tutti i modi di proteggere i carnefici e di colpevolizzare le vittime con la tipica arroganza di chi è più ricco e potente.
Vengono dette cose raccapriccianti (le frasi dell’auto-difesa di Padre Murphy fanno venir voglia di vomitare) ma vengono dette senza paura, con la precisa volontà di mostrare il cuore del problema senza girarci attorno. Perché poi la grande anomalia è proprio questa: tutti sanno, non ci sono scoop clamorosi, non viene scoperchiato nessun vaso di Pandora con rivelazioni sconvolgenti. È tutto noto ma quello che colpisce (e strazia) è l’incredibile muro di omertà eretto dalla Chiesa.
E poi c’è un’altra cosa che mi ha davvero colpito guardando il documentario. La giustizia ordinaria viene chiamata in causa molto raramente. Voglio dire: un prete stupra sistematicamente centinaia di bambini e ragazzi e non viene invocata la sacrosanta galera, il carcere duro o persino la pena di morte (a questa sarei comunque contrario, ma, dico, non viene mai invocata, nemmeno dalle vittime). No. Viene chiesto sempre di allontanare queste persone dalla Chiesa, di farle spretare e bla bla bla. Ok, certo, sarebbe più che doveroso (e sarebbe doveroso farlo col giusto risalto mediatico) ma alla fine sembra che sia l’unica pena che viene richiesta. È una cosa che mi ha colpito molto.
Io non sono affatto un giustizialista ma resto davvero stupito quando sento le vittime che hanno un odio fortissimo verso i loro aguzzini ma che parlano soprattutto di allontanare questi maniaci dal clero per fare in modo che non possano commettere abusi verso altri bambini. Tutto giusto, ci mancherebbe, ma mi stupisce tanto il fatto che quasi nessuno invochi la giustizia ordinaria.
Il documentario è molto ben fatto (anche tecnicamente), dura 104 minuti e lo si trova in un bel cofanetto edito da Feltrinelli che contiene anche un libro di approfondimenti.
Ne consiglio a tutti la visione anche se, ovviamente, non può essere visto a cuor leggero.