Mi rifaccio vivo (2013) - Sergio Rubini

Anno: 2013.
Regia: Sergio Rubini.
Musiche: Paolo Buonvino.
Cast: Nerì Marcorè, Emilio Solfrizzi, Pasquale “Lillo” Petrolo, Margherita Buy, Vanessa Incontrada, Gianmarco Tognazzi, Sergio Rubini, Enzo Iacchetti.

Buon film di Sergio Rubini, che vive di buoni momenti.

La vicenda è molto macabra e surreale, non è un lavoro perfetto, ma alcune cose sono apprezzabilissime.

I primi 20 minuti sono eccezionali, con Lillo in grande vena. Bellissima la presentazione con la voce fuori campo e, quindi, la mimica della faccia piena ed espressiva di Lillo, che ci mostra una gran predisposizione verso lo slapstick (il piede nel chiodo che causa il suicidio).
L’inizio è surreale (la rivalità tra Lillo e Neri Marcorè) e scorrevolissimo… poi entra in scena il cambio di persona-anima con Emilio Solfrizzi e il tutto diventa un po’ grottesco.

Emilio Solfrizzi recita moderatamente, anche se in alcune scene ci sono troppe smorfie; Neri Marcoré, dopo un inizio cinico e piacevole, sale sopra le righe con la recitazione; Margherita Buy è sempre brava e bella (e contemporanea all’uscita di “Viaggio Sola” di Maria Sole Tognazzi); Vanessa Incontrada fa il suo ruolo; Lillo è come sempre unico per la sua recitazione personale ed è un peccato che dopo circa 22 minuti lasci la scena per poi ritornare saltuariamente allo specchio; Gian Marco Tognazzi compare brevemente nel ruolo dell’Avvocato Mancuso; Sergio Rubini compare prima nei panni di un poveraccio e poi al centro di smistamento delle anime; anche Enzo Iacchetti partecipa come tassista.

Nonostante alcune scene siano eccessivamente “gridate”, le scene e situazioni divertenti non mancano. Divertentissima la lite con Karl Marx.

I primi 20 minuti sono eccellenti, ma il film rimane lo stesso un buon lavoro.

Ennesimo filmucolo che Mario recensisce bene, buon per lui. Mi bastava il trailer, mesi fa, per farmi vomitare. Pure il pubblico l’ha evitato. Sacrosantemente MACELLATO sul Mereghetti…
P.S. Fra questo e l’imminente “Colpi di fortuna”, una certezza: Lillo e Greg, per favore, a meno che la sceneggiatura non sia quantomeno decente, smettetela col cinema!

Greg sostiene, giustamente, che nonostante tutto non si vergogna dei film che fa. Il loro livello è un altro, ma è sempre meglio vedere loro a posto di, che so, qualcuno improvvisato di “Zelig”, Lillo e Greg sono molto superiori.
Come cinema, da rivalutare “Lillo e Greg - The Movie”.

Circola voce di un ritorno al caro “Bla Bla Bla”.

Ho fatto una correzione, avevo scritto “Colpi di fulmine” (dell’anno scorso) anzichè “Colpi di fortuna”. Poco male, tanto sono entrambi film di merda. Greg “non si vergogna” solo perchè gli assegni sono buoni. Avesse il coraggio di fare questa PICCOLA precisazione…
P.S. Il fratello scemo che tira sganassoni appena sente la parola “niente” è una cosa indegna dell’avanspettacolo anni ‘30. E nel 2013 ci fanno un film intorno. Che schifo… Un’altra cosa: “Lillo e Greg-The movie” non è mai uscito in sala. E’ un prodotto realizzato esclusivamente per il mercato home-video. Molto divertente e godibile, comunque.

“Colpi di Fortuna” però avrebbe i suoi punti di interesse, bisogna vedere come va preso. Per chi non lo sapesse recita anche Raffaella Carrà.

“Lillo e Greg - The Movie” è un grande film, diretto da uno dei registi secondo me più straordinari della nuova generazione: Luca Rea. Peccato il film sia uscito solo per l’Home Video e il secondo film di Luca Rea, “Cacao”, dove partecipa anche Lillo, non è uscito.

E’ una battuta, vero? Mi sfugge il tuo senso dello humour…

E perché? Ovviamente è un parere personale, ma io lo trovo tra i registi più preparati attualmente.

Boh… io ho visto gli sketch di Stracult girati in esterni dei quali curava la regìa, e il film di Lillo e Greg, che trovo pure divertenti, e mi sembra che sia solo uno che piazza la camera e dice azione a chi ha davanti, un semplice tecnico come altri centomila. Già definirlo regista mi sembra una esagerazione. E uno dei più straordinari della sua generazione potrebbe esserlo forse se avesse la tua età, non 42 anni come leggo

Effettivamente tecnicamente è normale, però io trovo un eccellente ritmo nei tempi comici, alcuni sketch di “Lillo e Greg - The Movie” si basano sul “botta e risposta”, difficilmente il ritmo cala.

Surreale questa cosa…a furia di voler trovare tutto un certo genere “bello” o “godibile” poi si cade in sbandate ideologiche come questa recensione.

Non volermene Mariocinema, io non contesto i tuoi gusti non metto nemmeno in conto che siano opinabili, ma non posso che dar ragione a Zardoz e Renato, Luca Rea è un grande per altre cose e personalmente lo stimo per quanto ha fatto per lo sdoganamento di un certo cinema ma da qui a definirlo “uno dei più straordinari registi della sua generazione” lo trovo un tantinello esagerato.

Lo riconosco, forse ho esagerato, stando ai miei gusti.
Però paragonandolo a un regista come Federico Moccia, c’è la differenza.
Nonostante tutto rispetto le vostre opinioni, perché ognuno ha i suoi gusti.

Rea è per me innanzitutto uno che scrive di cinema (anche su “Nocturno”), e in seconda battuta un autore televisivo (“Stracult”). Non sempre (ovvio!) sono d’accordo con quel che scrive, ma sicuramente mi è simpatico. Certo, almeno su una cosa son d’accordo con Mario: confrontato con un NON regista come Moccia, Rea diventa un autore, anzi un Autore. Ma tutto è relativo, si sa…
P.S. C’è pure la Carrà?! Commento “alla Castellari”: e 'sti cazzi…

Infatti. Secondo il mio parere la sua esperienza con il cinema (appunto, è molto esperto sull’argomento) lo porta ad avere una regia ottima, magari la poca disponibilità di mezzi non lo porta a carrelli o inquadrature particolari, ma i tempi comici, come ho detto, sono giusti.

…tornando al film - che ho visto qualche sera fa su Sky - non mi pare né orrendo né un capolavoro. Per una serata sul divano è caruccio, ha alti e bassi ma tutto sommato è salvabile, soprattutto considerando l’attuale deprimente panorama delle commedie italiane. Rubini ogni tanto un guizzo più d’autore ce l’ha almeno. Solfrizzi a me piace, è vero che fa troppe smorfie, però il film vira abbastanza sul grottesco e sul surreale, ci stava insomma. Lillo è bravo, Marcorè probabilmente pure, ma comincio a pensare sia un tantino sopravvalutato, o semplicemente non adatto a tutti i ruoli. La sua è decisamente una recitazione sopra le righe. La Buy…che vi devo dire, sempre digerita poco. Comunque ripeto, un film godibile, Il Paradiso Può Attendere magari è un’altra cosa, ma c’è sicuramente di peggio in giro.