Minacce allo scrittore Roberto Saviano

A Casal di Principe:
“Saviano poteva farsi i fatti suoi”(16 ottobre 2008)
I ragazzi del Liceo Scientifico di San Cipriano sullo scrittore: “Uno scemo”, “poteva stare zitto”

http://tv.repubblica.it/copertina/saviano-fatti-i-fatti-tuoi/25227?video

Dopo queste interviste è ormai chiaro che per l’Italia (e la Campania in particolare) non ci sono più speranze… parafrasando Nanni Moretti la camorra “ce la meritiamo” :mad:

comunque a mio modestissimo avviso se la camorra voleva accoppare saviano lo avrebbe già fatto da un bel pò

scorta o non scorta

e se non lui avrebbe già accoppato qualcuno dei suoi familiari (non saranno tutti scortati), qualcuno dei suoi amici o al limite anche solo il suo lattaio, come è stato fino ad adesso

ma ciò non è avvenuto

e allora mi viene da pensare che non vogliono accopparlo, spero ovviamente di non sbagliarmi e di non essere smentito

discorso diverso se lo fa invece qualche coglione invasato proveniente da questi intervistati

Io non parlerei tanto di invasamento, quanto piuttosto di sottocultura da ghetto.

Sì effettivamente si potrebbe pensare al solito discorso del è meglio se non facciamo troppo rumore che spesso si sente fare leggendo o sentendo parlare dei metodi della malavita organizzata.

Cmq per chi volesse supportare il nostro…

[CENTER][FONT=Tahoma]Mille voci per Roberto Saviano[/FONT][/CENTER]
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[CENTER][FONT=Tahoma]Lettura corale ad alta voce di “Gomorra” per dare forza alla resistenza[/FONT][/CENTER]
[CENTER][FONT=Tahoma] di Roberto Saviano contro gli “uomini di niente”[/FONT][/CENTER]
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[CENTER][FONT=Tahoma]Le Associazioni e la Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia invitano tutti i cittadini a partecipare a questa iniziativa di solidarietà aggiungendo la propria voce: ciascuno leggerà una pagina sulla quale lascerà il proprio nome come simbolo di coraggio e di impegno civile.[/FONT][/CENTER]
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[CENTER][FONT=Tahoma]Martedì 21 ottobre 2008, dalle ore 10 alle 20[/FONT][/CENTER]
[CENTER][FONT=Tahoma]Casa della Memoria e della Storia[/FONT][/CENTER]
[CENTER][FONT=Tahoma]via San Francesco di Sales, 5 – Roma[/FONT][/CENTER]
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[CENTER][FONT=Tahoma] per informazioni: 06/6876543 – 06/6861317[/FONT][/CENTER]
[CENTER][FONT=Tahoma] [/FONT][/CENTER]
[CENTER][FONT=Tahoma]www.casadellamemoria.culturaroma.it[/FONT][/CENTER]

sì, io credo che oggi come oggi sarebbe troppo controproducente l’eliminazione fisica del buon Saviano. dico controproducente rispetto alle logiche tipiche delle mafie contro cui lo scrittore sta “combattendo”.

quella è gente che sa aspettare, e che sa bene che prima o poi i riflettori sul caso Saviano si spegneranno… che il clangore cesserà… che presto la gente penserà a Saviano solo come si pensa ad un nome tra i nomi.
una condanna a morte, invece, è per sempre.

io spero che decida di mandare davvero affanculo la sua triste provincia che ha saputo solo sputargli addosso veleno, invidie, malignità.

qualcuno lo giudicherà un “codardo” probabilmente… ma sarà sempre il giudizio del solito smargiasso che ha il sedere adagiato ben comodo nel cuscinetto dorato di casa… e che dinnanzi al primo delinquentucolo -non parlo di mafiosi- non avrebbe il coraggio nemmeno di petare.

Stamani ho ascoltato in diretta la telefonata fatta da quel noto imprenditore calabro che da moltissimi anni “vive” nascondendosi. Lui, sua moglie ed i suoi figli.

E’ stato durante la rassegna stampa che ogni mattina potete sentire su Rai 3.

Ehhh… a me è venuto da pensare che ad ucciderlo, il Saviano, gli farebbero solo un gran favore. Un’esistenza da “non-vivo” come quella alla quale son costretti questi poverini è crudelta ben ben ben peggiore della morte. Hai tutto il tempo, troppo tempo, per pentirti della tua scelta “contro”. E chi ti vuole veramente male non poteva guadagnarsi vendetta migliore (altro che le robette da film di Tarantino… ).

Poi ci sarebbe pure da valutare la portata di un tale omicidio; la reazione di un governo di “destra” che ha impostato parte della sua campagna sulla sicurezza e sul rispetto di istituzioni e stato. In un momento così e con certi politici ai posti di comando potrebbe non essere proficuo, per l’organizzazione malavitosa, andare a colpire un tale simbolo. Chissà mai che lo Stato non si incazzi veramente e che non renda difficile per tutti la vita da quelle parti.

una chimera.

lo stato renderà difficile la vita -da quelle parti ma anche altrove- soltanto a manovalanze e bassa delinquenza.
in poche parole: a persone sempre sostituibili e che non contano nulla.

uno Stato degno di questo nome avrebbe già da tempo ripulito i propri scantinati -tanto per cominciare seriamente.
ma non mi sembra che ciò sia mai avvenuto. anzi… avviene continuamente tutto il contrario.

chi vive al sud sa bene, perché è esplicito, troppo esplicito, che certi interessi non hanno confini…
se noti deputati UDC (tanto per fare un esempio tra molti, un esempio visto con i miei occhi) continuano a fare comizi elettorali presso locali
notoriamente gestiti da boss di quartiere un motivo ci sarà… e c’è.

Io con le chimere abitualmente mi ci fo l’aperitivo (segno zodiacale: pesci!).

Hai presente le due chimere che mi ritrovo a cena stasera? Buttale via… :smiley: :smiley:

Non ho dubbi che vi siano legami fra interessi che stanno al di qua ed al di là della legge.

Ma io ci scommetto le palle, anzi no ragazzi ho deciso che scommetto qualcosa di meno impegnativo và… , diciamo che ci scommetto il manifesto di Dr. No autografato da Connery và, che se nei prossimi giorni vediamo al tg le immagini di Saviano per terra in mezzo ai Carabinieri… da quelle parti tolgono l’aria per un bel pezzo a molti. Lo possono fare.

ahh tu ti riferivi esclusivamente ad una reazione dello Stato dopo l’ipotetico omicidio… e non in generale.

beh allora il mio discorso potrebbe cambiare, ma neanche troppo credo.

di sicuro Vespa e Mentana, però, avrebbero ospiti garantiti fino alla fine del 2009.
potremmo tornare a sentire Schifani parlare di quant’è brutta la mafia.

Il nemico dei Casalesi


Da due anni sotto scorta, un piano per ucciderlo entro Natale. Ecco come vive Roberto Saviano

Lunedì 13 ottobre Roberto Saviano ha compiuto i due anni di vita blindata, sotto protezione di una squadra di carabinieri che notte e giorno lo difendono dai possibili attentati della camorra, che lui ha denunciato nel best seller Gomorra.
Un compleanno che il ventinovenne scrittore napoletano ha festeggiato partecipando per oltre mezz’ora alla trasmissione di Fahrenheit, che ogni giorno riunisce sulle onde di Radiotre il popolo degli amanti dei libri. “Sono stati due anni di vita sottoscorta, anni duri — ha raccontato Saviano — All’inizio sembra che non ce la puoi fare, quando il tuo quotidiano viene stravolto e capisci che puoi solo peggiorare, perché vivi costantemente nel sospetto, nella mancanza di fiducia, nella solitudine, mentre le persone che ti sono attorno spariscono”. Ma la vita quotidiana sotto scorta, com’è? “Spesso sono giornate terribili — risponde — Ma faccio molta palestra, soprattutto molta boxe con quelli che chiamo i ‘miei ragazzi’, cioè i carabinieri che mi accompagnano giorno e notte e che qualche volta mi chiamano capitano”. Saviano ha anche ricordato quello che è successo due anni fa, quando partecipò ad una manifestazione a Casal di Principe, rivolgendosi direttamente ai boss latitanti. Il libro non era ancora un best seller da milioni di copie, ma qualcosa era successo e i carabinieri e la Procura della repubblica avvertirono lo scrittore. “Ricordo la telefonata allarmata di un ufficiale dei carabinieri — ha raccontato ai microfoni di Fahrenheit — Un collaboratore di giustizia aveva segnalato il pericolo”.
"Non tutti erano dalla mia parte, dalla parte dela legalità — dice ancora Saviano — Ricordo che quando uscii di casa circondato dai carabinieri, ci fu qualcuno che mi sibilò alle spalle: ‘finalmente t’hanno arrestato!’
Saviano oggi ha 29 anni e dice di essersi allontanato da tutti: “anche da parte di quelli che mi erano vicino c’era una sorta di rimprovero, come se dicessero ci siamo presi degli schiaffi in faccia per te, per difendere uno spettro”. Ma Saviano è anche convinto di una cosa: “sono i lettori che hanno messo paura ai poteri criminali, non io”.
E spiega che denunce individuali, articoli coraggiosi, prese di posizioni di preti coraggiosi ecc. ecc. ci sono sempre stati, ma non hanno mai preoccupato i boss. Ma quando la denuncia comincia ad arrivare a certi numeri, quando sono milioni le persone che leggono un libro di denuncia, quando addirittura diventa economicamente vantaggioso denunciarli (editori, giornali, cineasti su Gomorra hanno guadagnato molto) allora qualcosa davvero cambia.

Autore: Elio Marracci - Data: 17 ottobre 2008 - Fonte: it.notizie.yahoo.com

Si, la camorra aspetterà, ricordate sempre il caso di Falcone…ha “rotto le palle” per vent’anni però hanno aspettato il culmine di un bel processo di delegittimazione e messa in discussione per farlo fuori.
Il caso è ovviamente diverso perchè il giudice era un personaggio con reali poteri nella guerra alla mafia, mentre Saviano è solo uno scrittore, ed è stato ammazzato mentre stava organizzando la procura nazionale a Roma, ma la logica di base credo sia la stessa, quella descritta da LiberA.

Ci salvi iddio…

Il racconto dell’autore in un articolo scritto per “The Times”
Saviano: “La verità
è che ora odio gomorra”
“Se vedo il libro in vetrina guardo da un’altra parte”

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/saviano-camorra/saviano-times/saviano-times.html