Ho cercato di censurarla il più possibile, ma i tre getti (più il quarto a destra) sono visibili. 4 emissioni per 2 “rubinetti”…
Se l’immagine è troppo ardita, oscuratela pure, ci mancherebbe…
Quindi, anche la scena del pissing è finta?! Un altro motivo per non capire perché il film sia considerato così controverso. Per me, non è una grande delusione, dato che i miei principali motivi di interesse sono la presenza di Marina e l’insolita regia di Sacco. Tuttavia, per chi cerca porno solo per masturbarsi, mi chiedo se il fatto che gli elementi “kinky” siano finti possa ostacolare il piacere. Dopotutto, a differenza dell’erotismo softcore, nei film XXX lo spettatore desidera atti non simulati.
La sciattezza di Sacco, come qualcuno mostrò in altro topic, la si vede anche nella sua casa editrice. Strafalcioni ben visibili.
Un film di D’Amato, anche gli ultimi girati con il pilota automatico, sono 100 volte migliori. Idem Mario Salieri, che s’impegna.
Una spiegazione alternativa che posso darmi, per (ri)valutare Sacco, è che girava in maniera così sconclusionata solo per distruggere l’hard. Un vero atto terroristico.
Tornando a Marina la sua bestia, la povertà si vede tutta, con dei dialoghi ultra ridicoli. L’unica scena che salvo, ma solo perché rozza e a tratti anticipatrice della 100X100, è l’orgia girata sul camion che cammina. Squallida nella messa in scena, è divertente perché solo le attrici sono professioniste, mentre i maschi paiono presi dal bar del paese: “Vuoi fare un porno? Vieni!”.
È stato controverso per decenni perché il fatto che queste scene fossero farlocche è stato confermato solo decenni dopo. Ammetto che se non fosse stato per lo scatto del fotofilm vedendolo alla tv il doppio pissing mi era sembrato reale. Solo indagando a fondo si arriva alla verità, non avevo mai visto una concreta erezione equina fino a quando non mi sono documentato. Ma già da prima quella esibita in questo film mi era parsa fittizia. Probabilmente all’epoca non tutti quelli che ne parlarono videro effettivamente la scena, e fra quelli che la videro quanti avevano esperienza riguardo a erezioni equine? Il porno è sempre stato avvolto da leggende, pettegolezzi, notizie confermate o smentite, era uno degli ingredienti che rendevano il piatto irresistibile.
Va bene, ma, oggi che la falsità delle scene “estreme” è nota, non c’è motivo per cui questo e altri titoli italiani dell’epoca debbano continuare a essere considerati offensivi al punto da non poter essere disponibili integralmente sul web.
Oggi col politically correct in un film non si può più mostrare nulla, non lo dico io, lo dicono parecchi registi ancora in attività.
Certe immagini del passato, pur controfigurate, pur finte, pur improntate usando la fantasia con lo scopo di far vedere (o immaginare) ciò che in realtà non succede, sono ancora delle immagini “forti”. E a quanto pare c’è chi ha ancora voglia di vederle, secondo me è questo il vero “successo” per un film, al di là degli incassi al botteghino, al di là dei giudizi della critica (conosciamo bene l’indole disintegratrice di quella italiana), Sacco ha concepito un capolavoro, un film che è un classico, che a 40 anni dall’uscita ancora desta interesse.
Caro Astrubale, rispetto la tua opinione, ma ho due cose da dire:
1 - Vedo la regia “sciatta” di Arduino Sacco più come un disprezzo per la grammatica cinematografica convenzionale e la ricerca di uno stile di ripresa più spontaneo, il che è interessante. Perché il cinema deve essere limitato nelle sue possibilità linguistiche? Se Jean-Luc Godard avesse usato le sue innovazioni nel cinema porno, sarebbe stato certamente accusato di fare “sciattezza”.
2 - Sebbene ami Joe D’Amato, i suoi film porno degli anni '90 sono mortalmente noiosi a causa della totale mancanza di interesse da parte sua nell’esplorare la propria creatività, offrendo invece solo una serie infinita di film identici, falsamente etichettati come “porno con trama”, che mostrano solo modelle filmate professionalmente mentre eseguono posizioni sessuali acrobatiche, senza il minimo entusiasmo. Questo è il vero atto terroristico contro un genere cinematografico dove la originalità è così rara.
Dire che una persona si impegna, di solito non é molto lusinghiero, ma chissà forse un giorno riuscirà a farcela
A mio parere, Salieri ha scarse capacità registiche che ricordano lo stile delle soap opera che mia nonna guardava quando ero piccolo. Un vero esteta, insomma!
E D’amato me lo immagino farsi delle grasse risate da lassù: come accennavi, non ne aveva voglia nemmeno lui e i risultati sono li a confermarlo! Insieme a Mario Bianchi a ben contribuito a farmi pensare che l’hard degli albori in Italia non si potesse che far male, poi ho incontrato altri, Arduino e non solo.
Non si poteva dire meglio!
@Paulo87 posso chiederti dove hai trovato questo film?
Quanto mi piace avere ragione…
salieri scarse capacita’ registiche?in che senso?per me rimane il numero 1 in assoluto,in ambito porno,tranne che nel ultima fase /attuale che si è fissato coi vecchi vs ragazze dell est…
No, no. Non dirò niente. Mi disgustano, ma basta non vederli.
Difendo pure io Salieri. Anche nella fase calante del porno nazionale, quello insomma girato in video, si sforzava di imbastire una trama e di sfoggiare una certa “grammatica cinematografica”. Vedi “Inside Napoli” e “Concetta Licata”. Poi magari le intenzioni erano migliori dei risultati, ma vivaddio onore al merito, per averci almeno provato. E se si può parlare di lui, dopo decenni, in termini sostanzialmente positivi, allora qualcosa di almeno decente lo aveva fatto per davvero…![]()
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Come in molti altri hard musicati dal repertorio di Stelvio Cipriani, viene riciclata la colonna sonora di Un povero ricco (Pasquale Festa Campanile, 1983).
I love you! Grazieee!!! La cercavo da tempo, a me fa impazzire! Da ex-bassista ho da subito notato il bel giro.

