Night club (Sergio Corbucci, 1989)

Beh, Fellini e la Masina se ne guardavano bene di andare per night. Pensa che per la famosa festa al Rugantino la De Robilant aveva invitato proprio i Fellini ma loro ci mandarono la Ekberg che la festeggiata neanche conosceva. E fu proprio lei a suggerire al Genio di inserire la famosa sequenza con Nadia Gray (va detto che la De Robilant smentì molte delle leggende metropolitane che nel frattempo s’erano create e che il tutto si svolse molto più velocemente di quanto mostrato nel film. Addirittura fu la festeggiata ad invitare un questore e alcuni agenti in borghese perché subdorava che qualcuno/a potesse usare la festa come palcoscenico per i proprio interessi). Riguardo chi frequentava i night e Via Veneto in generale Luigi Magni affermò che chi lavorava, divi o comparse che fossero, se la mattina dovevi stare alle otto sul set non potevi fare le ore piccole magari ubriacandoti o peggio.

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Che La dolce vita in realtà non esisteva è risaputo. O meglio, per certi versi fu un’invenzione di Enrico Lucherini, ma quello che faceva lui e quello che faceva fare ai suoi protetti era solo lavoro. Messe in scena. D’altra parte Fellini non frequentò mai night. Chi andava per via Veneto sostanzialmente erano attricette in cerca di scritture ma tutto lì. Diciamo che Fellini prese come pretesto quell’ambiente per raccontare altro come sempre gli capitava.

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Lo vidi non molto tempo fa in un passaggio notturno su Cine34 e me lo ricordo come un filmetto carino ma senza tante pretese. Concordo che il punto debole del film sta nella ricostruzione della Roma anni 60 realizzata davvero in maniera sciatta, in particolare ricordo una scena dove appare il cantautore Bruno Martino che canta al pianoforte in un Night un suo successo di quel periodo in una versione, ovviamente in playback, riarrangiata in stile anni 80 :slight_smile:

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E non è poco.

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