Un uomo disoccupato e il suo piano per trovarsi un nuovo lavoro: eliminare la concorrenza.
Non sono mai stato un gran k-ofilo, ma quest’ultimo Park Chan-wook vuol farsi proprio vedere, trailer notevole.
Un uomo disoccupato e il suo piano per trovarsi un nuovo lavoro: eliminare la concorrenza.
Non sono mai stato un gran k-ofilo, ma quest’ultimo Park Chan-wook vuol farsi proprio vedere, trailer notevole.
Park Chan-wook rifa il Cacciatore di teste
: quanto mai attuale, visti i tempi che corrono!
io dopo il precedente alzo le mani e faccio un passo di lato. troppo scupinculismo estetico, contorsionismo narrativo e zero della vis sanguigna ancora presente almeno ai primordi. temo che sarà così anche questo. non il mio ciobar. mi direte voi.
Io lo aspetto con trepidazione!
Ciao!
C.
In sala a partire dal 1 gennaio. Distribuzione Lucky Red.![]()
Troppo lungo con sequenze che non portano da nessuna parte (come quella della festa mascherata oppure quella del figlio adolescente che si scopre essere un ladruncolo in erba - non rivelo niente, sono avulse dal resto della storia). E non tutte le azioni sono chiarissime. Il tocco del regista di Old boy, che si è parecchio alleggerito quasi abbia voluto fare una commedia nera per famiglie, si vede solo in una particolare sequenza che arriva a quasi un’ora di film e che ti fa sperare in un’accelerazione degli eventi, ma non è così. Oltretutto il manifesto rivela il destino di uno dei personaggi. Rimane il ritratto di una società spietata. Non che qui non ci siano difetti, ma lì è tutto mandato all’esasperazione.
Troppo lungo
Per me il tempo e’ volato.
con sequenze che non portano da nessuna parte (come quella della festa mascherata oppure quella del figlio […]
Ma invece io pensavo proprio che fossero scene importanti per chiarire le relazioni tra il protagonista e i membri della famiglia (o almeno quelli i piu’ grandicelli e non pelosi
)
E non tutte le azioni sono chiarissime. Il tocco del regista di Old boy, che si è parecchio alleggerito quasi abbia voluto fare una commedia nera per famiglie,
Anche se, nell’ultima parte, il registro cambia molto e il finale (e titoli di coda compresi) e’ amaro e disperatissimo, a mio avviso (e dei personaggi non si salva nessuno veramente). Non al livelli della trilogia della vendetta ma a quello di “decision to leave” magari si’ ![]()
si vede solo in una particolare sequenza che arriva a quasi un’ora di film e che ti fa sperare in un’accelerazione degli eventi, ma non è così.
Oltretutto il manifesto rivela il destino di uno dei personaggi.
Vero! Ne parlavamo con una mia amica, pero’ io, personalmente, ho capito a posteriori (dopo averlo visto) il riferimento.
Rimane il ritratto di una società spietata. Non che qui non ci siano difetti, ma lì è tutto mandato all’esasperazione.
Ma non lo so, sai?
Comunque, secondo me, il film e’ un altro centro pieno, l’unico difetto e’ come sono scritti i poliziotti: con la loro inettitudine piu’ che indagare, pare siano li per trovare prove per scagionare il protagonista.
Questo, però, è già tutto nel romanzo di Westlake.
Che mi sono ripromesso di leggere ![]()
Ciao!
C.
Nel frattempo, il film è diventato il maggior successo commerciale del regista sudcoreano, sul nostro mercato. Mai sottovalutare il pubblico. E difficile capirlo…![]()
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Mi son perso i titoli di coda, cosa mostrano?
Durante i titoli fanno vedere le macchine che lavorano i tronchi di legno perche’ quest’ultimo possa essere usato come materia prima per le cartiere; ma le macchine che lavorano danno l’impressione di straziare o divorare gli alberi e - come si capisce dal film - non tocchera’ solo alle piante.
Ciao!
C.
Ok grazie, quello l’ho visto, pensavo ci fosse qualcosa ancora verso la fine dei titoli.
Se ci c’e’ qualcosa allora l’ho perso anche io ![]()
Ciao!
C.
rassicuro tutti che non c’è alcun extra trascorsi i titoli di coda
mentre mi sento di essere meno rassicurante e accomodante su tutto quel che ho visto prima. indubbiamente migliore della polenta di cemento precedente, ma il mio parkimetro continua a segnare rosso, vuoi per l’affettata ostensiva insincera ricercatezza-raffinatezza formale, esasperatamente pedante e altrettanto esasperatamente calcolata e artificiosa, vuoi perché da oldboy in poi il nostro non ha più smesso di indulgere nell’elevazione al decuplo della più stridente farragine narrativa, smarmellando una narrazione potenzialmente vettoriale diretta secca crudelissima in inutili arzigogoli di complicazione e diluizione che rovesciano (sprecano) il potenziale di angoscia e implacabilità in una cifra grottesca o comedy che sgonfia e spegne tutto (anche se ammetto che la concertazione del primo omicidio coi dialoghi schiacciati dal brano musicale a tutto volume è, di per sé, in tutto e per tutto magistrale). sgrassando di almeno tre quarti d’ora sarebbero state cose memorabili per il sistema nervoso e sul fronte umorale-emotivo. e dire che per come parte stavo per scommettere sul finirla strangolato dall’angoscia e su un film che avrei continuato e ultimato fradicio di sudori freddi. ma in tal senso a parità di trama/specifico occorre dirottare su opere più belluine come night always comes
non so, sarò io fatto malissimo ma chan-wook è un autore che secondo me non ha più ritrovato la trebisonda dal terzo capitolo della vendetta a oggi. come che sia, per quel che significa, un passo avanti rispetto a decision to live. avanti, ma sbilenco.
p.s. il titolo internazionale storpia il reale titolo originale, che è non so che farci
visto ieri in sala,non sono un gran fruitore di cinema orientale,anzi proprio per nulla,ma mi è piaciuto parecchio,non grido al capolavoro in quanto non lo è,e l idea di base al centro della vicenda non è certo granche’ originale,pero’ il deragliare del film tra un genere e un altro,tra vari stili,e generi,mi ha affascinato,bellissima fotografia,ottimi attori.forse un po’ troppa carne al fuoco di vicende varie umane (la figlia disturbata,il figlio ladro),un pelo di lungaggini che avrei sforbiciato,ma complessivamente 2 ore e 15 min spesi benissimo