Non Aprite Quella Porta 2 - The Texas Chainsaw Massacre, Part 2 (Tobe Hooper, 1986)

Io ero convinto che i film girati in open matte per essere proiettati col mascherino, se visti appunto nella versione open matte, presentassero sempre degli “errori” di inquadratura (tipo giraffe in campo e similia), proprio perché concepiti per essere visti nella versione “widescreen”.

Non è così?

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IMHO forse era vero prima dell’avvento del mercato homevideo, laddove il formato 4:3 serviva a riempire tutta la tv e quindi era tenuto molto in considerazione mentre si girava.

Leggendo degli articoli di riviste USA di cinema coeve del film, emergono particolari interessanti. Lo sceneggiatore Kit Carson, che aveva scritto il remake di Godard All’ultimo respiro e Paris, Texas, conosceva Tobe Hooper da tanto tempo, fin dai suoi esordi come documentarista. Carson vide il primo Texas Chainsaw insieme a Paul Schrader, ma dopo 20 minuti, entrambi spaventati chiesero al proiezionista di mettere su subito il rullo finale. Poi nel 78, Carson collaborò con Hooper per una storia che doveva essere prodotta da William Friedkin: due sorelle anziane, una esperta di tanatologia, l’altra che gestiva una camera mortuaria dove le persone potevano morire come volevano e lasciare un messaggio video ai familiari, insieme creavano un macchinario che emetteva luce e fulmini che aiutava le persone a trapassare senza dolore. In realtà le due signore rubano le anime che poi scambiano come figurine… Il film, intitolato Dead and Alive, non si fece, ma IMHO i temi Hooper li riprese: i trapassati e le loro anime (Poltergeist) e la tanatologia (il personaggio Fallada di Space Vampires)…

Texas Chainsaw 2 nasceva dalla voglia di Kit Carson di fare satira di alcuni generi che non amava particolarmente: quello dei vigilanti (parodiato con il delirante Ranger che vuole vendicare i nipoti), il culture clash alla Pretty in pink (con la famigliola tribale che si scontra con gli yuppies consumisti), il coming of age (con Leatherface che si innamora per la prima volta).

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Quando vidi al cinema Non aprite quella porta 2 mi parve una baracconata di infimo livello, forse perché mi aspettavo un sequel “straight” del primo film, che mi aveva colpito tantissimo. Rivedendolo oggi (nella versione open matte, migliore a mio parere rispetto a quella wide), il giudizio negativo di allora si è un po’ attenuato, ma il film continua a ben rappresentare ai miei occhi il declino di Tobe Hooper, che dopo gli esordi folgoranti ha proseguito la sua carriera nel segno di prodotti abbastanza anonimi e di scarso interesse (e devo dire che anche il soporifero Le notti di Salem, uscito in Italia come lungometraggio, e persino il celebrato Poltergeist a me all’epoca non piacquero).

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IMHO è un sequel caricatura del primo film, una operazione simile a quella di Joe Dante con Gremlins 2, John Carpenter con Fuga da Los Angeles e Sam Raimi con La Casa 2

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Hooper comunque all’epoca lasciò intendere che non avesse avuto modo di lavorare al sequel come avrebbe voluto lui, sospetto che insistere sul pedale della comicità fosse stata un’imposizione. Io all’opposto ero andato al cinema sapendo già che trattavasi di parodia e rimasi colpito dalla massiccia dose di blood & gore, ammetto che un po’ mi impressionò. Comunque sul declino concordo, dopo Il Tunnel dell’orrore e Poltergeist aveva decisamente perso un po’ della sua grinta e i lavori successivi lo dimostrarono (però Space Vampires non era malaccio, malgrado l’insuccesso commerciale trovo meritasse di più).

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Texas Chain Saw Massacre secondo Hooper ha sempre avuto un lato ironico e si diceva sorpreso che l’ironia del film fosse stata colta solo anni dopo. Nel sequel decise di renderla più evidente.
Un sequel del primo film già si vociferava fosse in cantiere nei primi anni 80, scritto da Hooper, doveva intitolarsi Beyond The Valley of Texas Chainsaw Massacre, con protagonista Sally Hardesty che anni dopo tornava negli stessi luoghi e trovava una cittadina dominata dai Sawyer:

Questa percezione di declino è condivisa da molti, la devo accettare anche se non concordo assolutamente.

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Ecco l’articolo che ne parla:

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In Scommessa con la morte (The Dead Pool), il 5° film della saga dell’ispettore Callaghan, compare fugacemente la t-shirt di Texas Chainsaw Massacre 2 con Leatherface:

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Per me è un film che doveva funzionare sulla carta ma il risultato finale è un pastrocchio senza capo né coda. Penso si intuiscano problemi produttivi perché mi è sembrato pure montato male.
Dall’ultima volta che l’ho visto mi riprometto di leggere la sceneggiatura originale, di cui ho sbirciato solo il finale che mi pare abbastanza diverso nella messa in scena.

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Da Il Patalogo dieci - Annuario 1987 dello spettacolo. Cinema Televisione Video
Recensione (credo sia) di Marco Giusti

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Da Splatter n° 2 ACME, agosto 1989

L’uomo che viene ricucito da un mad doctor nella vignetta in alto a destra ricorda qualcuno…

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La famiglia Sawyer si dimostra cinefila omaggiando Il Dr. Stranamore di Kubrick con un diorama…

In questa recensione del bluray italiano, a metà articolo, viene fatta notare una anomalia nella traduzione del doppiaggio italiano, con tanto di sample audio:

Dal doppiaggio dell’epoca: ma dice davvero “…ma io LA credo invece…” – “…sono l’unica che LA crede”???

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