Confezionato a dovere, niente da rimproverare ma un po’ di cose non mi hanno preso fino in fondo.
Fra le cose che ho gradito di più il VOCIONE di Bill Skarsgård, erculoide ormai specializzato in ruoli fisici da “mostro”, minacciosissimo (in vers. orig. sott.) il suo inglese balcanico gutturale e tonante che fa traballare le budella, veramente godurioso.
Sull’iconografia non mi pronuncio perchè giustamente no spoiler. Diciamo solo che non è un caso che abbia parlato della voce.
La prima parte fino alla firma del contratto è bella lugubre e potente (soprattutto la scena della prima cena a casa di Orlok, con un suggestivo primo piano sugli occhi che evoca l’immaginario di celebri dipinti gotici a più riprese ricercato da Eggers e sembra uscito da quel ritratto di Vlad III)
Plauso sincero per (i capezzoli di) Lily Rose Depp (anche la lingua è notevolissima) in una prestazione orgasmica in odore di Possession-e
demoniaca. Ed è almeno la terza attrice giovine di Hollywood che scimmiotta Adjani quest’anno, anzi lo scorso ormai - me la immagino con le orecchie che fumano ed il sopracciglio inarcato in tipico disappunto d’Oltralpe.
Mentre il resto del comparto attoriale maschile l’ho trovato quasi insopportabile, a parte il sempre incomprensibile Ralph Ineson che si mangia sempre almeno la metà delle battute. Dafoe inizia a rompere (ma è un problema mio), Nicholas Hoult ce la mette tutta ma a me pare sempre un bambolotto però soprattutto basta con quella capra di Aaron Taylor-Johnson, non si può vedere nè sentire (e anche le due figliolette francamente agghiaccianti)
Molto bella e persino commovente l’ultimissima scena.
Non avendo visto il film non lo giudico, posso però dire che la Depp sta lì solo perché è figlia di tanti genitori e che Taylor-Johnson è solo un bel ragazzo. La differenza con gli altri due Nosferatu? Semplice, i primi due sono tedeschi, questo è americano. A questo aggiungiamo che i due primi film sono stati diretti da registi immensi questo da un onesto mestierante che, stando ai film precedenti, si atteggia ad Autore.
di nepo baby ne sono pieni gli annali non trovi? personalmente le riconosco quantomeno un certo “trasporto”, se non lo vogliamo chiamare “impegno”. Comunque se a te non dice niente.. no problem.
infatti manco li ho nominati, uno è di ben 102 anni fa, il raffronto non si pone. Herzog se ne strafotterà bellamente credo.
questo è, come vogliamo chiamarlo, un pop-corn horror?
semplicemente piacevole da godere in quanto intrattenimento più che dignitoso
Uscito da qualche giorno su nowTV, decisamente un buon remake, omaggia e non infanga, Eggers è una garanzia per il cinema in costume, ci sono tanti dettagli che amplificano il mito e la storia.
La parvenza di Orlok oltre che ispirata al celeberrimo ritratto di Vlad III come già citato da @ˈfəʊnibəˈləʊni, è presa direttamente da fonti storiche, riproponendo usi e costumi dell’epoca, notevole.
visto ieri, togliendo una fotografia di tutto riguardo m’ha fatto davvero cagare storto (sorprendentemente, ché eggers mi ha sempre dato più o meno grosse soddisfazioni) e ben al di là o al di qua dei raffronti con herzog e murnau, come s’è ben detto giustamente inutili.
sturm und drang e sehnsucht scaraventati chilometri oltre il camp e il kitsch, è quasi più cringe del nosferatu di caminito-cozzi-lucidi, anzi tolgo deciso il quasi che almeno là si era consapevolissimi dei propri limiti, qua ci si prende mortalmente (ih) sul serio con sprofondamenti nel ridicolo involontario quasi commoventi. a rovinarlo è soprattutto l’esasperazione filologica, speravo in un maggiore tradimento/risignificazione delle fonti e non nella loro vanagloriosa imbalsamazione deluxe che finisce col vampirizzare il vampiro stesso. è più la ricostruzione della pulsazione/reinterpretazione, anche no grazie. a parità di temi (neanche elencarli, verosimilmente li conosciamo tutti) si era raggiunto il non plus ultra con candyman, che paradossalmente a sua volta attingeva tra gli altri proprio da stoker, ma almeno li ricodificava e risemantizzava in orbite imprevedibili facendoli passare per le crune della tragedia elisabettiana e di carroll; dopo si può giusto ricadere nella manierata appendice artificiosa. e più di questo il film non m’è mai parso.
a me è la cosa che ha invece maggiormente dato un senso alla parola orticaria. questo ipergrowl continuo dell’albione balcanizzato boostato a peak da macchiettistico gran cattivone da fiaba-cartoon-videogioco, mapperfavore. e anche iconograficamente speravo in una caratterizzazione meno avanspettacolarmente oleografica sempre e comunque eretta oltre lo stato dell’iperbole e della zuccherosità formale. tanto più che il film mi funziona e quasi inquieta proprio quando/dove lui non c’è, o c’è ma non è mostrato; per dire, herr knock mette molta più caga di lui, è segno che c’è qualcosina che non torna e non funziona.
lily rose depp m’ha ricordato la pina con 20 anni di meno dopo 3 confezioni di prozac e qui si entra forse nella sfera delle pareidolie personali, di fatto secondo me stavolta eggers ha profondamente toppato. non è in sé un brutto film, ha i suoi momenti (tutti quelli in cui nosferatu è assente, per farla spiccia), su buona parte della confezione quasi impossibile eccepire, ma non c’è alcun detour, alcun rinnovamento o eccedimento iconografico e tematico, è l’equivalente dell’ennesima prosa pavona di un amleto a teatro dove si va per riconoscersi-rassicurarsi e fare una pennica. boh.